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Las Vegas booooom! Moody’s però declassa il mercato USA

titan-10-euroLas Vegas è tornata a splendere, con le sue luci e il fiume di soldi che – come migliore tradizione vuole – si riversa sulla Strip. La ripresa economica negli States ha trascinato anche i casinò del Nevada.

Il tabloid Las Vegas Review Journal però ha pubblicato un rapporto della società di rating Moody’s Investors Service che ha declassato il mercato americano.

Gli analisti di Moody’s hanno modificato il giudizio sul futuro del mercato del gambling statunitense da “stabile” a “negativo”. E questo suona come una bocciatura per il business dei casinò live in occidente, Las Vegas a parte.

Secondo un report del Global Betting and Gaming Consultants, entro il 2017, il 42,5% delle quote del mercato globale dei casinò sarà in mano dell’Asia. Nel 2008, era solo il 15%.

Tornando al Nevada, le 265 sale da gioco hanno prodotto un rake pari a 11,14 miliardi di dollari nel 2013, in aumento del 2,6% rispetto al 2012. Un record che non si verificava dal 2008. I casinò della Strip hanno maturato profitti per 6,5 miliardi. Ed anche quest’anno, il trend è in aumento.

In base ad una ricostruzione della prestigiosa American Gaming Association, nel 2013 erano attive 979 strutture (terrestri e fluviali) tra casinò (commerciali e di proprietà delle tribù) e ippodromi.

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Ad indurre Moody’s al pessimismo è la crisi che ha colpito Atlantic City (con chiusure a raffica) e il Mississippi, due dei mercati principali dopo il Nevada.

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Ma un casinò verrà aperto a Philadelphia e quattro grossi investimenti sono stati pianificati in Massachusetts, uno a Boston. In più c’è la decisa espansione programmata per New York.

Nel 2012, ben 62,84 miliardi di dollari sono stati vinti dai giocatori e si attendono i risultati ufficiali per il 2013.

Il problema è però la diminuzione dei volumi. Secondo il Las Vegas Review-Journal, però negli ultimi tre mesi, i casinò del Connecticut hanno riportato cali di fatturato impressionanti. Ed il turnover è calato anche in Colorado, Delaware, Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Louisiana, Michigan, New Jersey, New York, Missouri e Pennsylvania.

Per questo motivo, i grossi brand stanno cercando di diversificare nell’online. Al momento hanno fatto questo passo tre stati: Nevada, New Jersey e Delaware. Ma è ancora troppo presto per fare un bilancio.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.