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Doug Polk analizza il super bluff di Brad Booth su Phil Ivey con 4-high

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01/09/2016 15:30

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Doug Polk ha un rapporto burrascoso con Brad Booth da quando il player canadese gli ha chiesto in prestito $28.000 per poi non restituirglieli. Tutti sanno che Booth non se la passa bene da diversi anni e che ha debiti con molte persone, ma al tempo stesso molti se lo ricordano per le giocate pazzesche che metteva in mostra nel corso della trasmissione televisiva High Stakes Poker. Uno degli ultimi episodi della rubrica “Poker Hands with Doug Polk” tratta proprio una delle mani più note del poker televisivo: lo storico bluff di Booth con 4-high contro Phil Ivey.

Ecco il thinking process di Polk (in corsivo) su tutte le streets:

PREFLOP

I blinds sono $300-$600 e David Williams apre il gioco a $1.800 con j 9 . Brad Booth rilancia a $5.800 con 4 2 . Ivey spilla k k dallo small blind e rilancia a $14.000. Williams folda, Booth ci pensa per qualche secondo e chiama.

Quella di Williams è un’apertura troppo loose, folderei preflop. Anche la mano di Brad Booth è da foldare: se volete fare questo genere di mosse è molto meglio avere 5-6s oppure un Asso suited oppure due broadway offsuited. Francamente, sia Williams che Booth avrebbero dovuto foldare.

Onestamente il rilancio di Ivey è troppo piccolo. Se giochi con 100 big blind puoi usare questa size, ma in una partita così deep (300 big blind) i tuoi avversari chiameranno sempre per scoppiarti. Quando rilancia così basso si mette nei guai: ora Brad Booth può chiamare in posizione con ottime odds. Quando rilanciate fuori posizione dovete utilizzare una size più grande così da non permettere al vostro avversario di chiamare per outplayarvi.

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booth

FLOP: 3 7 6 (pot da $31.000)

Phil Ivey punta $23.000. Brad Booth va all-in per $300.000. “Ci vogliono le palle!”, esclama Gabe Kaplan in telecronaca. Ivey chiede: “Perché hai messo i soldi in mezzo invece delle chips? Così sembrano ancora di più”. Il Tiger Woods del poker è in difficoltà come lo abbiamo visto pochissime volte, e alla fine folda la sua coppia di Re.

Anche se il board sembra scary vista la presenza di straight draw e flush draw, in realtà non lo è. Le mani che fanno doppia coppia qui generalmente non vengono giocate così dal cutoff. Solo 7-6 suited o 4-6 suited potrebbero essere una minaccia.

Ma qua le mani a cui Ivey è avanti sono molte di più. Tutti i draw di scala e colore, mani come 8 9 e tutte le mani di valore che Brad potrebbe aver 3-bettato preflop come Q-Q, J-J o 10-10. Su questo flop devi puntare con una coppia di Re ed essere felice.

Ivey sceglie di puntare 2/3 del pot, una size che mi piace perché non concede a Brad le odds per chiamare con mani come 4-2 e inoltre protegge l’equity del pot. Se Brad ha Q-Q, J-J o 10-10 sarà costretto a chiamare. Quindi mi piace questa size, ha senso. Sui board bassi devi puntare forte per proteggere la tua equity.

Brad Booth decide di andare all-in per $300.000, ovviamente utilizzando i contanti probabilmente per le telecamere ma anche per intimorire l’avversario.

A questo punto Ivey deve prendere una decisione importante. C’è la possibilità che Brad abbia giocato in questo modo una coppia di Assi e immagino che con i due Re in mano stesse pensando proprio a questo. Quando hai due Assi il call è molto più facile. Compariamo per un momento queste due mani: se hai A-A e il tuo avversario decide di andare ai resti, potrebbe avere K-K, una doppia coppia o un draw. Se hai l’a sei sicuro che il tuo avversario non possa avere una mano come a 4 , quindi avere A-A è molto meglio in questo spot rispetto a K-K. 

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Il fatto che Ivey chiami sempre con A-A e ci pensi a lungo con K-K è lecito.

Pensiamo ora ai big blind in gioco. Il grande buio in questa mano è $600 e Ivey inizia con $280.000. Questo significa che gli stack effettivi sono di circa 466x. Nel poker online sai che non giocherai quasi mai una mano così deep, perché si inizia con 100bb. Quindi, online sarebbe un fold molto più facile. Ma nel poker live è tutta un’altra storia perché si entra già deep.

Con mani come 7-7, 6-6 e 3-3 generalmente si chiama solamente preflop per cercare di settare. Non penso che abbia un set molto frequentemente. C’è una grande varietà di draw che potrebbe avere in questa mano e sì, non immaginerei mai che possa avere 4 2 , è difficile prevederlo.

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Ma immaginerei certamente che possa avere mani come a 5 , 9 10, 9 8  se non addirittura j 10.

La domanda è: quando ho k k dovrei chiamare visto di avere una carta a quadri? Realisticamente dovresti chiamare perché blockeri un potenziale flush draw.

Ora, però, è bene fare un passo indietro. Brad ha deciso di puntare una cifra folle e quando la gente punta così forte non dovresti chiamare con le tue value bet più thin. Non che K-K sia una thin value bet qui, ma dato che c’è stato l’open e la 3-bet preflop, noi non 4-bettiamo mai dal big blind con una mano peggiore di Q-Q. Pertanto siamo a metà del nostro range di value bet.

Per questo motivo, in fin dei conti, è assolutamente corretto chiamare con A-A e foldare con K-K.

Detto questo, credo che chiamerei qualche volta con K-K perché altrimenti se c-bettiamo quel flop con K-K, Q-Q e A-K per poi foldare, stiamo foldando il 70-80% delle volte.

Tutto sommato credo che la giocata di Brad Booth sia leggermente -EV. Molti giocatori chiamerebbero qui con K-K pensando che sia in bluff. Certo, se Ivey chiama ha  comunque al 20%, ha comunque una scala a incastro e un backdoor flush draw.

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