Gli Scheinberg ritornano nel poker online a 12 anni dalla vendita di PokerStars. Lo fanno in maniera diversa rispetto al 2001 quando lanciarono da Toronto la piattaforma di poker online tra le più innovative per i primi anni 2000. Essendo azionisti investitori di Chess.com, rientrano dalla porta di servizio dell'industria che li ha resi ricchi e famosi. E' probabile che ci sia il loro zampino in questo nuovo progetto del sito tanto celebre tra gli scacchisti.
Chess.com si lancia nel poker online, dietro c'è la mano degli Scheinberg?
La famiglia che ha fondato PokerStars è tra gli investitori di Chess.com. La piattaforma degli scacchi ha lanciato Gambit, un progetto gratuito dedicato a poker, formazione e nuovi giocatori.
Isai Scheinberg è sempre stato un appassionato di poker e di scacchi ed ha sempre accompagnato la piattaforma chess.com nella sua evoluzione. Nel 2021, durante una intervista, ammise del suo coinvolgimento (e del figlio Mark) nella piattaforma di scacchi e non escluse il suo ritorno nel poker online.
Dodici anni dopo la cessione di PokerStars, Isai e Mark Scheinberg tornano, seppur indirettamente, nel mondo del poker online. Ma alle coincidenze in questo mondo crediamo poco: proprio l'ex ingegnere dell'IBM che ha creato il software più famoso dell'industria del poker, lo aveva promesso di un suo ritorno Coincidenza nella coincidenza, Chess.com apre una nuova piattaforma per pokeristi.
Del resto il poker e gli scacchi sono due giochi mentali.
Chess.com ha annunciato l'avvio delle operazioni di Gambit, una nuova piattaforma dedicata al poker che punta soprattutto sull'apprendimento e sulla formazione dei nuovi giocatori. Le partite sono play for fun.
Da PokerStars a Chess.com, fino al ritorno al poker
La storia sembra quasi chiudere un cerchio. Isai Scheinberg fondò PokerStars insieme al figlio Mark nel 2001 e in poco più di un decennio trasformò la room nella piattaforma di poker online più importante al mondo.
Nel giugno del 2014 la famiglia cedette Rational Group, società proprietaria di PokerStars e Full Tilt Poker, alla canadese Amaya Gaming per 4,9 miliardi di dollari.
Una delle operazioni più importanti nella storia dell'industria del gioco online.
Gli interessi di Mark e Isai Scheinberg oggi
Dopo la vendita, gli interessi degli Scheinberg si sono progressivamente spostati verso altri settori. Mark ha investito soprattutto nell'hospitality e nel real estate di lusso, mentre Isai ha coltivato una sua vecchia passione: gli scacchi.
Una passione che ha anche radici familiari: suo padre Matafia rappresentò la Lituania alle Olimpiadi degli scacchi negli anni Trenta.
Da semplice giocatore, Isai è diventato poi investitore e finanziatore del movimento internazionale. Insieme a Mark ha acquistato una partecipazione in Chess.com e la famiglia Scheinberg ha finanziato negli anni anche importanti manifestazioni internazionali.
Chess.com ha 276 milioni di giocatori iscritti
Adesso la storia ci regala un altro capitolo: Chess.com entra nel poker (coincidenza strana). E gli uomini che avevano lasciato PokerStars nel 2014 si ritrovano nuovamente, attraverso il loro investimento nella piattaforma degli scacchi, molto vicini al tavolo verde.
Può sembrare un progetto banale per il poker ma Chess.com ha oltre 276 milioni di scacchisti iscritti. Pensate che a inizio 2026 aveva superato i 250 milioni, ha un tasso di crescita importante. Se Gambit converte al poker anche solo una minima parte, diventa una piattaforma a alto traffico e il passaggio dal for fun al real money sarà solo un passo naturale.
Cos'è Gambit, la nuova piattaforma poker di Chess.com
Il progetto si chiama Gambit ed è stato sviluppato utilizzando buona parte della filosofia e dell'infrastruttura che hanno decretato il successo di Chess.com. Al momento è importante chiarire un punto: non si tratta di una poker room real money.
Non si parla di depositi, rake o denaro reale in palio. L'obiettivo dichiarato è differente: creare una sorta di grande palestra digitale nella quale un principiante possa imparare a giocare a poker senza dover necessariamente pagare il prezzo dell'inesperienza ai tavoli real money.
