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Arjel (Francia): “liquidità condivisa nel poker possibile”, ma spunta l’emendamento “non soutenu”

Un grande caos interpretativo si riscontra in queste ore sul presunto “no” della Francia al progetto di liquidità internazionale. In queste ore, l’Arjel, l’ente che governa e disciplina il gioco online transalpino ha pubblicato un comunicato stampa che smentisce – almeno in parte – la notizia pubblicata da PokerIndustryPro, CalvinAyre ed altri prestigiosi media internazionali (ripreso poi da alcune agenzie italiane) due giorni fa.

Abbiamo verificato e ricostruito la vicenda passo per passo ma vi spiegheremo in seguito dove è nato l’equivoco, anche perché l’emendamento in oggetto non è stato comunque approvato dalla Commissione dell’Assemblea Nazionale (bisogna fare molta attenzione perché vi sono diversi tipi di commissione ed inoltre l’ente francese parla di futura votazione in Senato che è l’altra camera del parlamento francese ed è da non confondersi con l’Assemblea Nazionale).

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Ecco cosa scrive l’Arjel:

“Diverse fonti indicano che l’emendamento per la condivisione della liquidità europea nel poker cash game sia stato respinto dall’Assemblea Nazionale nel progetto legge “République numérique” (Repubblica digitale, ndr).

L’emendamento, non è stato ritirato o revocato e verrà presentato in sede di esame di questo disegno legge in Senato, esame previsto nel mese di aprile.

Il segretario di stato per il bilancio ha ricordato, nella conferenza organizzata dall’Arjel il 28 ottobre 2015, che il Governo era a favore di questa misura”.

Qui potete leggere il comunicato dell’Arjel in versione integrale.

Si tratta di un giallo? PokerIndustryPro e i media internazionali hanno riportato della bocciatura in Assemblea Nazionale, l’Arjel invece parla di futura votazione nell’altra camera, il Senato.

Abbiamo voluto verificare fin dal primo momento questa notizia ed abbiamo trovato sul sito dell’Assemblea Nazionale questo documento (qui link), nel quale si evince che la commissione d’esame e il Governo non hanno patrocinato (o sostenuto) l’emendamento (nel documento sotto in alto a sinistra). Da qui si comprendono le conseguenze politiche e quale sarà il futuro percorso. L’Esecutivo e i membri della commissione non si sono voluti sbilanciare sul progetto.

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Non c’è quindi la luce verde al progetto. Questo non significa che l’iter procedurale sia bloccato.

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L’Arjel, con ogni probabilità, vuol rivendicare l’appoggio del Ministero dell’Economia (attraverso le parole spese dal Segretario del Bilancio) ma, in termini concreti, né la commissione consultiva dell’Assemblea Nazionale, né il Governo hanno sostenuto questa modifica sulla liquidità internazionale.

Sotto il profilo politico il progetto quindi potrebbe aver subito una dura sconfitta, dal punto di vista costituzionale e procedurale, invece può andare avanti nell’altra camera (Senato).

La mancata approvazione di un ramo del parlamento non compromette l’iter nell’ altra camera, così come il mancato assenso della commissione consultiva può non compromettere in modo definitivo l’iter di approvazione e discussione in Assemblea o Senato in seduta.

Per il sistema costituzionale francese è ammesso che le commissioni non possano impedire l’esame di un testo in aula. La non pubblicazione della relazione della commissione su un testo non ne impedisce il dibattito. Questo risulta dalle decisioni della Corte Costituzionale (n° 84-81 dei 10 e 11 ottobre 1984) che indicano che la discussione in seduta pubblica può cominciare, con o senza relazione.

Di fatto quello che scrive l’Arjel non smentisce del tutto quanto affermato dai media internazionali.

La notizia positiva è che l’iter per l’approvazione non sia del tutto fallito, continua a sopravvivere in Senato, così come il progetto per la liquidità internazionale condivisa con Italia e Spagna tanto caro all’Arjel.

Ma sotto il profilo politico e sostanziale – almeno a giudicare fuori dai confini francesi – la sensazione è che la speranza sia appesa ad un filo e che l’ottimismo diffuso fino alla scorsa settimana sia un po’ troppo forzato.

Senza dubbio c’è da elogiare il lavoro dell’Arjel che sta provando di tutto (sponsorizzando l’emendamento sia nell’Assemblea Nazionale che in Senato) pur di far passare questa modifica alla legge del 2010 ma il quadro sembra tutt’altro che delineato.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.