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"Contro il field è una strategia conveniente!" Dario Quattrucci e il 4bet-push con 7-6s al day 1 del Main EPT

Al Main Event EPT Barcellona che vede Manuel Ferrari chipleader 13 left, i colleghi di PokerNews che seguono in diretta l'evento hanno dedicato ampio spazio a una giocata particolare, piazzata da Dario Quattrucci durante il day 1.

Il giocatore italiano ci ha rilasciato questa intervista esclusiva: si tratta di un contenuto di strategia avanzata molto interessante.

A prima vista potrebbe anche sembrare una azione 'barbara', visto che stiamo parlando di un fourbet push con una suited connectors come 7-6s per più di 40bb effettivi. Ma siamo sicuri che dopo la spiegazione di Dario non la vedrete più così: del resto i numeri, quando supportati da una solida base strategica, non mentono.

La action

Ecco la mano, reggetevi forte. Il Main Event EPT è al day 1 sul quinto livello di gioco, blinds 250-500. Dario Quattrucci è il chipleader del tavolo di poker live con 80.000 chips a fronte di uno starting stack di 30.000. Gli altri giocatori seduti hanno tra le 20.000 e le 30.000 chips.

L'italiano apre x2 da utg 7 6 e sulla tribet in squeeze di Maor Zaharagi da bottone, arrivata dopo il flat di Hamza Nasir alla immediata sinistra di Dario, decide di fourbet-pushare.

Il flatter (Nasir) chiama e gira A A giocato in trapping (ovvero ha cercato d'ingannare gli avversari mostrando debolezza). Chiama anche il tribettor (Zaharagi) in terza e gira A K .

Il board 6 9 Q J 6 è di quelli belli scoppiettanti e permette a Quattrucci di fare doppio player out con tanto di assi scoppiati. Al termine della mano l'azzurro si ritrova con circa 100.000 chips.

Il video

Ecco la mano sul nostro replayer personalizzato AssoPoker:

Il racconto della mano

Per iniziare, Dario racconta la mano dettagliando la situazione di gioco e la history che aveva sugli avversari.

"Stavamo giocando a T500, quindi early stage del torneo, eravamo circa a metà Day 1. Io praticamente ero l'unico deep al tavolo, stavo praticamente tenendo la partita. Giocavo con uno stack di circa 80.000 e tutti gli altri erano sotto. Qualcuno giocava con lo starting stack di 30.000, qualcun altro aveva intorno ai 20.000, quindi io stavo avendo una vita abbastanza facile visto che gli avversari erano quasi tutti arrendevoli. L'unico che provava ancora a cercare di fare qualcosa era il bottone di questa mano, che comunque giocava con circa 22.000 chips mi sembra.

Diciamo che per politica di gioco stavo cercando di evitare l'unico suo spot favorevole , che era appunto quando ero io ero UTG e lui bottone. In questa mano però decido di prendere l'iniziativa da UTG allargando un po' le solite frequenze strette di open. Apro quindi x2 standard, flatta un giocatore su middle position che non stava tenendo bene la partita quindi non l'ho preso troppo in considerazione. Solo poi vedremo che è abbastanza nitty su quel flat. Per spiegare la situazione di gioco, comunque, questo primo flatter giocava con 23k al massimo.

Poi arriva il bottone che è l'unico che sta cercando di fare qualcosa anche perché comunque gli lasciavo qualche spot. In questo caso tribetta a 4.000, 8bb, con circa 22k totali quindi 44bb. Dopo i fold dei bui opto per mettere tutto contro il 3-bettor. In soldoni significa che vado a esercitare la massima pressione e mi aspetto di vincere lo spot abbastanza spesso. Ora proviamo anche a entrare nello specifico dei numeri. Quindi metto tutto e si presenta una situazione inaspettata, ovvero c'è il primo flatter che va all-in che è una cosa che non puoi preventivare. Chiama anche bottone e andiamo alle carte: io ho sei e sette di quadri, l'altro ha asso-re, il flatter ha gli assi. Faccio tris e li busto entrambi."

Faccio negativo solamente contro un avversario che chiama tutto quello che tribetta.

Dario Quattrucci

I conti

Dario entra poi più nel dettaglio dei numeri del suo fourbet push, calcolando anche la fold equity (probabilità di farlo foldare) rispetto al range avversario di tribet-call.

"Conti alla mano, mi aspetto di vincere questo spot preflop un buon 40% delle volte. Ogni volta che lo vinco in steal, ovvero perché gli avversari foldano, vado a vincere le chips del giocatore che ha flattato, quelle della tribet più i bui e l'ante: sono 6.500 chips ovvero circa 13 big blinds. Quindi quattro volte su dieci vado a vincere circa 13 blind a botta, ovvero 52 blinds totali su queste occasioni.

Le volte in cui invece vengo chiamato — quindi il bottone mi calla, perché il flatter che mi calla non lo consideriamo, sarebbe quasi un tilt e non possiamo ragionarci sopra — vado alle carte contro il range di 3-bet call del bottone. Più o meno, con 67s che è un'ottima mano da girare in questo spot, sono intorno al 30%.

Quindi, di quelle 6 volte su 10 in cui vengo chiamato, il 30% delle volte comunque vinco. (a questo punto Dario prende la tangente in calcoli che non riportiamo nel dettaglio, ndr). Sommando le volte in cui vinco in steal e le volte in cui vinco quando vengo chiamato si arriva a circa 100.000 chip vinte, quindi circa 200 blind.

