Da qualche tempo, furoreggiano sui social network meme del tipo "Farsi cancellare la memoria, per vedere per la prima volta..." e via con una Serie TV, o un momento topico dello sport, o altro ancora. Oggi voglio fare questo gioco con voi, per ritornare a metà maggio del 1998.
Cosa facevi tu nel maggio 1998?
Cosa successe a metà maggio del 1998? In Italia era ancora freschissima la polemica sul famigerato contatto Iuliano-Ronaldo, ma si contavano anche le vittime del disastro di Sarno, accaduto pochi giorni prima. A livello politico-economico, inoltre, era stato appena creato l'Euro, la moneta unica europea che sarebbe entrata in vigore poco meno di quattro anni dopo.
Io, però, vorrei tornare a metà maggio 1998 per fiondarmi direttamente a Las Vegas, dove in quei giorni si giocava il Main Event WSOP. Quello di Scotty Nguyen e "You call, it's gonna be all over, baby". Ma anche quello a cui presero parte Ed Norton e Matt Damon, due attori destinati - di lì a poco - a entrare nella storia del poker per il fatto di essere protagonisti del film sul poker più iconico della storia.
Rounders, il film giusto al momento giusto
Quando uscì, nel settembre del 1998, "Rounders" ebbe un modesto successo di pubblico. Venne anche presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia, senza tuttavia impressionare più di tanto. Tuttavia, questo film avrebbe realizzato qualcosa di estremamente raro, e oggi divenuto quasi impossibile, per il cinema: aveva anticipato i tempi.
Dopo il boom del poker online del 2003, Rounders venne riscoperto e divenne pellicola di culto per tutti gli appassionati di Texas Hold'em al mondo. Ad oggi, anche se non ci sono dati ufficiali a supporto, è certo che il film abbia guadagnato molto di più da noleggi e home video che dal botteghino, che terminò con poco meno di 23 milioni di dollari di incasso, a fronte di un budget da 12 milioni.
E ancora oggi, nonostante siano datati sia la pellicola che lo stile di gioco che viene in essa narrato, Rounders è un must, una pietra miliare incancellabile.
Ed Norton e Matt Damon alle WSOP 1998
Nel 2019, Ed Norton fu ospite del podcast Rich Eisen Show, dove venne fuori la storia della partecipazione, sua e di Matt Damon, alle WSOP 1998.
Eisen chiede "Eravate lì per entrare nel ruolo?", ma Ed Norton nega: "No, le riprese erano già finite. Eravamo lì come parte della promozione del film".
"Vi pagarono il buy-in, vero?", incalza Eisen. "Non ricordo se la produzione o l'organizzazione del torneo, a dire il vero non era così figo al tempo andare a giocare un torneo. Non avevano molti vip lì a giocare. E noi non eravamo delle gran celebrity, probabilmente eravamo quelli che si potevano permettere..." scherza Norton.
Gli viene poi chiesto chi sia durato di più e qui viene fuori un particolare inedito, o quasi.
Matt Damon e KK vs AA di Doyle Brunson
Sapevamo già, infatti, della pazzesca uscita di Matt Damon. Lo stesso attore lo aveva confermato in un'intervista "dietro le quinte" inserita in uno speciale DVD del film. Dopo circa sei ore di gioco, dopo diversi rilanci preflop, Damon era andato allin e Brunson aveva esclamato "Odio fare questo proprio a te, Matty" e chiama girando gli assi. Damon aveva KK e il suo torneo finisce lì.
Ma anche il megacooler di Matt Damon e Doyle Brunson rischia di impallidire, di fronte alla mano dell'elimazione di Ed Norton.
Ed Norton esce con full contro poker!
"Come suggerito da Johnny Chan, avevo giocato 99 in maniera aggressiva, come fossero AA o KK. Scende questo flop con un 9 e due 10, quindi avevo il full più illeggibile della storia. Eppure, persi da un poker di 10..."
In realtà Norton ricorda la mano in maniera imperfetta, perché il suo avversario, il pioniere inglese Surinder Sunar, aveva sì coppia di 10, ma era stato al river che Norton aveva chiuso full e Sunar quads. Non che sia meno doloroso, ma comunque è un'esperienza incredibile.
McBride e l'errore più grossolano nella storia del poker
Peraltro, il modo in cui quel torneo si concluse rappresenta il livello del gioco di allora. Kevin McBride, l'avversario di Scotty Nguyen nell'heads up che assegnava il braccialetto, era molto indietro a poco più di 600mila chips contro i 2,9 milioni di Nguyen, che aveva difeso sul rilancio avversario. Poi McBride mantiene la betting lead sia sul flop 8 9 9 che sul turn 8 . Sul river 8 , invece, è Scotty Nguyen ad andare allin, per poi pronunciare la frase entrata nella storia. E proprio quella frase induce McBride a un errore di quelli gravissimi. Kevin esclama infatti "I call, I play the board". Dunque, chiama sperando di splittare, ma perde perché Scotty mostra j 9 per un full superiore. McBride, invece, aveva q 10.
E mi chiedete ancora perché vorrei tornare al 1998?
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