Gioco legale e responsabile

Business

2018, sarà l’anno delle crypto poker? Si ma ad una condizione…

Nel 2018 gli ambiziosi progetti e gli investimenti nelle crypto poker si consolideranno ma è fondamentale che gli enti regolatori disciplinino il settore in modo equo e senza influenze.

Scritto da
06/01/2018 08:53

3.362


Phil Ivey, Dan Colman, Brian Rast sono solo alcune delle frecce prestigiose che Virtue Poker è intenzionata a scoccare nel mercato delle crypto poker nel 2018. Nomi pesanti e neanche tanto semplici da coinvolgere in un progetto di questa portata che pone le sue basi usando la terza crypto valuta per capitalizzazione: Ethereum (la cui piattaforma è specializzata nella gestione degli smart contract e viene usata per le ICO: Initial Coin Offering).

Tony G non è stato a guardare: l’imprenditore lituano-austraaliano, nonché player high roller, ha appoggiato quello che si preannuncia un altro mega progetto del settore: CoinPoker (ruota anch’esso su Ethereum). Sappiamo benissimo che ogni suo investimento nel mondo del poker non è mai stato banale (dopo aver fondato e poi ceduto Pokernews a PokerStars ha venduto anche Tony Bet a Betsson per 6 milioni).

Una delle pubblicità studiate ad hoc per il lancio di CoinPoker

La tecnologia la chiave di tutto

Tony G però è convinto che le strutture decentralizzate non siano compatibili (come lo sono tutte le cryptovalute ad eccezione di Ripple) con il mondo del poker. Lo spiega bene in questa intervista.

Sono tutti segnali che quello delle crypovalute è un mondo che guarda al poker online con molto interesse. E sottovalutare l’applicazione delle coin virtuali al gioco online sarebbe un errore grave da parte chi, fino ad ora, ha gestito il business dell’online in qualità di regolatore.

Molti associano il mercato solo al Bitcoin o alle speculazioni finanziarie, ma dietro c’è molto di più, c’è una tecnologia che potrebbe essere il trampolino di lancio delle crypto poker rooms e mettere in seria difficoltà il sistema regolatorio internazionale e dei singoli stati (come possono i governi controllare i flussi di gioco ed i cash out? Quasi del tutto impossibile).

Bonus immediato di 20€ su Lottomatica, per Poker Scommesse e Casinò. Registrati da questo link e inserisci il codice SUPER20!

Futuro inevitabile nella liquidità internazionale

Insomma le crypto poker potrebbero essere la base per un ritorno globale alla liquidità internazionale. Negli States hanno già capito l’enorme potenziale. E gli enti regolatori devono adeguarsi in fretta perché è un mondo che va alla velocità della luce. Se non comprendono la serietà di questa nuova offerta (che se disciplinata può diventare un’opportunità), il mondo del poker potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi 5 anni e farlo in modo del tutto autonomo, senza guida, ad eccezione del mercato.

All’inizio sarà un fenomeno di nicchia ma… è difficile immaginare limiti in un settore che non vive di recinti e nel quale lavorano alcune delle menti più geniali: la tecnologia e i soldi non mancano con miliardi di dollari di capitalizzazione investiti in centinaia di progetti. Ed il gioco online sembra uno dei settori più naturali per lo sviluppo di queste tecnologie e l’applicazione delle monete virtuali.

Necessità di regolamentare ma senza influenza di lobby

Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta in questo senso, ma sarà una svolta positiva solo ad una condizione: a nostro avviso vi deve essere una prima regolamentazione, nel caso contrario avventurieri e scammer rischiano di rovinare tutto. Ma una regolamentazione equilibrata che favorisca il mercato e non le lobby nazionali come  avviene di solito. Nel caso contrario il mercato prenderà il sopravvento.

Il caso Betcoin

Su Betcoin (room che accettava Bitcoin) si erano trasferiti una parte dei giochi high stakes ma a Natale la piattaforma ha chiuso e molti players si sono infuriati chiedendosi dove fossero finiti gli 800.000 dollari accumulati con il Bad Beat Jackpot che non è stato mai assegnato.

Malta si muove e Gibilterra va All in

E’ necessaria quindi una prima regolamentazione: MGA (l’ente regolatore maltese) ha più volte annunciato che nel 2018 disciplinerà il settore (con il rilascio molto probabile di licenze europee ad hoc o con autorizzazioni speciali) e tutto ciò potrebbe essere un primo reale passo. Lo stesso governo maltese regolamenterà le transazioni in cryptovalute mentre la Russia sta addirittura studiando il lancio di un cryptorublo, ovvero una coin nazionale (stesso progetto che è in fase di lancio in Venezuela con Petro).

Ma forse chi più di tutti spingerà sulle crypto sarà Gibilterra: i segnali che arrivano dallo Stretto sono chiari, d’altronde è l’unico modo per evitare i problemi derivanti da Brexit.

L’opportunità: PartyPoker si muove

Se gli enti regolatori europei intuiscono l’importanza di disciplinare il settore, le crypto valute diventeranno un’opportunità ulteriore per l’industria dell’e-gaming (in particolare per i players già presenti sul mercato).

Vi è inoltre un ulteriore sviluppo: vi immaginate se le più importanti poker rooms tradizionali dovessero creare loro crypto coin? PartyPoker, in questo senso ha già aperto le porte al proprio circuito live, con il lancio di My PP LIve $$$, la nuova valuta per qualificarsi ai tornei dal vivo e pagare viaggi e hotel.

Un primo esperimento che va tenuto ben monitorato. GVC sta facendo le prove generali?

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento