Il day after, il giorno dopo l'arresto (con l'assegnazione come misura cautelare dei domiciliari e del braccialetto elettronico), Mario Adinolfi si difende. Lo fa in modo molto energico e respinge le accuse della Procura di Roma, si professa innocente a seguito delle accuse per via del denaro raccolto per il sistema de “La Scommessa Collettiva”.
E' interessante perché il giornalista-politico-influencer-scrittore-pokerista dà una chiave di lettura sul suo progetto de "La Scommessa collettiva", trattando la materia da un punto di vista civilistico e tecnico. Le scommesse sono obbligazioni naturali non ripetibili (su questo concetto ci ritorneremo a breve). Afferma che alla fine non ha invitato o costretto nessuno e che gli scommettitori l'avrebbero seguito spontaneamente.
Ma Adinolfi si difende e spiega punto per punto rispetto alle accuse, in una nota stampa.
In questo Articolo:
- 1 Adinolfi: "Ingiustizia grave patita da me e dalla mia famiglia"
- 2 "Gioco da decenni e spesso lo faccio in modo collettivo"
- 3 Cosa vuol dire obbligazioni naturali? E' la chiave della difesa di Adinolfi
- 4 "L'associazione Cristo Regna ha raccolto 3mila euro e non 3 milioni"
- 5 "La mia vita senza vizi, faccio ricorso al Tribunale del riesame"
- 6 Per la Procura sono quattro i capi d'imputazione
Adinolfi: "Ingiustizia grave patita da me e dalla mia famiglia"
Godendo di molta popolarità, soprattutto dopo l'Isola dei Famosi ed essendo un politico con idee divisive e penalizzanti, Mario è finito nell'occhio del ciclone
"Ringrazio davvero gli amici e anche alcuni avversari che mi hanno fatto arrivare in queste ore messaggi di sostegno e solidarietà. Vivo con la serenità che mi giunge dalla fede una vicenda surreale in cui è evidente l’ingiustizia grave patita da me e dalla mia famiglia. Ma Dio quando vuole mostrare la regalità di Davide non gli manda una corona, gli manda Golia".
"Gioco da decenni e spesso lo faccio in modo collettivo"
L'influencer poi entra nel merito delle accuse che riguadano "La Scommessa collettiva", ribadisce che è solito scommettere in modo collettivo ma che non ha mai sollecitato nessuno. Definisce le scommesse come obbligazioni naturali, non ripetibili.
"Ai giudici posso solo dire: sono totalmente innocente. Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno, in molti con me giocando hanno guadagnato e sì c’è qualcuno che ha perso: sono scommesse e il codice le definisce ‘obbligazioni naturali non ripetibili’, il gioco funziona così. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri".
Cosa vuol dire obbligazioni naturali? E' la chiave della difesa di Adinolfi
Adinolfi si difende da un punto di vista tecnico, ricordando che i crediti derivanti dalle scommesse non sono meritevoli di protezione dall'ordinamento giuridico italiano. Sono definite obbligazioni naturali ed hanno una protezione minore proprio per via della loro natura. Derivano - per il nostro codice - da una causa non meritevole di tutela.
Secondo l' articolo 1933 del Codice Civile, i debiti derivanti dal gioco d'azzardo e dalle scommesse sono classificati come obbligazioni naturali. Ciò significa che il creditore non può agire in tribunale per costringerti a pagare, ma se decidi spontaneamente di pagare il debito non puoi più chiedere la restituzione della somma pagata.
Se il soggetto A perde una scommessa contro B e non lo paga, B non può agire in tribunale per il riconoscimento del suo credito. Ma se A paga in modo spontaneo e poi ci ripensa, B può trattenere il denaro.
Secondo il punto di vista di Adinolfi sono quindi obbligazioni naturali e quindi crediti non rivendicabili in tribunale, secondo invece i risparmiatori denuncianti, l'attività della "Scommessa Collettiva" era - dal loro punto di vista e quello degli inquirenti - una raccolta di denaro a fini di un investimento finanziairo. E' difficile poter fare una valutazione senza poter leggere il fascicolo della pubblica accusa, saranno i giudici a stabilire la verità processuale.
Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno, in molti con me giocando hanno guadagnato e sì c’è qualcuno che ha perso: sono scommesse e il codice le definisce ‘obbligazioni naturali non ripetibili’, il gioco funziona così. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri
Mario Adinolfi
"L'associazione Cristo Regna ha raccolto 3mila euro e non 3 milioni"
Adinolfi poi denuncia un'altra anomalia nell'inchiesta. Per lui è stato violato il segreto istruttorio con molti dettagli dell'indagine che sono finiti sui giornali e attacca in modo aspro la trasmissione di Mediaset "Le Iene".
