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manuel dugao81 valduga folda QQ preflop

Folda preflop QQ al tavolo finale Sunday Special, la spiegazione di 'dugao81': "Penso che il call sia leggermente negativo!"

Nella vittoria del Sunday Special di 'dugao81' c'è una mano che merita un approfondimento. Quando il tavolo finale del domenicale di  PokerStars Poker Sisal Poker - SNAI Poker era a sette left, Manuel Valduga ha foldato preflop una bella coppia di donne sul cold 4-bet shove di un avversario che parlava dopo di lui.

Il regular di tornei di poker online ci ha spiegato la sua action: tenetevi forte!

La mano

Il fold di Valduga si è materializzato con il Sunday Special a 7 left su blinds 30k-60k. Una situazione con gradini del payout belli ripidi.

Dopo l'apertura x2 di 'Rikihhhh15' da hijack, 'dugao81' tribetta a 300k da bottone Q Q . Su small blind 'nerodinotte1' cold 4-bet pusha 2,1 milioni.

Dopo il fold di original raiser la parola torna a 'dugao81' che decide di mettere sotto preflop!

Ecco il replay della mano sul nostro replayer personalizzato:

History e pressione ICM

Valduga inizia la sua spiegazione dicendo di non essere un amante di questi fold e che nella sua action hanno pesato almeno due fattori.

"Partiamo dal presupposto che io non sono un grande amante di questi hero fold. Anzi, di solito trovo sempre una scusa per metterle. Ma stavolta, in questo scenario qua, l'ho fatto. Per il flow della partita, già da due tavoli left, l'oppo che ha 4-bet shovato era l'unico contro cui avrei passato quella mano.

Perché lui in quel momento è secondo in chips, a 35 bui, e io sono chip leader con 40bb. Ci sono tre giocatori che hanno meno di 20bb e quindi essendo lui secondo è quello che dovrebbe soffrire la pressione ICM maggiore. Adesso, dopo che mi hai fatto vedere le sue carte, non so quanto conosca questo tipo di dinamiche, anche perché non avevo una grande history."

Penso che fare quel call lì sia leggermente negativo

Manuel 'dugao81' Valduga

La stima del range di cold 4-bet push

Valduga spiega di aver stimato un range di small blind molto stretto, più di quanto in realtà si è poi rivelato essere.

"Con la pressione ICM che soffriva, pensavo che il suo 4-bet all-in potesse essere molto stretto. In quei pochi secondi che passano per pensare che fare, ho pensato che il bottom potesse non essere JJ, ma qualcosa meglio.

Quindi pensavo che in range avesse AK+, K-K e AA. In più blockeravo AQs. Pensavo fosse più stretto di quello che poi si è dimostrato. E diciamo anche che se avessi fatto call e perso, sarebbe stato uno scenario tragico perché sarei finito ultimo in chips, con poche possibilità di fare un pay jump, figurarsi di vincerlo.

In quel field pensavo di avere ancora abbastanza edge anche se mi mettevo in una situazione difficile perché avrei consegnato la chip leading a lui, che era in posizione su di me. Però lui era stato per larghi tratti chipleader già da tre tavoli left e non aveva mai applicato la pressione che il chip leader dovrebbe applicare. Nel senso che non ha mai messo troppa pressione, non ha mai aggrato. Ha sempre giocato solo le carte insomma.

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E quindi niente, non mi sono preso questo spot e alla fine è andata bene così. Penso che fare quel call lì sia leggermente negativo."

Sliding doors e size di 3bet

Per Valduga aver lasciato andare quella sliding door non è stato un dramma, alla luce del risultato finale.

"Ovviamente se indovino il call probabilmente il torneo è finito perché vado al triplo del secondo. Gestire il prosieguo del torneo è stato forse un po' più difficile perché gli stack cominciavano a assottigliarsi. La situazione è stata un po' complessa, è durata anche molto.

Poi si è arrivati al deal perché forse come mai prima al Sunday Special si è andato avanti coi livelli. Quando abbiamo dealato c'era un average di 14 bui forse, eravamo quasi pari tra i 12 e i 17 bui."

Ma forse, col senno di poi, Manuel cambierebbe qualcosa della sua condotta.

"Io in quel momento ho 3-bettato small da bottone per una sorta di meta game con il giocatore che aveva aperto, che conosceva le mie tendenze e quindi volevo farlo overthinkare e magari fargli 4-bet pushare qualcosa di sbagliato, magari per farlo sentire con un pelino più di fold equity e quindi ovviamente lo avrei fulminato.

Adesso vedo che aveva anche una mano con cui poteva permettersi quella mossa lì contro di me.  Poi una volta che ho subito la 4-bet all-in di small blind mi sono un po' dato del somaro perché avevo scelto quella size lì di 3-bet, x2.5. Magari se l'avessi fatta un pelino più larga sarei stato più sicuro della bontà del fold. Se avessi 3-bettato x3 a quel punto probabilmente il range di cold 4-bet shove di small blind sarebbe stato ancora più stretto".

La reazione dopo aver visto i JJ

Dopo aver visto che l'avversario aveva coppia di JJ, e quindi che gli ha fatto mettere sotto una mano con cui a showdown avrebbe dominato, Valduga commenta laconico e resta convinto della bontà della sua decisione.

"Proprio stamattina ho raccontato questa mano ad un amico e gli ho detto proprio ”Se scopro che aveva JJ cado dalla sedia". Ecco più o meno è stata questa la reazione. Non perché cambi la mia convinzione sulla bontà del mio fold ma perché penso davvero che in quella situazione, al final table di quel torneo, con JJ sia un tuffo abbastanza grosso".

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.