I tempi della crisi causata dal Covid sono decisamente lontani per il Casinò di Venezia, i cui incassi evidenziano l’ottimo stato di salute dell’azienda, nonostante la mini flessione del 2025.
Per i casinò italiani, gli anni bui sembrano alle spalle
Per tutti i casinò italiani gli anni bui causati, certo non in maniera esclusiva, dall’arrivo del cosiddetto “gioco pubblico”, ossia delle slot in bar, tabaccherie e locali dedicati, sembrano ormai alle spalle.
Allora sembrava che fosse stata imboccata una discesa di visite e soprattutto di incassi che non avrebbe conosciuto frenata e che avrebbe portato a un drastico ridimensionamento dell’attività e dell’organico. Previsioni destinate a diventare addirittura catastrofiche con l’arrivo della pandemia e le conseguenti decisioni del Governo Conte dei vari lockdown che avevano colpito, senza alcuno sconto, tutte le attività di gioco (casinò compresi, che avevano inutilmente invocato la loro specialità nel composito comparto, in quanto uniche strutture di proprietà pubblica e non facenti capo all’Agenzia delle dogane e dei monopoli) tra le prime a chiudere e le ultime a riaprire.
Una ripresa consolidata
Ma tutto ciò sembra ormai, e in maniera generalizzata, un distopico racconto del passato. E il vento della crisi, che aveva investito pure il Casinò di Venezia, sembra essersi placato in particolare proprio nel suo caso, visto che è da tempo che il barometro segna bonaccia e che l’asticella degli incassi volge verso l’alto o, come accaduto nel 2025 rispetto al 2024, segnala solo una leggera flessione.
Non solo: sono anni che i bilanci sono tornati in forte utile e che l’azienda è stata radicalmente risanata.
Ma vediamo nel dettaglio qual è lo stato di salute del Casinò di Venezia, prendendo a riferimento i due parametri fondamentali: non solo gli incassi, ma anche l’utile della società, ormai tornata a essere una e unica, dopo la fusione per incorporazione della società controllante, la Casinò municipale di Venezia Spa, da parte della società controllata, la Casinò di Venezia Gioco Spa, un’operazione che ha messo la pietra tombale sul progetto di privatizzazione portato avanti dal sindaco Orsoni e che l’amministrazione comunale successiva, guidata da Luigi Brugnaro, aveva immediatamente sconfessato, impiegando tuttavia anni per compiere i passi successivi necessari a tornare allo stato precedente.
Dati a confronto, ma non troppo
Ci sono da fare delle importanti premesse, ben note agli addetti ai lavori: i dati dei bilanci, in tutti i casinò e Venezia non fa certamente eccezione, vengono resi noti e pubblicati solo una volta approvati dall’assemblea dei soci, per cui gli ultimi disponibili si riferiscono al 2025.
Inoltre, non è mai stata abitudine del Casinò di Venezia, contrariamente ai colleghi di Sanremo e di Saint Vincent, di diffondere mensilmente i dati sull’andamento degli incassi e degli ingressi.
Un tempo, quando era pienamente operativa, lo faceva Federgioco, l’associazione che rappresenta i quattro casinò e che pubblicava degli schemi di assai semplice consultazione, ma da quando la stessa è, per così dire, quiescente, la comparazione dei dati è diventata ben più difficile, se non impossibile, e altrettanto arduo è conoscere con esattezza l’andamento “in tempo reale” del Casinò veneziano.
Fonti vicine al Casinò veneziano: dati recenti confermano l'ottimo stato di salute
Tuttavia, secondo quanto riferiscono fonti vicine alla Casa da gioco, i dati più recenti confermano l’ottimo stato di salute della struttura e quelli recentissimi sono addirittura migliori, “grazie” anche all’incidente informatico che ha colpito sei casinò Hit che si trovano nella vicinissima Slovenia e in particolare quelli di Nova Gorica. Giorni e giorni di chiusura, per poi ripartire pian piano fino alla totale, prima con le slot e poi con i tavoli a cominciare dal Perla. Il mercato, si sa, non conosce a lungo il “vuoto” e tende a riempirlo: parte della clientela si è riversata sul Casinò veneziano e soprattutto nella sede in terraferma (più facile da raggiungere), quella di Ca’ Noghera.
Abbiamo salvato il Casinò che qualcuno voleva vendere. Per mantenere questo livello di contributo alla comunità veneziana in un settore in continua evoluzione, l’Azienda ha provveduto all’assunzione di 60 persone e programmato significativi interventi strutturali
Michele Zuin, Assessore al Bilancio di Venezia
L’andamento degli incassi negli ultimi quattro anni
Venendo (finalmente!) ai dati, il Casinò di Venezia ha archiviato il 2025 con incassi netti pari a 117.748.368 euro, rispetto ai 118.355.542 del 2024, ai 115.170.447 del 2023 e ai 104.443.858 del 2022, anno ancora influenzato negativamente dalla pandemia. Si tratta di dati estratti dai bilanci della società di gestione e che non tengono conto dei “proventi aleatori”, ossia delle mance.
