Dal nostro inviato a Campione d'Italia Davide De Luca
Una delle mani più interessanti e spettacolari del final table del primo Italian Poker Masters ancora in corso a Campione (3 left mentre scriviamo) è avvenuto circa un paio di ore or sono, proprio nella fase 3-handed.
I più attenti l'avranno già scorta e commentata sulle nostre pagine social, ma ci sembrava doveroso riproporvela, anche perché durante il dinner break abbiamo intercettato il protagonista dello spot, Luca Delrio, per chiedergli cosa lo abbia spinto ad effettuare una chiamate simile.
L'action si apre con l'open di Valduga da btn x2 a T100k. Delrio chiama da small, difende Toninello da big.
Su flop K Q 3 checkano i blinds e Valduga va in c-bet 350.000. Delrio opta per il call, Toninelli si fa da parte.
Il turn è una Q su cui l'action va check check.
Il river è un A che chiude sia scala che colore, Delrio bussa per la terza volta e Valduga punta 1.200.000 chips su pot da 1.400.000.
Delrio ci pensa tantissimo e alla fine chiama con coppia di Jack!
"Partiamo dal presupposto che al tavolo ce le stiamo dando da inizio giornata e so bene che Manuel è uno propenso all'aggressione. Il mio call al river è veramente al limite, visto che avendo il J di fiori da un lato blockero delle sue combo di value, ma dall'altro blockero anche dei suoi potenziali bluff."
Ciò che ha fatto la differenza, a detta di Delrio, è stata la size: "Non credo che con un Asso decida di puntare quell'importo. Con un K men che meno. Può ovviamente avere dei full e qualche flush, ma credo che su questa texture possa overbluffare su una carta scary come quella. La size è polarizzante e ha determinato la mia scelta finale."

Non pago, Delrio aggiunge un dettaglio: "Oltre alla disamina tecnica dello spot, penso anche di aver scrutato un piccolo tell. Non voglio rivelarlo perché stiamo ancora giocando, ma sommando tutti gli addendi di questa operazione ho pensato che il call potesse essere la scelta migliore. Ho fatto cadere la chip e sono stato premiato, visto che ha girato 8-9 di picche".