Gli utenti possono giocare contro bot, amici oppure altri giocatori online, partecipare a tornei, studiare lezioni di strategia, analizzare le proprie mani e monitorare statistiche e risultati.
C'è persino un rating in stile Elo, concetto naturalmente mutuato dagli scacchi.
Albert Cheng, Chief Growth Officer di Chess.com e ideatore del progetto, ha sintetizzato così la filosofia di Gambit: una piattaforma costruita per imparare il poker, senza gambling real money e senza rake. Il modello, insomma, è quello che Chess.com ha applicato con enorme successo agli scacchi: imparare, giocare, analizzare i propri errori e migliorare, trasportato questa volta nel Texas Hold'em.

Gambit ha già sfiorato i 75.000 iscritti
Il progetto, peraltro, non parte da zero. Gambit è stato lanciato in versione beta nel maggio scorso e, secondo i dati comunicati recentemente da Chess.com, ha già raccolto quasi 75.000 iscritti.
Gli utenti avrebbero giocato complessivamente quasi 20 milioni di mani, completando inoltre più di 100.000 lezioni dedicate ai principianti.
Numeri ancora piccoli se confrontati con quelli delle grandi poker room internazionali, ma significativi considerando la natura sperimentale del progetto e soprattutto il bacino potenziale dal quale Chess.com può pescare. Anche perché le affinità tra scacchi e poker (a livello di approccio mentale) sono diverse. Ed è probabilmente questo l'aspetto più interessante della vicenda.
Chess.com dispone di una comunità mondiale enorme e composta da utenti che hanno già dimostrato interesse verso giochi competitivi nei quali strategia, studio, capacità decisionale e gestione dell'errore hanno un ruolo fondamentale.
Il passaggio dagli scacchi al poker non è quindi così innaturale come potrebbe sembrare.
Scacchi e poker, due mondi che si frequentano da sempre
D'altronde il ponte tra i due giochi esiste da decenni e non solo per via di Isai Scheinberg.
Diversi poker players provengono dagli scacchi e diversi campioni hanno praticato entrambe le discipline.
Michael Addamo, per esempio, ha raccontato di essersi avvicinato al poker proprio attraverso gli scacchi. Mike "Timex" McDonald è diventato un ottimo giocatore di chess dopo la carriera nel poker; Jennifer Shahade è Grande Maestro Femminile di scacchi ed è stata per anni ambassador PokerStars.
Alexandra Botez è ormai una presenza abituale nei grandi eventi di poker live. Persino Magnus Carlsen si è cimentato più volte ai tavoli da poker.
La ragione è facile da intuire: le informazioni disponibili sono differenti — negli scacchi sono complete, nel poker no — ma entrambi i giochi premiano capacità di calcolo, lettura delle situazioni, disciplina, studio e qualità delle decisioni nel lungo periodo.
Il curioso ritorno degli Scheinberg
Quando Isai Scheinberg parlò pubblicamente nel 2021, sette anni dopo la vendita di PokerStars, raccontò il suo amore per gli scacchi e confermò l'investimento della famiglia in Chess.com.
Alla domanda su un possibile ritorno nel poker non chiuse completamente la porta. Anche perché il figlio Mark aveva investito in Socios e nella Global Poker League, due creature di Alex Dryfus (fondatore di Chili Poker). Un piedino nel poker l'hanno sempre tenuto.
Cinque anni dopo l'intervista è nato Gambit: non è una poker room real money e Chess.com presenta il progetto soprattutto come piattaforma educativa e sociale. Ma può essere un primo passo per monetizzare in futuro con una piattaforma real money.
Ma il destino ha un certo gusto per le simmetrie Isai e Mark Scheinberg hanno costruito un impero insegnando al mondo a giocare a poker online. Nel 2014 hanno venduto PokerStars per 4,9 miliardi di dollari, poi hanno investito negli scacchi.
E adesso è proprio Chess.com a utilizzare la sua esperienza nel mondo degli scacchi per provare a insegnare poker a una nuova generazione di giocatori. Dodici anni dopo, gli Scheinberg sono di nuovo seduti — almeno indirettamente — al tavolo e conoscendo la loro storia, è una mano che vale la pena seguire.