Un risultato, quello dell’anno passato, salutato con grande favore dall’allora assessore al Bilancio e alle Partecipate Michele Zuin (confermato negli stessi ruoli anche dal nuovo sindaco Simone Venturini): “Abbiamo salvato il Casinò che qualcuno voleva vendere. Per mantenere questo livello di contributo alla comunità veneziana in un settore in continua evoluzione, l’Azienda ha provveduto all’assunzione di 60 persone e programmato significativi interventi strutturali”, aveva affermato.
Sulla stessa linea il presidente del Casinò Riccardo Ventura: “I risultati conseguiti sono il frutto di un’importante riorganizzazione aziendale e di efficaci strategie di marketing che hanno dato una svolta decisiva al percorso di consolidamento dell’azienda”.
Un risultato importante se pensiamo alla concorrenza crescente anche dei casinò online legali.
| Anno | Incassi netti (€) | Variazione vs anno precedente | Trend |
|---|---|---|---|
| 2022 | 104.443.858 | — | 🟢 |
| 2023 | 115.170.447 | +10.726.589 (+10,27%) | 📈 |
| 2024 | 118.355.542 | +3.185.095 (+2,77%) | 📈 |
| 2025 | 117.748.368 | −607.174 (−0,51%) | 📉 |
Nel complesso, dunque, tra il 2022 e il 2025 gli incassi netti del Casinò di Ve-nezia sono aumentati di 13.304.510 euro, pari a circa +12,74 percento. Il picco del periodo è stato raggiunto nel 2024, mentre nel 2025 si è registrata una lieve flessione dello 0,51 percento, pur mantenendo un livello di introiti superiore a quello del 2023 e nettamente superiore al 2022, quando il fatturato era stato particolarmente “basso” (si fa per dire) per le ragioni prima dette.

Le quote di mercato dei quattro casinò italiani
In questo arco di tempo come sono evolute le quote di mercato dei quattro casinò, tenendo presente che nel 2022 ha riaperto quello di Campione d’Italia dopo la lunga chiusura provocata non dal Covid, ma dal fallimento (per quanto poi revocato) della sua società di gestione?
Un grafico per rendere con estrema chiarezza l’evoluzione.
| Anno | Sanremo | Saint Vincent | Campione | Venezia | Totale mercato |
|---|---|---|---|---|---|
| 2022 | 17,35% | 24,87% | 16,15% | 41,63% | € 250.871.204 |
| 2023 | 21,05% | 23,31% | 16,98% | 38,67% | € 297.854.578 |
| 2024 | 17,51% | 24,81% | 17,62% | 40,06% | € 295.436.050 |
| 2025 | 18,82% | 23,85% | 19,56% | 37,76% | € 311.823.368 |
Come si evince dal grafico, il Casinò di Venezia è nettamente il leader in tutti e quattro gli anni. La sua quota passa dal 41,63% nel 2022 al 37,76% nel 2025. Quindi perde quasi 3,9 punti percentuali di quota, pur mantenendo il primo posto, ma questa erosione è dovuta - probabilmente - al fatto che Campione sia cresciuto (guarda caso proprio di 3,41% punti percentuali), considerando che ripartiva da zero.
Il Casinò di Saint Vincent, che a fine 2025 ha terminato con successo il suo periodo concordatario, è molto stabile e occupa sempre il secondo posto: oscilla tra 23,31% e 24,87%.
Quello di Campione d’Italia è il casinò che guadagna più quota nel periodo: dal 16,15% del 2022 al 19,56% del 2025, cioè +3,41 punti percentuali. Ovviamente, il riavvio dell’attività dopo anni di chiusura e dopo anni che il suo bacino di clientela di riferimento si era spostato verso altre strutture ticinesi hanno presentato il loro salato conto, ma si registra, come detto, una crescita di fatturato che sta portando la società anche alla chiusura anticipata del concordato, come anch’essa si trova così come è stato in passato per la “collega” valdostana.
Infine il Casinò di Sanremo, che si rivela essere il più volatile: sale fortemente nel 2023, arrivando al 21,05%, poi scende al 17,51% nel 2024 e recupera al 18,82% nel 2025.
Tutto ciò detto, resta il fatto che Venezia domina per quota di mercato nel 2025 con il 37,76%, seguito da Saint Vincent al 23,85%, da Campione al 19,56% e da Sanremo al 18,82%.

Casinò di Venezia: bilanci in solido utile
A differenza di Casinò di Campione d’Italia e di Saint Vincent, che hanno conosciuto anche in tempi recenti difficoltà di bilancio, tant’è che entrambi sono finiti sotto regime concordatario, nel primo caso ancora in corso, i conti del Casinò di Venezia sono tornati in ordine da un bel pezzo, come più volte sottolineato dall’assessore Michele Zuin e grazie all’operato dell’amministrazione Brugnaro. E anche il Covid, che si è ovviamente abbattuto con violenza sulla Casa da gioco lagunare, è stato un’emergenza, gravissima, affrontata con piglio deciso dal Comune, che in via eccezionale, durante il periodo pandemico, ha modificato la convenzione vigente con il Casinò, così da far sì che nelle sue casse restasse una quota maggiore di introiti rispetto al consueto 25% che le viene conferito a titolo di compenso per la gestione. Pur con le mille difficoltà causate dai ripetuti lockdown, la società è dunque rimasta sana e in salute.
