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Doug Polk spiega il bluff: la sua regola generale, l’importanza dell’equity e il planning della mano

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09/04/2018 17:03

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Il bluff è una delle mosse più spettacolari del poker, un colpo ad effetto che nel tempo è entrato a far parte anche della cultura popolare. Al punto che spesso chi si siede al tavolo di poker lo fa non tanto pensando alle potenziali vincite, ma immaginando di portare a termine un bluff epico, che racconterà negli anni a venire.

Per quanto sia una giocata sensazionale, che ha fatto entrare nella leggenda giocatori come Phil Ivey e Tom Dwan, il bluff è soprattutto un’arma a doppio taglio: solo i migliori giocatori al mondo sanno come utilizzarla per vincere soldi. La stragrande maggioranza dei poker player bluffa troppo oppure troppo poco.

In un recente video su YouTube, Doug Polk ha parlato proprio del bluff e del modo migliore di bluffare.

Doug Polk e la regola generale sul bluff

“Ci sono giocatori a cui piace bluffare troppo, altri che bluffano troppo poco”, ha esordito il professionista di Las Vegas. “Ma il punto è un altro: il bluff è vitale nel poker. Senza il bluff, potresti vincere piatti solo con mani di valore. Il problema è che nel poker è difficile chiudere punti, perché nella maggior parte dei casi la tua mano non ha valore. Per questo motivo non puoi pensare di giocare solo quando hai buone mani, altrimenti verresti distrutto dai tuoi avversari”.

Successivamente, Polk ha esposto una regola molto basilare ma valida per tutti, dai giocatori amatoriali ai professionisti.

“La domanda che dovresti porti è: quanto bluffare? Io ho una regola sempre valida: meno carte sono state girate sul board e più dovresti bluffare“.

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Bluff ed equity

La regola di Doug Polk nasce da una considerazione sulla equity, ovvero la percentuale di vincita di una determinata mano contro un range.

“Seguendo lamia  regola, il bluff preflop è il più profittevole, perché anche quando hai una mano come un 5-6s hai comunque il 30-35% di equity contro il top range del tuo avversario. L’equity è fondamentale nel bluff, perché se preflop sei al 35%, hai la possibilità di bluffare ma comunque tenere vive le tue speranze di hittare. Al contrario, più ti avvicini al river e più la tua equity diminuisce“.

Bluffare al river

Non a caso, Doug sostiene che il bluff al river sia un genere di bluff diverso da tutti gli altri. Questo perché non ci sono ulteriori streets e il valore della propria mano è polarizzato: si può essere al 100% o allo 0%.

“Se ti trovi al river con una mano che ha un’equity sufficiente per chiamare una puntata dell’avversario, non dovresti mai puntare. È fondamentale giungere al river sapendo già se stai puntando per value o per bluff. Al river devi prendere in considerazione le pot odds del tuo avversario. Diciamo che il pot è di $200 e punti $100, quindi il tuo avversario deve chiamare $100 per vincere un pot di $300. Questo significa che dovresti bluffare non più di 1/3 delle volte, altrimenti il tuo avversario potrebbe chiamarti ogni volta sapendo che bluffi troppo”.

Da questo concetto, Doug fa una rapida riflessione sulla GTO, una strategia che non punta ad exploitare i leaks dell’avversario ma a rendere il proprio gioco impossibile da exploitare.

“Quando stai bluffando al river, non ti deve interessare se il tuo avversario chiamerà o folderà. L’unica cosa che ti deve interessare è prendere la decisione che estragga il maggior valore dal tuo range sul lungo periodo“.

Un bluff di Doug Polk nel One Drop delle WSOP 2017, torneo che ha poi vinto per 3.6 milioni di dollari

L’importanza di pianificare

Qual è il segreto per un ottimo bluff? Fatta la premessa fondamentale sull’equity, secondo Doug Polk è tutta una questione di pianificazione.

“Per bluffare bene è fondamentale pianificare la mano. Ad esempio, se sul flop decidi di non fare check-back, dovresti chiederti prima con quali mani del tuo range punterai poi sul turn ed eventualmente sul river. Ogni volta che sei in una situazione nella quale non sai bene cosa fare, dovresti prenderti un attimo per pianificare la tua mano. A volte non è facile capire con quali mani bluffare. Diciamo che il flop sia K-7-2, con cosa bluffi? Devi essere coraggioso: bluffare con backdoor flushdraw, A-high e mani con poco showdown value“.

Doug Polk: “Molti giocatori bluffano troppo poco”

Non fatevi spaventare dall’idea di mettere tutto lo stack in mezzo in bluff“, prosegue Doug Polk. “Dovete mettere il vostro avversario in situazioni molto difficili se vuoi vincere, perché un ottimo giocatore di poker non ha mai paura“.

Polk, che si definisce un giocatore che tende a bluffare troppo, chiude con questa considerazione:

“Uno degli errori più comuni al giorno d’oggi è non bluffare abbastanza, il che significa incassare molte meno chips. Il bluff ti aiuta a ottenere il massimo dalle mani di valore e a vincere anche quando non hai showdown value. Il bluff fa parte di qualsiasi strategia vincente“.

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