Primo su 486 e poi primo su 434 paganti. A memoria, quello di Enrico Bove all'Explosive Sunday iPoker è il primo back-to-back in due settimane trovato in uno dei major domenicali più ambiti del panorama italiano.
Due anni fa a centrare la doppietta di titoli Explosive Sunday fu Marco Perra, ma nell'arco di un mese. Il dato serve a dare la misura della pazzesca impresa siglata dal massese, che abbiamo sentito ieri a caldo per l'intervista celebrativa di rito. Ecco la trascrizione della nostra chiacchierata con lo specialista di poker online.
In questo Articolo:
Presentazioni
Enrico, visto che è la tua prima volta su AssoPoker presentati ai nostri lettori: chi sei, dove vivi e come è nata la tua storia con il poker?
Mi chiamo Enrico Maria Bove, vivo a Massa, in Toscana, provincia di Massa Carrara. Gioco a poker da una vita. Ho iniziato prestissimo facendo i sittini con gli amici, come tutti. La passione è cresciuta sempre di più, poi ho avuto un periodo difficile in cui ho dovuto iniziare a fare il dealer in un circolo della mia città. Lì mi sono appassionato ancora di più al poker fino al punto in cui ho voluto provare a diventare un giocatore per vedere cosa sarebbe venuto fuori.
Come si è articolato il tuo percorso?
Sono partito più di dieci anni fa con la Not Bad School di Antonio Asaro. Poi sono passato alla scuola di Galb, Camosci e Musta, dove sono stato seguito da Filippo Voconi e ho fatto anche qualche review con Camosci. Da lì sono arrivato alla scuola di Giovanni Giudice ed Emiliano Conti, dove sono rimasto un paio d'anni e dove ho iniziato anche il mio percorso come coach: sono stato formato e ho iniziato a insegnare sia privatamente che all'interno della scuola.
Poi ho seguito una squadra live in Toscana per sei, sette mesi, mi ero preso una pausa dall'online. Finché a maggio dell'anno scorso mi ha contattato Davide Suriano — Zizinho — che aveva già una scuola di cash game e voleva implementare la parte MTT. Mi ha chiesto se avevo voglia di dargli una mano a metterla su. In questi otto, nove mesi abbiamo costruito un gran bel progetto.
Quindi oggi il poker è il tuo lavoro a tutti gli effetti?
Sì, in questo momento gioco a poker e insegno. Sono head coach MTT della Zizinho Academy e collaboro con Davide Suriano a tutti gli effetti. Sto anche formando qualche aiuto coach perché i ragazzi continuano a crescere e da solo non riesco a seguire tutti.
Nella tua carriera hai provato anche altre specialità?
Sì, ho giocato qualche centinaio di migliaia di mani a cash game, ho anche sperimentato gli spin and go con buoni risultati, ma l'adrenalina di battere un field enorme, di vincere un trofeo mi ha sempre attirato di più. Ho provato più volte a spostarmi dagli MTT, dalla loro varianza, dal fegato marcio che ti fanno venire. Ma non c'è stato verso, il richiamo è troppo forte.
Il racconto della doppietta
Veniamo alla doppietta. Tra le due vittorie, quale è stata la più difficile?
La seconda, senza dubbio. Il field era un pelettino più ostico, e soprattutto ho perso un pot enorme quando eravamo in sedici — ero il chip leader — e sono finito praticamente ultimo per stack. Ho arrancato fino al tavolo finale, ho galleggiato. Al final table ho iniziato ottavo nel chipcount, forse addirittura nono di nove. Quindi sì, questa vittoria è stata decisamente la più difficile. La prima invece è stata molto più semplice: come stack sono sempre stato deep, ho perso qualche colpo per le bounties ma il controllo non è mai venuto meno. L'heads-up del primo Explosive Sunday vinto paradossalmente poteva durare molto di più perché iniziavamo intorno ai 70 big blind a testa, ma è finito presto.
Che differenze c'erano nei field dei due tavoli finali
Quello della prima vittoria era più semplice, l'altra sera nel complesso era più ostico. Non ho idea di chi fossero con precisione tutti gli avversari, ma al tavolo finale del secondo torneo c'era almeno un giocatore preparato. Contro di lui ho fatto uno spot un po' particolare a tre left che avrebbe potuto compromettermi il torneo ma poi mi sono ripreso e ho vinto.
Raccontaci il primo Explosive Sunday: c'è una mano che ricordi in modo particolare?
Sì, c'è uno spot s quattro left in cui ho giocato con K-Q per circa 22-23 big blind contro il chipleader. Alla fine ho chiamato con K carta alta e lui ha girato un gutshot bucato. Quella mano mi ha fatto capire che avrei vinto il torneo.
A livello di cuore dedico questa doppietta a mia nonna che è venuta a mancare cinque giorni fa, è stata una seconda mamma per me.