Bilancio 2022
I dati di bilancio, sempre riferiti agli ultimi quattro anni, dimostrano tutto quanto appena detto: il bilancio al 31 dicembre 2022 si era chiuso con un risultato lordo della gestione caratteristica positivo per euro 13.467.230 e un risultato netto della gestione caratteristica positivo per euro 4.719.864. L’utile prima delle imposte era stato pari ad euro 1.335.164, mentre l’utile dopo le imposte ammonta ad euro 331.207.
Bilancio 2023
Già l’anno successivo, i conti finali erano decisamente migliori: il bilancio 2023 si era infatti chiuso con un risultato lordo della gestione caratteristica positivo per euro 20.250.123 e un risultato netto della gestione caratteristica positivo per euro 8.455.455. L’utile prima delle imposte era stato positivo per euro 5.552.422 dopo le imposte, l’utile ammontava ad euro 5.600.071.
Bilancio 2024
Veniamo dunque al 2024: il bilancio si era chiuso con un risultato lordo della gestione caratteristica positivo per euro 26.270.776 e un risultato netto della gestione caratteristica positivo per euro 19.323.100. L’utile prima delle imposte è stato positivo per euro 17.748.668; dopo le imposte, l’utile ammonta ad euro 15.157.466.
Bilancio 2025
Infine, il bilancio al 31 dicembre 2025 si è chiuso con un risultato lordo della gestione caratteristica positivo per euro 13.423.912 e un risultato netto della gestione caratteristica positivo per euro 6.861.186. L’utile prima delle imposte è stato positivo per euro 5.824.498; dopo le imposte, l’utile ammonta ad euro 4.548.093.
Da precisare, come fa la società nella relazione che accompagna il bilancio, che gli indici relativi all’esercizio 2024 risultano influenzati dai positivi effetti derivati dalla plusvalenza generata dalla cessione delle aree del cosiddetto “Quadrante di Tessera”.
La plusvalenza del Quadrante di Tessera
Il Quadrante di Tessera è un vasto compendio di terreni situato nei pressi dell’aeroporto Marco Polo e di Ca’ Noghera, entrato nel patrimonio del Casinò di Venezia attraverso l’incorporazione di CMV S.p.A.
L’area è stata per anni al centro di diversi progetti di sviluppo, compresa l’ipotesi di una nuova sede del Casinò. Una parte dei terreni è stata successivamente destinata al progetto Bosco dello Sport, mentre un’altra è stata interessata dalle nuove infrastrutture ferroviarie verso l’aeroporto.
Nel luglio 2024 il Casinò ha perfezionato la cessione bonaria dei terreni destinati al Bosco dello Sport, incassando il corrispettivo previsto. La vendita riguarda quindi un asset immobiliare del gruppo e non una delle sedi operative del Casinò.
A ottobre ritorneranno anche i tornei di poker live
Infine una nota di colore che però non è banale: a ottobre ritorneranno i tornei di poker live in Laguna: dall'11 al 19 ottobre, la sede storica del casinò, Ca Vendramin, ospiterà La Notte degli Assi, il torneo italiano più longevo (fondato nel 2007). Il Main Event avrà un buy-in di un milione di euro garantito e sarà organizzato in collaborazione con Netwin News. Era da anni che non si vedeva più un evento di texas hold'em al Casinò di Venezia. Il GTD milionario rischia di essere un forte richiamo per tutti i pokeristi del Triveneto e non solo. Venezia ha una lunga tradizione con il poker americano se solo pensiamo che ha ospitato anche una tappa del World Poker Tour Global.
Verso il futuro, iniziando dal nuovo contratto
Il futuro del Casinò di Venezia e delle due sedi pare dunque roseo sia sotto il profilo degli incassi che dei bilanci e c’è da dire che l’eventuale crescita esponenziale del Casinò di Campione d’Italia, che certamente non ha ancora raggiunto il culmine delle sue potenzialità, potrebbe creare difficoltà a strutture più vicine geograficamente rispetto alla Casa da gioco lagunare.
E anche a livello politico si respira aria di stabilità. Le elezioni amministrative 2026 si sono concluse con il passaggio del testimone da Luigi Brugnaro a Simone Venturini, già assessore nella precedente amministrazione comunale, e lo stesso Venturini ha voluto che a occuparsi di Casinò fosse Michele Zuin nel ruolo sia di assessore al Bilancio che alla Partecipate.
In questo clima di stabilità, si apre ora una partita che ai dipendenti del Casinò sta forse più a cuore di quelle che gestiscono come croupier: a fine 2026 scade infatti il vigente contratto di lavoro e a brevissimo partirà la trattativa per il suo rinnovo.
Ci sarà dunque certamente da discutere, ma solide basi aziendali potranno supportare i vari tavoli di confronto.
Si ringrazia per la gentile collaborazione Cesare Antonini