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Il paradiso del Messico è pronto a chiudersi ai giocatori di poker?

Per i giocatori di poker online statunitensi che si sono trasferiti in Messico per continuare a giocare, e sappiamo che sono molti, i prossimi mesi potrebbero portare notizie davvero pessime: una nuova legge che ha intenzione di regolamentare il gioco online rischia infatti di vederli costretti a togliere nuovamente le tende.

Il presidente Fernando Zarate Salgado ha dichiarato che la proposta di legge sarà presentata il prossimo 9 settembre, e che la legge potrebbe essere approvata il 20: in realtà il periodo di implementazione della nuova normativa dovrebbe richiedere circa sei mesi, se ne parlerebbe quindi verosimilmente a marzo, ma il countdown è comunque iniziato.

Ma perché c’è così tanta preoccupazione al riguardo? Come sottolineato da Pokerfuse.com, lo scorso maggio era stata presentata una proposta di legge che concedeva licenze per il gioco online solo a chi ne abbia anche per una struttura di gioco terrestre presente sul territorio, ad esempio un casinò. Si tratterebbe di un investimento tutt’altro che irrilevante, per un mercato verosimilmente secondario e che quindi farebbe fatica ad essere giustificabile.

Non è detto in realtà che la proposta discussa nelle prossime settimane sia altrettanto restrittiva, anche perché significherebbe la creazione di un mercato chiuso con scarso appeal tanto per gli operatori che per i giocatori, ma fra gli addetti ai lavori al momento non sembra trapelare ottimismo. Ricorderete infatti il caso dei giocatori statunitensi a cui 888 aveva chiuso il conto gioco, in quanto residenti adesso in Messico.

Calvin Anderson è fra i giocatori che hanno puntato sul Messico, per ora…

Nulla è insomma ancora scolpito sulla pietra, e malgrado le consultazioni per la stesura della prima “bozza” siano state ampie e varie c’è ancora spazio per eventuali correzioni di rotta, ma il rischio che i grandi operatori internazionali risultino di fatto tagliati fuori appare al momento concreto.

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Tutti coloro che hanno quindi puntato su Playa del Carmen, Rosarito o località analoghe potrebbero essere costretti in un futuro non così lontano a fare le valigie, puntando magari sul vicino Costarica, altra regione in cui molti professionisti di spicco (soprattutto torneisti) hanno piantato le tende a stelle e strisce.

E’ insomma ancora presto per parlare di un nuovo Black Friday in salsa piccante, ma certo la faccia di quell’America rischia di essere appena un po’ più triste sotto il cielo di un Messico per una volta troppo simile agli USA.

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