Il day 9 del Main Event WSOP 2026 che ha visto gli 'August Nine' sfoltirsi in 'August Seven' ha registrato alcune mani meritevoli di approfondimento. Tra tutte abbiamo scelto il bluff piazzato dal finlandese Lauri Saaskilahti quando il tavolo finale era a otto left. Il suo avversario Jamie Shaevel ha messo sotto la seconda migliore mano di partenza del gioco, ovvero una bella coppia di Re.
La situazione
Inquadriamo il contesto della mano. Il tavolo finale del Main Event WSOP ha già registrato l'eliminazione del cipriota Evagorou alla mano numero 40. Su blinds 1M-2M con bb ante, l'8 left è in procinto di vedere distribuita la mano numero 63 del final table.
Il nono classificato incassa $1M, l'ottavo $1,25M e così via a salire, fino alla prima moneta di dieci milioni di dollari tondi riservata al vincitore.
La mano
Con poco più di 20bb di statck, Jamie Shaevel apre x2 (4M) da hijack K K , Lauri Saaskilahti difende il grande buio con K 7 .
Flop A 10 5 Saaskilahti check-chiama la continuation bet di Shaevel dimensionata a 3 milioni.
Turn 7 , doppio check.
River 8 , Saaskilahti leada 14M su pot di 17M, Shaevel folda.
Replay
Ecco il video della mano sul nostro replayer personalizzato AssoPoker.
Le odds del call
La strada decisiva della mano è ovviamente il river. Dopo la bet 'close to pot' di Saaskilahti (una puntata di dimensioni di poco inferiori a quelle del piatto, ndr), Shaevel deve mettere 14 milioni su un piatto di 31 milioni - dato dai 17 milioni già presenti sommati alla bet del finlandese.
Per pot odds, quindi, il punto di pareggio del call di Shaevel è:
14/(31+14)=0,31111...
Al 31%. Questo da un punto di vista di valore atteso in chips (cEV) nudo e crudo. Ma trattandosi del final table più importante della annata pokeristica, con scalini di premio che possono spostare intere carriere, da un punto di vista monetario ($EV) la percentuale del 'break-even point' (punto di pareggio, ndr) in chips deve essere ritoccata di qualche punto verso l'alto.
Shaevel deve quindi essere buono ben più spesso di una volta su tre (>33,3% delle volte). Naturalmente la pressione ICM per il cash gamer statunitense si è fatta sentire tutta: se avesse chiamato per poi muckare, si sarebbe ritrovato con 20 milioni di chips, pari a 10bb, ovvero lo stack più short di tutto il tavolo.
Niente shot clock
Piccola digressione utile. Per prendere la decisione Shaevel aveva tutto il tempo che voleva - almeno finché qualcuno non gli avesse chiamato il tempo. Dopo le polemiche seguite alla introduzione dello shot clock a partire dal day 7 del Main Event, infatti, gli organizzatori WSOP sono tornati sui loro passi.
Al tavolo finale shot clock e carte time bank sono state rimosse dai giochi. Le tempistiche per la presa di decisioni sono così tornate a essere quelle sempre viste al Main Event WSOP, almeno fino al day 6 di questa edizione.
Il range di Saaskilahti
Nel valutare le sue opzioni dopo la bet river di Saaskilahti, Shaevel ha optato per un fold conservativo, evidentemente persuaso che il call non fosse a valore atteso positivo sul lungo periodo.
Gli assi nel range di Saaskilahti possono però essere ridotti alla luce della azione preflop, in cui verosimilmente avrebbe tribettato le migliori combo contenenti un asso. Sicuramente nella condotta della mano il finlandese è stato aiutato dalla size contenuta della continuation bet di Shaevel, di poco superiore a un quarto del pot.
Visto il call al flop di Saaskilahti con Re-carta-alta, ovvero con niente in mano, è assi probabile che avesse già in mente di cercare di estromettere l'avversario del pot al suo primo segno di debolezza.
Segno di debolezza che probabilmente per lui è stato il check al turn di Shaevel. Da qui la bet al river dimensionata al rialzo, che ha fatto ritrovare lo statunitense in una situazione difficile. Probabilmente se il finlandese avesse usato una dimensione più contenuta, dopo il check behind al turn, in ultima strada lo statunitense avrebbe snappato.

