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Doug Polk sul call con 9-8off a 37 left nel Main Event: “L’ICM conta poco, chiamare è sempre sbagliato”

Doug Polk ha analizzato la chiamata di Ricardo Souza a 37 left nel Main Event, quando si è giocato tutto con 9-8off dopo un raise, una 3-bet e una 4-bet. Il professionista americano è certo: l'unica decisione corretta era il fold

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14/07/2018 11:24

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La chiamata di Ricardo Souza a 37 left nel Main Event WSOP sta facendo molto discutere. Come abbiamo riportato, il giocatore brasiliano ha deciso di giocarsi tutto il torneo a un passo dal final table con 9-8off, non pushando ma chiamando i resti dopo un raise, una 3-bet e una 4-bet. Tanti si sono chiesti cosa passasse per la sua testa per decidere di gamblare in questo modo e gettare al vento l’opportunità più grande della sua carriera, ma c’è anche chi ha preso le sue difese tirando in ballo l’ICM.

Secondo alcuni, infatti, il call di Sousa non sarebbe poi così terribile considerando che chiamando 1.3 milioni di chips si ritrovava a giocare per un piatto di  5.7 milioni. In caso di successo si sarebbe ritrovato in una sola mano con uno stack di 4.3 volte più grande.

Doug Polk, però, non la pensa in questo modo: per quanto l’ICM sia importante, ci sono fattori che hanno un peso più grande. Secondo il noto pro, Souza doveva fare una sola cosa: foldare. Ecco il perché nell’analisi che abbiamo ripreso dal suo canale YouTube.

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L’action prima del call

Doug parte con un retroscena: “Prima di analizzare la mano è bene fare una premessa: nella mano immediatamente precedente, Souza aveva fatto double-uppare Campo, il giocatore con A-Q. Era rimasto con 8 big blind e probabilmente era in tilt, una circostanza importante anche se non può mai essere una giustificazione”.

Doug analiza poi l’action precedente al call:

“Campo apre da UTG con A-Qs, tutto standard con uno stack di 40 bb. È importante contestualizzare il momento: il Main Event è il torneo più importante di tutti e quando arriva a 4-5 tavoli rimanenti nessuno vuole andare a casa. Tutti vogliono raggiungere il final table e generalmente la strategia migliore è proprio quella di essere aggressivi, perché qui c’è in ballo la vita delle persone, il momento che sognano da sempre e non vivranno mai più. Tutto ciò non riguarda però il giocatore che spilla K-K dal cutoff: con quella mano deve soltanto 3-bettare. Quello che succede dopo, però, nasce proprio dalla situazione di timore generale”.

La gag all’inizio del video: Doug Polk si chiede se Souza non stesse giocando a “Chi NON vuole essere milionario?”

Phan il “maniac”

Polk si riferisce alla 4-bet di Phan con 10-7 off, una spewata in piena regola.

“Phan spilla 10-7off dal bottone e con uno stack di 65 big blinds pensa che sia il momento giusto per speware. Io voglio darvi un consiglio: non dovete mai e poi mai fare una cosa del genere. Non dico che non dovreste bluffare, potete e dovete farlo in questo spot. Ma fatelo con una mano che abbia un Asso per blockerare le mani degli avversari o con mani suited e/o connected. Questa mano è pura spazzatura, non ha senso bluffare con 10-7 off”.

Secondo Polk, Phan rappresenta la categoria di quei “miracolati” iper-aggressivi che ogni anno porta qualche suo rappresentante alla fase cruciale del Main Event.

“Nel Main Event ci sono giocatori che giocano in questo modo per tutto il torneo e arrivano fino in fondo. Ogni anno ce n’è sempre qualcuno nelle fasi finali e se vi dovessero capitare al tavolo, nel Main Event o in altri tornei, ricordatevi di una cosa: non foldate mai contro di loro. Se vi coolerano doveva succedere ma non potete farvi outplayare”.

Doug Polk analizza il call di Souza con 9-8off

Si passa poi al call di Souza. Per Doug non vi è alcun dubbio, anche considerando lo scalino del payout: ancora un’eliminazione e tutti i superstiti si ritrovano con $41.000 in più.

“Qui la mano diventa piccante. Lo small blind spilla 9-8off e c’è un pay-jump di $41.000. È qualcosa a cui pensare ma prima di tutto bisogna pensare alla mano e al torneo: non c’è nessun fattore che mi spinga a considerare qualunque altra scelta oltre al fold“.

Invece Souza fa call. Doug non pensa che il brasiliano abbia considerato le implicazioni di ICM ma crede che fosse semplicemente in tilt per la mano precedente (nella quale ha perso un pot di 40 big blind).

L’espressione di Gerrits quando scopre di essere contro 9-8 off

“Più guardo la mano e più mi sembra chiaro che Souza fosse in tilt ma al di là di questo aspetto proviamo a pensare ai motivi per cui ha deciso di chiamare: in primis c’è un sacco di dead money, poi c’è il range di 4-bet di Phan contro cui 9-8off non gioca malissimo”.

Doug analizza quindi la chiamata dal punto di vista matematico:

“Da un punto di vista di chips accumulation dovresti essere almeno al 30%, quindi chiamando con 9-8off non sei così lontano. Il problema è che non basta fare questi calcoli ma è necessario ragionare anche sulla sopravvivenza nel torneo: se fai questo call e perdi, sei fuori dal Main Event WSOP a 37 left“.

Doug Polk: “L’ICM non è tutto”

È palese che il professionista di Las Vegas non chiamerebbe mai con 9-8 off, nonostante non sia così sbagliato in termini di ICM.

“Se ragioniamo sul call contro il range di 4-bet di Phan, credo sia un call quasi profittevole. Perché se Phan 4-betta 10-7off+ allora siamo al 38% circa con 9-8off. Il problema è che non tiene in considerazione gli altri due giocatori: con loro, l’equity di una mano come 9-8off è pessima. Detto ciò, l’original raiser folda e quando Gerrits va all-in con K-K, 9-8off diventa improvvisamente una mano accettabile, perché c’è ulteriore dead money. Souza deve essere almeno al 22% per rendere il call profittevole, contro un range Q-Q+, A-K+ è al 26%. Se parliamo solo ed esclusivamente di ICM, il suo call risulta accettabile visto il fold dell’original raiser”.

Eppure, Doug Polk si dice sicuro che chiamare in quello spot sia sbagliato. Perché l’ICM è importante ma non è tutto.

Tante persone tendono a sopravvalutare l’ICM. È importante, ovviamente, ma bisogna considerare altri fattori: chiamare con 9-8off qui e fare 4x cosa comporta? Souza non si ritroverebbe chipleader del torneo ma poco sotto average. Al contrario, perdendo sarebbe fuori dal Main Event a quattro tavoli left. In generale, poi, negli MTT vuoi sempre essere il tizio che pusha, non quello che chiama. Nei tornei è molto meglio pushare largo che chiamare largo. Devi essere quello che mette pressione, al punto che in certe situazioni (shortstack e bolla) ti conviene essere quello che agisce per primo, fuori posizione, proprio perché puoi mettere pressione. Quindi, per me, questa mano è sempre e solo un fold“.

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