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Come pensano i Pro

Jason Koon: “Se il tuo avversario è più forte, gioca come ha fatto questo businessman contro di me”

Jason Koo ha analizzato l'interessante condotta che il businessman Mikalai Vaskaboinikau ha tenuto contro di lui nell'heads-up dell'high roller da $100.000 della PCA 2018: una strategia estrema ma perfetta per mettere in difficoltà un avversario più forte

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25/04/2019 17:30

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Tutti sanno che i tornei high roller sono un campo minato per i giocatori amatoriali, perché a questi eventi partecipano i migliori torneisti al mondo e anche per alcuni affermati pro è quasi impossibile pensare di ottenere un profitto sul lungo periodo. Eppure, nonostante questa circostanza risulti chiara a tutti, ogni volta che si tiene un torneo high roller ci sono sempre diversi businessman pronti a sfidare la vasta schiera di poker pro.

Perché per molti il poker non è altro che un divertimento, che in una giornata particolarmente fortunata può trasformarsi in una vincita importante. La bellezza di questo giochino è che chiunque può vincere nel breve periodo, come sanno bene i ricchi businessman che frequentano gli high roller.

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A volte vincono anche loro: nel 2015 Richard Yong conquistò il 100k dell’Aussie Millions battendo Ivey e Trickett

Non a caso, in passato abbiamo assistito più volte a totali outsider capaci di raggiungere final table prestigiosi. Da Guy Laliberté finalista nel “suo” Big One For One Drop al businessman/gambler asiatico Richard Yong vincitore dell’high roller da $100.000 dell’Aussie Millions 2015.

Recentemente, un altro ricco giocatore amatoriale ha sfiorato la vittoria in un torneo con un field durissimo. Parliamo dell’imprenditore bielorusso Mikalai Vaskaboinikau, capace di arrivare fino all’heads-up finale nell’high roller single-day da $100.000 della PCA 2018.

Nel testa a testa si è giocato la prima moneta da $421.000 contro un top player come Jason Koon, e nonostante l’enorme differenza in termini di esperienza, tecnica e competenze, Vaskaboinikau ha giocato nel miglior modo possibile.

A dirlo è stato proprio Jason Koon in un’intervista per Pokernews.com, nella quale ha specificato che l’approccio di Vaskaboinikau è sicuramente il più efficace per un amatoriale che si trova a sfidare un pro.

Come giocare ottimamente contro un avversario più forte: la strategia di Mikalai Vaskaboinikau

Fin dalle prime mani dell’heads-up, Vaskaboinikau ha adottato una strategia ben precisa: push or fold.

“Alla fine devo dire di essere stato fortunato a vincere, perché lui aveva un’ottima strategia“, ha detto Koon. “Considerando che il giocatore sul big blind postava anche le ante, c’erano molti soldi in mezzo già preflop. Lui ne era consapevole e ha deciso di aumentare la varianza pushando quasi ogni singola mano“.

Vaskaboinikau aveva spiegato il motivo di questa condotta già durante l’heads-up. Aveva infatti detto a Koon: “Preferisco mettere tutto preflop perché ho paura di giocare contro di te postflop“.

Può sembrare gambling puro, ma Jason Koon la ritiene invece una strategia vincente, la migliore in assoluto per un giocatore in quella situazione.

“Questa è un’ottima strategia per un giocatore amatoriale che sfida un pro. Perché io non voglio essere costretto a giocare in questo modo, voglio poter vedere più flop, turn e river possibili. Con il gioco postflop posso sfruttare la mia esperienza per vincere il torneo. Con questa strategia mi ha messo alle corde, e per poco non mi batteva“.

Mikalai Vaskaboinikau (photo courtesy of Tomas Stacha/Pokerstars)

La mano chiave: il call di Jason Koon con A-4

Koon ha poi spiegato che la mano chiave c’è stata quando il suo avversario ha pushato per l’ennesima volta e lui ha deciso di giocarsi tutti i 14 big blind nel suo stack con A-4.

“Mi ha quasi eliminato quando ha pushato K-3 e sono stato costretto a chiamare con A-4 per 14 big blind. Fortunatamente ho doubleuppato, ma anche dopo lui ha continuato a shovare, shovare, shovare…

La strategia di Vaskaboinikau non ha portato ai risultati sperati, perché a furia di pushare ha poi trovato Koon con il top range.

“Alla fine ha pushato per 24 big blind. Io ho spillato un Asso e gli ho detto che probabilmente avrei chiamato. Quando ho spillato anche il secondo Asso ho snappato e ho vinto il torneo“.

Jason Koon dopo la vittoria (courtesy Tomas Stacha/Pokerstars)

“Ha giocato nel miglior modo possibile”

Anche se ha perso l’heads-up, secondo Koon, Vaskaboinikau deve essere fiero della sua performance.

“Sicuramente è un ottimo poker player, ma nella vita è un businessman. Il poker è qualcosa di cui mi occupo da dieci anni, lui si è dovuto occupare delle sue attività. È innegabile che io abbia un edge nei suoi confronti, ma lui si è dimostrato molto intelligente e consapevole quando ha deciso di adottare questa strategia. Ha giocato nel miglior modo possibile.

Infine, “jakoon” ha analizzato il call con 14 big blind con A-4, svelando qual era il suo bottom range in una situazione particolare come quella (contro un giocatore amatoriale che pushava ogni mano).

“Il suo shove era di 14 big blind circa e se consideriamo la frequenza di shove preflop, il call con A-4 era scontato. Avrei chiamato anche con mani peggiori. Il mio bottom range era: tutti i King suited, Q-5s+, K-6o+. Forse anche più ampio considerando il suo range di shove. Invece quando pushava con 25 big blind il discorso era totalmente differente. In quella circostanza ho foldato A-4, perché avevo la possibilità di giocare qualche bottone postflop”.

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