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Christoph Vogelsang analizza una mano chiave contro Justin Bonomo nel Super High Roller Bowl

L'analisi di Christoph Vogelsang di una mano fondamentale verso il suo successo nel Super High Roller Bowl. Il suo avversario in questo spot era Justin Bonomo

Scritto da
07/12/2018 08:03

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Christoph Vogelsang appartiene alla prima generazione dei regular degli high roller tedeschi, quella che ha preceduto i vari Fedor Holz e Steffan Sontheimer. Ciononostante, è uno dei torneisti più vincenti di sempre, non solo per quanto riguarda la Germania ma a livello internazionale: è il secondo tedesco con le vincite più alte nei tornei live ed è 23° nella all-time money list.

Vogelsang viene indicato da molti come uno dei più esperti giocatori di MTT in circolazione, motivo per cui le sue rare analisi sono sempre molto apprezzate. In questo articolo ne riportiamo una rilasciata a Pokernews.com su uno spot fondamentale che ha giocato al final table del Super High Roller Bowl del 2016. Si tratta di un torneo dal buy-in di $300.000, organizzato all’Aria Casino. Vogelsang lo ha vinto per 6 milioni di dollari.

Vogelsang vs Bonomo: l’analisi del tedesco

Preflop

La mano inizia a 3 left. In gioco troviamo Christoph Vogelsang, Jake Schindler e Justin Bonomo. Il tedesco sceglie di limpare dallo small blind con k 10.

Per quanto riguarda il limp, dichiara:

“Al giorno d’oggi ci sono un sacco di software che ti dicono cosa dovresti fare in ogni spot in base agli stack e alle frequenze. Nella maggior parte dei casi dovresti limpare in questi spot con stack effettivi di 30 big blind, perché il prezzo è davvero vantaggioso. Dovresti limpare con la maggior parte delle mani mantenendo un range bilanciato, che includa mani molto forti e molto deboli”.

Justin Bonomo

Sul big blind c’è Justin Bonomo. Entrambi hanno circa 30 big blind nello stack, e lo statunitense decide di rilanciare a 175.000 (sui blinds 25.000-50.000) con una autentica trash hand: 4 2 .

 

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Ovviamente Vogelsang non poteva sapere la mano dell’avversario, ma aveva inquadrato bene Bonomo.

“Penso che quella size fosse standard, e che la facesse indipendentemente dalla forza della sua mano. In questo spot ha tutte le mani forti e alcune mani medie e pessime che rilancia con una frequenza medio-bassa. So benissimo che può avere una mano spazzatura in questo caso. Con K-10 è una decisione molto semplice: call“.

Flop: 2 9 2

Sul flop Vogelsang fa check e Bonomo punta 100.000 sul pot da 400.000, con in mano trips di 2.

“Ho K-high e due overcard. Di fronte a questa puntata, K-10 è una mano che check-calli sempre“, dice Vogelsang.

Turn: j

Entrambi i giocatori fanno check.

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River: q

Al river Vogelsang ha chiuso un’improbabile scala. Ora è il momento di massimizzare il valore, e molti giocatori punterebbero per non consentire a Bonomo di fare check back. D’altronde, l’americano ha già checkato sul turn. Vogelsang, invece, ragiona in un’altro modo: questa Donna “hitta” perfettamente il range di Bonomo.

Per questo motivo, il tedesco fa check.

Penso che sia molto probabile che punti su quel river“, dice Vogelsang. “Che abbia slowplayato una monster hand o abbia hittato la Donna, penso che punti molto spesso”.

“Io potrei puntare o check/raisare al river, e in realtà non cambia molto in termini di risultato atteso. Qua se bluffo lo faccio solo con mani come 10-9, che blockerano un suo potenziale K-10″.

Il check/shove

Dopo il check, Bonomo punta 700.000 sul pot da 600.000, lasciandosi alle spalle circa 600.000. A questo punto potrebbe sembrare sensato limitarsi al call: d’altronde Bonomo potrebbe avere un fullhouse superiore alle scala.

Non la pensa in questo modo Christoph Vogelsang, che nell’occasione andò ai resti e ricevette il call che portò all’eliminazione di Bonomo.

A me sembra palese che qua la mossa giusta sia pushare con la scala. Era solo il 40% o il 50% in più del piatto, e la scala rientra nel 5% delle mani con cui arrivo al river. Anche di più. Non c’è dubbio che si debba andare all-in qua, è fondamentale prendere il massimo valore. Pushate sempre al river in situazioni simili, ma proprio senza esitazioni”.

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