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DGOJ (Governo Spagna) sulla liquidità condivisa: “pronti a partire subito con la Francia, fiduciosi sull’Italia”

Il DGOJ, la Dirección General de Ordenación del Juego, l’ente governativo spagnolo per il gioco online, in modo molto trasparente dialoga in maniera costante con i media di settore ed ha risposto alle domande poste dal portale Poker10, in merito al progetto della liquidità condivisa. Secondo i giornalisti iberici lo start delle operazioni è previsto tra un mese, a gennaio, e coinvolgerà Spagna e Francia.

Il DGOJ ha dichiarato che “nei prossimi giorni sarà pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto per rilasciare le prime licenze sul condiviso” come è già successo in Francia con PokerStar.fr.

Alla precisa domanda se il DGOJ stia pensando di abbandonare il piano per uno start-up comune e condividere il mercato inizialmente solo con la Francia, la risposta degli spagnoli è stata chiara: “questo è lo scenario che la Direzione Generale sta gestendo in visa del lancio della liquidità condivisa”.

Quindi, gli spagnoli sono pronti a partire nell’immediato con la Francia. Dovranno solo far pubblicare in Gazzetta Ufficiale la ratifica dell’accordo firmato a Roma a luglio ma per il DGOJ è solo questione di giorni.

I direttori del DGOJ poi lasciano una porta aperta all’Italia nonostante le azioni di disturbo delle varie lobby che penalizzano soprattutto i giocatori:  “Come firmatario dell’accordo del 6 luglio, comprendiamo che l’autorità di regolamentazione italiana si impegni a condividere la liquidità con il resto dei paesi firmatari e che le difficoltà che potrebbero rallentare l’attuazione di questo quadro sono superabili nel breve-medio termine.  Pertanto, siamo fiduciosi che questa implementazione possa essere eseguita in tempi ragionevoli. L’Italia, a causa delle sue dimensioni e di un quadro simile sotto molti aspetti, è un paese molto importante per l’ottimizzazione dell’accordo. In ogni caso, dobbiamo essere rispettosi della procedura che ogni autorità di regolamentazione ha riscontrato quando si gestiscono le possibili difficoltà che possono essere state riscontrate nell’attuazione del framework, così come ogni altra circostanza che possa essersi verificata”.

E’ logico che sotto il profilo politico, all’interno dell’Unione Europea, le posizioni di Francia e Spagna vengono rafforzate e potrebbero presto guidare l’euro-gruppo degli enti regolatori, godendo di una forte credibilità. D’altronde, con grande senso di responsabilità, i rispettivi governi hanno mantenuto fede agli accordi sottoscritti.

Il DGOJ vede saggiamente nella liquidità condivisa lo strumento di protezione migliore per i giocatori incentivati ad entrare nel circuito legale, sempre più attrattivo rispetto all’offerta non autorizzata:

“L’accordo di luglio è stato firmato con l’aspettativa di generare un quadro di liquidità condiviso che sarebbe efficace nella protezione dei giocatori rendendo il gioco con più action e quindi più attraente agli occhi dei players. Dopo diversi mesi di lavoro congiunto tra le giurisdizioni firmatarie dell’accordo di luglio, scommettiamo su un modello di liquidità condiviso con i paesi che ci circondano per il poker online”.

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L’ente regolatore spagnolo inoltre ribadisce che la priorità è la liquidità regionale ma se le cose non dovessero andare come previsto, valuterà altre strade per salvare il poker online iberico.

Su esplicita domanda su futuri accordi con la Danimarca per l’accesso alla liquidità del .com (come avviene in Gran Bretagna), il DGOJ ha lasciato una porta aperta: “In ogni caso, quando c’è una prospettiva sufficiente per misurare il suo reale potenziale, verranno valutate le circostanze e la loro prevedibile evoluzione. Se dopo arco di tempo sufficiente la realtà ha negato le aspettative generate, il resto delle opzioni disponibili potrebbe essere studiato“.

Sulla differente tassazione, come vi abbiamo più volte detto, non è un problema del regolatori ma delle poker rooms. Il DGOJ conferma le nostre anticipazioni di un anno fa:Va applicata la tassazione di ciascun paese basandosi sulla base imponibile generata dai giocatori che ciascuna giurisdizione genera nei diversi tavoli a prescindere da chi sia il vincitore. Il modello permette di tenere distinte le fiscalità indipendentemente anche dagli effetti commerciali che il disallineamento potrebbe comportare. In questo senso se la differenza tra le tasse porta a rake differenti o no, la questione si riduce ad problema commerciale delle poker rooms“.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.