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Gioco Italia: perché è diminuito il business per lo Stato

polillo-gioco-economiaPremesso: il gioco pubblico in Italia garantisce risorse importanti al fisco e lo Stato non ci rimette di sicuro, ma sono in molti a domandarsi perché nel 2012 è diminuito il gettito in un settore che è sempre stato considerato strategico e sicuro.

A dare una spiegazione semplice e lineare è una fonte autorevole e diretta, il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo: “La crisi economica alla lunga si riflette anche sui giochi pubblici, dove si registra una lieve diminuzione delle entrate erariali da attribuirsi principalmente al gioco del lotto, per effetto di due concause:  una diminuzione delle giocate e un aumento delle vincite. 

VARIANZA. In poche parole, il crollo del gettito è dovuto sia alla crisi economica che al caso: le maggiori vincite – in proporzione alla raccolta – registrate nel gioco del lotto. E chi conosce il settore, è consapevole che fare analisi nel breve periodo (otto mesi) è fuorviante per l’incidenza della varianza. Ci meravigliamo del dibattito che da mesi ci accompagna e soprattutto ci sorprendono le posizioni di numerosi osservatori esterni che hanno messo nel mirino i nuovi giochi, con payout più alto.

AAA COERENZA CERCASI. Semmai si gioca meno (e si vince di più) nei giochi tradizionali. Si invoca spesso la diffusione di una maggiore cultura responsabile ed un grado di consapevolezza diversa, ed ora alcuni politici e partiti si lamentano se una percentuale di italiani registra vincite più frequenti con una spesa media minore? Ed allora per quale motivo è stato convertito in legge dal Parlamento il Dl Balduzzi?

CRISI ECONOMICA? In apparenza, sembra che la crisi economica non abbia  inciso sulle abitudini degli italiani:  leggendo i dati ufficiali AAMS risulta che in generale si continua a giocare sempre di più (ma a spendere di meno grazie alle maggiori vincite). Da gennaio ad agosto, la raccolta si è assestata a 56,5 miliardi (secondo i dati forniti da AAMS l’8 novembre), rispetto ai 48 miliardi del 2011 (una crescita del 16,6%). Invece non è così: i dati generali vanno ben interpretati ed il calo c’è stato in diversi settori del gambling: i volumi sono più alti perché i nuovi giochi hanno riportato nell’ambito della legalità flussi di denaro che erano investiti nel circuito estero. 

TARGET GIOCATORI. Sostenere che cash game e casinò online hanno però penalizzato e assorbito la domanda dei giochi a totalizzatore è azzardato, perché il target della clientela è differente e soprattutto i “nuovi” flussi dell’online non derivano dai giochi tradizionali live, ma bensì dalle reti internazionali dot com e dai poker tournaments.

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FLESSIONE PER GIOCHI TRADIZIONALI. Bisognerebbe semmai indagare sul perché certi giochi hanno mostrato una flessione: il direttore di AAMS Luigi Magistro, a luglio, ha evidenziato che – con ogni probabilità – il calo delle puntate del SuperEnalotto è dovuto a jackpot meno ricchi rispetto al 2011: quindi, come nel lotto, il fattore casuale ha fatto la sua parte. Inoltre c’è la minore capacità di spesa dei giocatori a causa della crisi ma non solo.

WEB GENERATION. In generale, i giochi tradizionali sono un po’ in flessione in tutti i paesi, perché le nuove generazioni hanno gusti differenti (cercano maggiore iterazione e preferiscono gli skill games) e sono abituati a trovare l’intrattenimento soprattutto su internet e attraverso le nuove tecnologie. Non a caso nel 2013 sarà possibile giocare al Lotto anche sul web. Con il passare degli anni, i volumi si sposteranno sempre più online rispetto al live. Il futuro va in questa direzione ed è inutile porvi degli ostacoli con il rischio di perdere di nuove risorse preziose. 

