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“Chip and a Chair”: quando Watson chiuse secondo dopo una rimonta leggendaria

Qualche anno fa, in un evento delle WSOP Asian Pacific, Mike "SirWatts" Watson, chiuse secondo un torneo di Omaha, dopo una rimonta leggendaria di cui si parlò a lungo, sfiorando il braccialetto

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09/07/2021 17:56

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Mike Watson

Mike Watson

La rimonta di Mike Watson

Uno dei miei preferiti episodi che capitarono alle World Series of Poker Asia-Pacific del 2014, riguarda il secondo posto di Mike “SirWatts” Watson contro Sam Higgs nell’Event #5: AU$5.000 Pot-Limit Omaha. 

Di solito chi arriva secondo viene presto dimenticato, ma ricorderò sempre la performance di Watson per un motivo e solo per un motivo: non si è mai arreso. 

È stato il momento che più assomiglia alla famosa storia di “chip and a chair” tra tutti i tornei di poker che ho seguito dal vivo durante la mia carriera di blogger.

Il torneo

Il torneo, che ha attirato 80 giocatori e creato un montepremi di AU$376.000, è sceso a 16 giocatori nel Day 2, e con solo otto di loro in the money, la tensione cominciava a farsi sentire. 

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Nel livello 13 (1.000/2000), ho visto iniziare una mano con Brian Roberts che ha rilanciato a 7,000 dal cutoff e Watson che ha 3Bettato a 23,000 dallo small blind. Roberts ha risposto 4-bettando all in per 30,600 e Watson ha chiamato, lasciandosi solo 1,500 dietro.

  • Watson: k k 6 4  
  • Roberts: a a 8 4

Era la cara e vecchia situazione re contro assi, e la coppia migliore ha retto dopo che il board ha proposto 6 j 2 5 . Roberts ha centrato quindi il raddoppio mentre Watson è rimasto con meno di un big blind.

Vuoi comunque massimizzare le piccole possibilità che hai, ma ovviamente non ero molto ottimista a quel punto“, mi ha detto Watson quando gli ho chiesto della situazione in seguito. “Anche se raddoppi un paio di volte non sei davvero di nuovo in lizza. Certamente vorrai ancora provare a darti un piccolo vantaggio per provare a raddoppiare ancora almeno un’altra volta.

Sono rimasto da quelle parti cercando di riportare l’eliminazione di Watson sul blog, ma non è arrivata quando ha passato le mani successive. 

Watson: pazienza e no ante i segreti!

Ricordate che non ci sono ante nel PLO, il che ha dato a Watson un po’ di spazio in più per avere la pazienza adatta con il suo short stack. Ben presto Watson ha messo insieme alcuni raddoppi veloci e in 20 minuti è arrivato a 47.000.

Nel livello successivo, Roberts ha messo dentro i suoi ultimi 17.000 circa all in preflop proprio contro Watson, e questa volta SirWatts ha portato a termine il lavoro.

  • Watson: a q 10 9  
  • Roberts: k q 9 9  

Il flop 5 6 4 ha aperto a Roberts un progetto di colore, ma si è dovuto arrendere quando un a al turn e il 6 del river, sono atterrati sul board. 

Roberts si è congedato al 14° posto mentre Watson ha accumulato chips fino a quota 95.000. 

Watson avrebbe poi continuato ad eliminare avversari, come l’australiano Poker Hall of Famer Jason Gray e ha concluso la serata arrivando al tavolo finale.

“È successo davvero”

“Credo che dopo il terzo raddoppio fossi tornato allo stack di partenza, quindi a quel punto avevo cinque o sei big blind. Quando sono arrivato a 25.000, ho pensato che il miracolo potesse effettivamente essere qualcosa che sarebbe successo. È successo abbastanza velocemente, in modo molto selvaggio…”

Come accennato, Watson sarebbe rimasto dentro il torneo fino a chiudere al secondo posto per un premio di AU$79.099. Non male, considerando che era sull’orlo dell’eliminazione.

Non posso sentirmi triste per aver perso l’heads up. Ovviamente trasformare quel piccolo stack in un bel po’ di soldi è un ottimo risultato. Mi sarebbe piaciuto vincere, ma alla fine il secondo posto è un ottimo traguardo“, ha concluso Watson.

Ciò che hai appena letto ti dimostra che non importa quanto le cose possano sembrare squallide, non importa quanto corto sia il tuo stack, c’è sempre una possibilità di tornare in alto. Sii forte, fai il tuo gioco e potrebbe succedere anche a te.

Questo articolo è stato scritto da Chad Holloway per PokerNews, nella sua rubrica Hold’Em With Holloway