Le volte in cui invece vengo chiamato perdo tutto lo stack effettivo del tribettor, quindi circa 22.000 chips, per un totale di circa 90.000 chips perse su queste occasioni. Con queste percentuali lo spot diventa positivo anche in termini puramente matematici: vinco 100.000, ne perdo 90.000. Ma anche abbassando un po' le percentuali — perché nel poker si ragiona solo sul percepito, è un gioco di informazioni incomplete, quindi lo spot è tutto quello che percepisci al tavolo — fino a pareggiare le chips vinte e quelle perse, in termini matematici il push resta comunque profittevole."

La strategia ottimale

Dario prosegue dicendo che comunque la strategia resterebbe ottimale anche se il calcolo del valore atteso in termini puramente matematici fosse negativo.

"Poniamo che vinciamo il totale delle chip in gioco in questo spot il 40% delle volte, e l'altro vince il 60%: a quel punto del torneo il fourbet-push resta comunque la strategia ottimale..

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Perché se consideriamo che stavo giocando con 80.000 chips e tutti gli altri con circa 20.000 chips, ogni volta che perdo quello spot perdo 20.000, scendo a 60.000 e la partita continua. Non mi cambia assolutamente nulla: continuo a mantenere il controllo del tavolo e a prendermi i miei spot. Siamo a metà Day 1 e si va avanti. Le volte in cui invece lo vinco, stacko l'avversario e do un boost al mio stack che è l'obiettivo principale dei tornei.

Quindi strategicamente è uno spot da prendere sempre, assolutamente positivo e come abbiamo visto può esserlo anche da un punto di vista strettamente matematicamente, in base alle percentuali che attribuiamo sia al 3-bet fold del bottone sia al suo 3-bet call.

Perché lui può partire e tribettare un determinato range, ma callarne un altro: magari tribetta questo spot il 30% del range e poi calla con il 20% di quello che tribetta. Dipende sempre da come sta impostando la strategia l'avversario. Se ha una coppia di nove, ad esempio, la tribetta ma poi non chiama il push: in quel caso stiamo vincendo tantissimo, e una eventualità simile è molto probabile perché, soprattutto in questi tornei, i giocatori tendono a "nittizzarsi" molto."

L'esempio della forbice da un altro spot

Per spiegare quanto la forbice "tribet to fold" / "tribet to call" influisca in queste situazioni di gioco, Dario prende a esempio un altro spot che lo ha visto protagonista al Main Event EPT Barcellona.

"Era il day 3, ero al tavolo televisivo insieme a Sammartino e a un avversario ho fatto foldare TT dopo una 4-bet. Io avevo J-9s, apro, Wiciak tribetta con coppia di dieci. Io lo 4-betto con J-9s e lui folda. Una giocata davvero nitty da parte sua perché avrebbe dovuto flattare. Ma tante volte i player allargano il range di 3-bet senza riuscire ad andare abbastanza in profondità nel difendere sulle 4-bet. Quindi quando fourbettiamo prendiamo molto valore perché gli avversari di solito non difendono a sufficienza. Proprio come Wiciak, il giocatore che era su bottone nello spot in cui ho 4bet pushato 67s avrebbe potuto 3-bettare per poi overfoldare sullo shove anche la parte alta del range come 9-9, T-T o A-J.

Se in uno spot del genere un avversario contro di me tribet-folda AJ, per lui è un modo per perdere soldi all'infinito. E sono abbastanza sicuro che quell'avversario lì avrebbe tribet foldato A-J. Quindi mi aspettavo che potesse tribettare largo ma tribet-callare solo qualcosa come A-Q+, quindi un 3-bet call intorno al 18%, una roba che mi fa guadagnare tantissimo a fourbet-pushare. In prospettiva penso che l'EV del reshove sia ancora più alto di quanto calcolato, e sono abbastanza sicuro che fosse così."

Le alternative

Per Quattrucci in questo spot avrebbe avuto una unica linea alternativa.

"Non credo ci fossero alternative valide in questo spot. L'unica sarebbe stata di openfoldare da UTG, ma non ci piace essendo l'unico giocatore deep in un tavolo che stavo dominando.

Quando apro, se a 3-bettarci è qualcuno che pensiamo possa 3-bettare con il range con cui poi chiama — quindi un giocatore che apre stretto e chiama più o meno con lo stesso range che apre — allora possiamo raise-foldare mettendo sotto serenamente. Ma se pensiamo che il giocatore che tribetta possa farlo con tante mani che poi va a foldare, allora andiamo ad aggredire. L'adattamento va fatto sul giocatore.

Per il mio percepito, l'avversario era proprio così: un giocatore che poteva allargare il range di 3-bet con tanti assi, tante broadway, tante coppie, ma che poi non chiamava abbastanza. In questo spot faccio negativo solo se re-shovo contro un avversario che chiama tutto quello che tribetta. Attenzione perché il discorso vale con qualsiasi tipo di range: l'importante è che abbia un range di tribet call vicino a quello di tribet. Anche A-8 può andare bene. Allo stesso tempo, se questo giocatore tribetta ad esempio assi, broadway e coppie, poi deve andare a chiamare il mio fourbet push anche con A-T+ e 8-8+. E nel field non lo fa quasi nessuno perché il giocatore medio non ha sistemata questa dinamica. Quindi, verso il field, la giocata che ho piazzato è assolutamente conveniente."

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