ENTRATE ERARIALI. In generale, la spesa (differenza tra giocato e vinto) dei giocatori è in controtendenza ed è scesa del 4,7%, grazie ad una migliore distribuzione delle vincite che pesano per 45,2 miliardi (+23,8%). L’erario ha incassato circa 5,3 miliardi (circa il 10% della raccolta complessiva). Il gettito è diminuito di 800 milioni (9%) rispetto al medesimo periodo del 2011 (6,1 miliardi). 

ANALISI SUPERFICIALI. Ricapitolando, per molti analisti, la causa è da ricercarsi nello spostamento delle preferenze verso giochi con payout più alto, ma è così solo in parte. E’ un’analisi superficiale che non tiene conto di due fattori: 

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  • Non è vero che casinò e cash game sono effettivamente aumentati rispetto al 2011, semmai sono (in termini percentuali) diminuiti. Leggendo solo i dati generali, sembra che i nuovi giochi online siano passati da 1,5 miliardi di un anno fa a 8,4 miliardi del 2012. La differenza si spiega solo dal fatto che sono stati introdotti dal luglio del 2011 ed il termine di paragone è di soli 2 mesi rispetto agli 8 del 2012.
  • Il calo è dovuto anche e soprattutto alla varianza. Abbiamo visto le maggiori vincite nel lotto, ma negli ultimi mesi, i jackpot più bassi non hanno favorito neanche  la raccolta del SuperEnalotto (-25%).

CACCIA ALLE STREGHE. E’ inutile provare a fomentare una dannosa caccia alle streghe nei confronti di nuovi giochi al fine di penalizzarli con tassazioni per nulla equilibrate. La verità è che senza cash game e casinò online il quadro sarebbe stato peggiore. Grazie all’allargamento dell’offerta autorizzata, il circuito italiano ha potuto attrarre nuovi volumi dall’estero. Il poker online non ha fatto concorrenza ad altre forme di intrattenimento live perché ha un target di clientela diverso. 

MACCHINETTE AL TOP. Analizziamo i dati: oltre il 55% del gioco pubblico è rappresentato da New slot e Vlt che raccolgono 31,2 miliardi e versano all’erario 2,7 miliardi (il 49,5% del totale).  Da segnalare che – crisi o non crisi – il settore degli apparecchi da intrattenimento è in forte crescita rispetto al 2011.  Seguono i  gratta e vinci, con una raccolta di quasi 6,5 miliardi e premi per 5 miliardi  (875 milioni all’erario). 

LOTTO E LOTTERIE. Il problema, come messo in evidenza dal sottosegretario, riguarda altri giochi. Nel lotto, nei primi otto mesi del 2011, si sono giocati 4,4 miliardi. Nello stesso periodo di quest’anno la raccolta si è assestata a 4 miliardi ma sono aumentate le vincite : 2,7 miliardi rispetto ai 2,5 di dodici mesi fa e i margini si sono ridotti, con circa un miliardo destinato alle casse dello Stato. Anche le lotterie hanno subito un calo di circa 500 milioni nella raccolta. Il SuperEnalotto è passato da 1,6 miliardi a 1,2 però le vincite sono aumentate in maniera esponenziale e la spesa dei giocatori è drasticamente diminuita: da un miliardo a 690 milioni.

CASH GAME. I nuovi giochi dell’online, cash e casinò, apparentemente passano da 1,5 miliardi a 8,4 miliardi: la differenza – come detto – si spiega con il fatto che i dati del 2011 sono riferiti solo ad un mese e mezzo di raccolta. 

POKER TOURNAMENTS. Il poker a torneo invece cala da 1,8 miliardi a 859 (ma anche qui il dato è influenzato dall’introduzione del cash nel luglio del 2011): in tutto, poker e casinò online garantiscono 50 dei 75 milioni provenienti dall’e-gaming. La spesa per i players nel cash game e casinò online è di 234 milioni.

Seconda parte – continua 

Gioco e tasse: le primarie, Renzi e un equivoco da 20 miliardi (prima parte)

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.