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bluff nel poker

Il bluff nel poker low stake: come scegliere le mani giuste

Quando si comincia a giocare a poker online, ma questo vale anche per il poker live, il bluff viene considerato una dinamica marginale.

Si inizia spesso senza capire bene quali possano essere le mani di valore e quelle da mettere sotto, quali combinazioni si debbano giocare in posizione e quali fuori posizione, come portare avanti una strategia in un colpo singolo, oppure quando è necessario foldare anche nelle strade successive al preflop.

Ciò che però affascina quando si comincia ad entrare in confidenza con determinate dinamiche, è quella possibilità di sentirsi in grado di far foldare i nostri avversari quando abbiamo carte che avrebbero poche o nulle possibilità di risultare buone allo showdown.

Tra tecnica e scelta di coraggio: l'arte del bluff

Uno degli errori più comuni dei giocatori alle prime armi è pensare che il bluff sia una specie di gesto di coraggio: non abbiamo una mano fatta, decidiamo di puntare forte e speriamo che l’avversario passi. Nel poker moderno il concetto è molto diverso: un buon bluff non viene scelto casualmente e, soprattutto, non tutte le mani senza valore sono adatte a bluffare.

La prima distinzione da fare è quindi molto semplice: avere una mano debole non significa automaticamente avere una buona mano con cui bluffare.

storia credibile
Il bluff, una storia credibile...

Negli MTT Low Stake questo concetto assume ancora più importanza, perché una parte consistente degli avversari tende a chiamare troppo, soprattutto quando ha trovato almeno una coppia. Bluffare indiscriminatamente contro giocatori che non amano foldare significa quindi bruciare chips e, spesso, parti importanti del proprio stack.

La strategia ABC deve partire da un principio: vogliamo bluffare quando la nostra mano possiede caratteristiche che rendono credibile la puntata e, possibilmente, ci lasciano qualche possibilità di vincere anche se veniamo chiamati.

Semi-bluff is the way

Per un giocatore in erba, il modo più semplice per introdurre correttamente il bluff nel proprio gioco consiste nel partire dai semi-bluff, che altro non è se non una puntata effettuata con una mano che al momento probabilmente non è la migliore, ma che possiede buone possibilità di migliorare.

Tom Dwan
Tom Dwan e Phil Ivey

Il progetto di colore ancora da chiudere, rappresenta l'esempio più calzante in relazione al semi-bluff.

Provate a immagina re di avere tra le mani una combinazione di carte con la quale possiamo aver rilanciato in posizione, come a 5 e siamo alle prese con un flop come k 8 2 : la mano non è ancora fatta, ma la possibilità che essa migliori nelle due strade successive esiste ed è pure elevata.

Se puntiamo e l’avversario passa, vinciamo immediatamente il piatto. Se invece veniamo chiamati, abbiamo ancora numerose carte che possono migliorare la nostra mano, a differenza di un bluff senza paracadute come nel caso avessimo 9 4 , con cui abbiamo scarsissime possibilità di migliorare la nostra situazione.

Per questo motivo, una delle prime regole ABC può essere riassunta così: quando dobbiamo scegliere tra due mani senza valore da trasformare in bluff, vogliamo preferire quella che possiede maggiore equity.

Le Overcard

Non servono necessariamente otto o nove outs evidenti per scegliere una mano con cui bluffare, anche le overcard possono avere valore.

Proviamo adesso a immaginare di aprire con carte come a q , una combo di grande valore rappresentata non solo dal fatto che sia suited, ma anche perché entrambe questa carte si portano dietro del valore rappresentato dal proprio rango.

Anche in un flop come 8 5 2 , il bluff è particolarmente sensato, soprattutto se siamo noi gli aggressori, visto che il board non presenta particolari pericoli e ha parecchie caratteristiche di essere"dry", non permette, quindi, al caller di poter contare su eventuali out derivanti da progetti di colore e, anche se raramente, di scala.

In questo caso il bluff può avere diritto di cittadinanza anche perché, oltre alla fold equity, possiamo contare su quelle che sono due Overcard come l'Asso e la Donna che possono palesarsi tra turn e river.

Il vantaggio di range

Il vantaggio di range indica una situazione in cui l’insieme delle mani possibili di un giocatore è mediamente più forte rispetto a quello dell’avversario su un determinato board.

Non riguarda quindi la singola mano che possediamo, ma tutte le combinazioni con cui siamo arrivati a quel punto.

Per esempio, se apriamo da early position e il big blind chiama, su un flop A-K-3 il nostro range contiene più facilmente mani come AA, KK, AK, AQ e altre combinazioni forti.

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Il big blind possiede invece molte difese più deboli che hanno mancato il flop.

In questo caso abbiamo vantaggio di range e possiamo spesso esercitare maggiore pressione. Su board bassi e molto connessi, invece, il vantaggio può spostarsi verso chi ha difeso dal big blind.

I board giusti e il vantaggio di range

La qualità della mano da bluffare è importante, ma il board lo è altrettanto, visto che non tutti i flop vanno attaccati con la stessa frequenza.

Su un flop a 7 2 , l’original raiser può rappresentare facilmente numerosi assi forti, overpair e mani di valore, mentre Il big blind che, poniamo il caso abbia difeso, possiede al contrario molte combinazioni che non hanno trovato nulla.

È quindi un board sul quale possiamo spesso utilizzare una continuation bet piccola anche con parte delle nostre mani senza showdown value.

In quel caso stiamo facendo valere il nostro vantaggio di range che, con questo flop, non abbiamo perso, anzi, visto che siamo gli aggressori, possiamo farlo valere in virtù del fatto che il nostro avversario ha meno assi rispetto a noi che abbiamo aperto.

Il bluff nei tornei del Club del Poker

I tornei che vi proponiamo sulla pagina del Club del Poker, sono tra quelli che possono sposare maggiormente le parole che avete letto in questo articolo.

Sono frequentati spesso da giocatori alle prime armi contro i quali è difficilissimo bluffare, soprattutto perché alle prese con torneo che solitamente è un freeroll e questo incentiva buona parte di quel field ad essere molto curioso e a chiamare con maggiore frequenza.

Il Club del Poker è la community di Assopoker e ItaliapokerClub riservata a tutti gli amanti del poker online e dei tornei freeroll che si disputano ogni giorno sui principali siti di poker online italiani legali.

Tra le opportunità disponibili rientrano anche i tornei pubblicati sulla pagina del Club del Poker di Assopoker, iniziativa che propone freeroll riservati alla community sulle principali piattaforme italiane.

L’accesso avviene tramite una parola chiave comunicata attraverso il canale Telegram o la mailing list dedicata.

In conclusione, quando bluffiamo?

Progetti di colore, progetti di scala, overcard, backdoor e mani senza showdown value rappresentano un ottimo punto di partenza, poiché il poker moderno richiede aggressività, ma un’aggressività selettiva e ragionata.

È questa la differenza tra premere il pulsante “bet” perché non sappiamo come vincere il piatto e costruire invece un bluff che possiede una logica dall’inizio alla fine.

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.