Ribadisce che non sono stati raccolti 3 milioni dall'associazione "Cristo Regna" bensì (secondo le carte della Procura) 3mila euro.
"La gigantesca saldatura di alcuni interessi che vogliono vedermi nel fango, affronterò la violazione istantanea del segreto istruttorio con la diffusione ai media di ogni dettaglio delle carte che dovrebbero essere secretate fino alla fine delle indagini preliminari, affronterò l’onta del braccialetto elettronico che a Roma si riserva solo agli autori di crimini violenti e neanche a tutti loro, affronterò i tg che in prima serata mi danno per colpevole non usando i condizionali e dicono che l’associazione Cristo Regna ha raccolto 3 milioni di euro (leggetele almeno bene le carte che vi hanno passato, c’è scritto 3mila euro) seguendo il pattern degli ispiratori di questa inchiesta mediatica, cioè la trasmissione le Iene che ha rovinato con questi metodi migliaia di vite".
"La mia vita senza vizi, faccio ricorso al Tribunale del riesame"
In queste ore sui giornali è uscito di tutto sul conto di Mario Adinolfi, una vera gogna mediatica sul suo stile di vita. Il giornalista cerca di ristabilire la sua verità. Inoltre anticipa che ricorrerà al Tribunale del Riesame che dovrà esprimersi sulla sussistenza o meno delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento delle prove etc) per confermare o revocare la misura degli arresti domiciliari e del braccialetto elettronico (è stato lo stesso Adinolfi a comunicarcelo nella nota).
"Dopo 14 ore di perquisizione in casa mia i poveri finanzieri sono andati via con due fogli di carta e un bancomat. Ecco il lusso che hanno trovato. Vivo da monaco, senza vizi. Mi vesto con un pantaloncino e una t-shirt, anche a dicembre. Il mio stile di vita a dir poco morigerato è noto a tutti. Infangarmi così è veramente ignobile e chiedo ai colleghi giornalisti di porsi dei dubbi su tempistiche, mandanti e modalità ipermediatiche di questa vicenda. Io tenterò di mantenere la fiducia nella giustizia degli uomini e il mio legale depositerà quindi subito istanza al Tribunale del Riesame: reiterazione del presunto reato, rischio di inquinamento delle prove e pericolo di fuga troppo evidentemente non sussistono. Ma alla fine quella che conta per me è la giustizia di Dio e davanti a quella mi presento puro come acqua di fonte”.
"Vivo da monaco, senza vizi. Mi vesto con un pantaloncino e una t-shirt, anche a dicembre. Il mio stile di vita a dir poco morigerato è noto a tutti. Infangarmi così è veramente ignobile e chiedo ai colleghi giornalisti di porsi dei dubbi su tempistiche, mandanti e modalità ipermediatiche di questa vicenda.Io tenterò di mantenere la fiducia nella giustizia degli uomini e il mio legale depositerà quindi subito istanza al Tribunale del Riesame: reiterazione del presunto reato, rischio di inquinamento delle prove e pericolo di fuga troppo evidentemente non sussistono".
Per la Procura sono quattro i capi d'imputazione
Nel frattempo, dalla Procura della Repubblica della Capitale fanno sapere che i reati contestati sono quattro:
- Esercizio abusivo dell'attività finanziaria
- Raccolta abusiva del risparmio
- Truffa aggravata
- Evasione fiscale
Sui primi due punti siamo stati i primi a notare la mancaza delle necessarie licenze nell'attività ricostruita dalla Procura e emersa altre inchieste giornalistiche. E' necessario avere le autorizzazioni per raccogliere denaro anche nei confronti dei risparmiatori, soprattutto se la scommessa viene presentata come forma di investimento.
Queste sono accuse che si basano sulle teoria di una parte processuale, la Procura di Roma, ma è bene precisare che non sono verità processuali, tutto dovrà essere valutato da dei giudici terzi, dopo aver ascoltato gli avvocati difensori dell'indagato. Siamo ancora alle indagini preliminari.
E' probabile che la chiave e il fulcro del dibattimento tra accusa e difesa si baserà sulla natura dell'attività de "La Scommessa collettiva": è stata una forma di investimento con raccolta irregolare di risparmio ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria, oppure un attività pura di gioco d'azzardo nella quale Adinolfi condivideva con gli scommettitori le varie puntate?