Enrico Bove
Il titolo di ieri notte
Ora raccontaci l'Explosive che hai vinto ieri sera...
Avevo chiuso il day 1 con circa 50 big blind, pari a due o tre starting stack. In bolla stavo giocando tantissimo perché avevo intorno ai 170 big blind, ho fatto veramente tante chips in quella fase. Poi avvicinandomi ai venti left ho iniziato a perdere qualche pot sulle taglie, qualche 3-bet andata male. Normale, quando sei chipleader e premi tanto, gli avversari al tavolo alla fine iniziano a reagire più larghi.
Però dicevi che c'è stato uno spot che ti ha davvero fatto del male.
Sì, a 16 left sono chip leader, apro da hijack/cutoff con circa 90 big blind. Dopo il flat di bottone con 30 big blind, lo small blind che è un buon reg shova 22 big blind. Il big blind che è un giocatore occasionale a sua volta reshova i suoi 50 big blind. Io vedo A-K. Entrambi avevano taglie importanti, quasi 700 euro complessivi. Il mio AK era abbastanza buono per callare, anche se cinquanta big blind con sedici left fanno sempre un po' male da mettere preflop. Ho dovuto farlo. Small blind gira K-Qo, big blind J-J. Scende una Q: lo small blind fa triple up e io prendo solo la differenza con big blind e mi trovo con circa 30bb. Poi perdo un altro flip e da lì ho dovuto arrancare fino al tavolo finale.
Come sei risalito poi?
Piano piano, qualche rubacchiata qua e là, lo studio ha fatto sicuramente la sua parte. Non ho mollato, ho risalito la china e poi a quattro left non c'è stata più storia. Il tavolo finale è andato via abbastanza sereno, con qualche spot carino e intelligente. Ho fatto un bluff a tre left contro quello che secondo me era un avversario preparato. Quello spot avrebbe anche potuto compromettermi il torneo, ma mi sono ripreso.
L'esultanza degli allievi
Dopo l'ultimo showdown hai esultato? Com'è stata la notte?
Non ho esultato troppo. Gioco da uno studio privato che mi sono ricavato per distaccare il lavoro dalla routine di casa, una specie di sala per grindare, diciamo. Lì c'erano alcuni miei allievi, loro hanno esultato quasi più di me. Abbiamo festeggiato, fatto colazione insieme e poi sono andato a letto. Oggi alle due ero già al PC a fare le mie solite lezioni e stasera ho fatto la mia solita sessione. Non è cambiato assolutamente niente.
Quindi non cambierà nulla nella tua routine anche dopo questa doppietta?
No, e questo per me è già una vittoria a parte. Fare una doppietta in un domenicale del panorama italiano, due lunedì di fila, è sicuramente soddisfacente. La gioia di vincere un torneo è sempre la stessa di quando ho iniziato dodici anni fa, che sia un torneo da cinque o da cinquemila euro di buy-in non cambia. Ma poi la vita va avanti. Anzi, va avanti uguale.
Oltre a iPoker giochi anche su altre room?
Su Sisal e PokerStars mi conoscono tutti come JohnWick. Quest'anno ho vinto un titolo ICOOP in heads-up contro KingMave911 e un High Roller domenicale contro Mikel Calò. Penso siano i risultati di più rilievo su quella piattaforma. Su altri lidi preferisco mantenere il riserbo.
Progetti e dediche
Quali sono i tuoi progetti pokeristici adesso?
Continuare a far crescere la scuola e insegnare ai ragazzi, che mi dà ancora più soddisfazione di giocare. Vederli migliorare, seguirli non solo a livello tecnico ma anche mentale, di abitudini e di routine, permettere loro di non fare gli stessi errori che magari ho fatto io in dodici anni è una soddisfazione immensa. Davvero molto più che vincere un torneo.
Sul fronte del poker live invece?
Ho sicuramente il piano di fare qualche EPT nel futuro. Ma tra impegni familiari e la voglia di restare concentrato sulla scuola, per i prossimi sei o sette mesi non mi sposterò molto da Massa. Ho già girato per tornei live per dieci anni, in questo momento non è una priorità.
Siamo ai saluti, se hai dediche o ringraziamenti è questo il momento!
A livello di cuore dedico questa doppietta a mia nonna che è venuta a mancare cinque giorni fa. È stata come una mamma per me. A livello pokeristico la dedico a Davide Suriano e alla Zizinho Academy, perché in un periodo veramente brutto della mia vita ha tirato fuori il meglio di me. Davide ha creduto in me come nemmeno io credevo in me stesso. Questo mi ha permesso di fare un grande salto di qualità a livello umano, che poi si è riflesso anche nel poker, perché in fondo il poker è un po' lo specchio della tua vita personale. Quindi ringrazio lui, tutta la Zizinho Academy e tutti i miei ragazzi. E grazie anche a voi di Assopoker per lo spazio che mi date e per il lavoro che fate sempre.





