Vai al contenuto

Il Grande Bluff: ma quale lotta alle ludopatie? In Italia 250.000 nuove macchinette. Gioco Online: concessioni da €2,5 milioni

“Più macchinette per tutti” (250.000 all’asta) Potrebbe essere questo lo slogan e l’ indirizzo politico che emerge dopo aver letto il testo votato alla Camera dei Deputati, nell’ultima versione della Legge di Bilancio in materia di giochi. Ma non solo “più slot e Vlt” ma anche tante tasse in più per operatori e giocatori (che avranno un’aspettativa di vincita sempre più bassa nei giochi di pura fortuna).

L’attuale Governo conta di incassare circa 2 miliardi in più di extra gettito dal gioco, oltre agli 11 che già ha incassato nel 2019.

Una politica fiscale molto aggressiva a spese soprattutto dai giocatori d’azzardo più a rischio dipendenza. Il trionfo dell’incoerenza di chi dichiara di voler frenare le ludopatie e in realtà siamo di fronte ad un grandissimo bluff, ma i players al tavolo non sono più credibili.

2,5 milioni per ogni concessione online

Punto primo. Che si voglia mettere sempre più in difficoltà gli operatori del mercato legale italiano online (per favorire l’offerta del terrestre e dell’illegale) l’abbiamo capito da tempo. L’ultima conferma arriva dalla di Legge di Bilancio votata ieri alla Camera: sarà possibile acquistare le prossime concessioni per ben 2,5 milioni di euro per la raccolta da remoto (fino ad ora era possibile farlo per qualche centinaia di migliaia di euro). In nessuna parte del mondo, le licenze per l’online hanno un prezzo del genere.

Una misura ostativa – di fatto – della libera concorrenza nel settore.

Senza contare il difficilissimo contesto in cui si trovano i concessionari italiani. Ricordiamoci che il primo Governo Conte ha approvato il ban della pubblicità che ancora oggi va a colpire soprattutto i concessionari online. Non solo: è stata sabotato anche il progetto della liquidità condivisa nonostante degli accordi internazionali già firmati con Francia, Spagna e Portogallo.

Il disegno sembra partire da lontano, almeno da un triennio.  A questo punto chi avrà mai l’interesse a versare 2,5 milioni di euro per una concessione che non permette neanche agli operatori di avere la legittima possibilità di far conoscere i propri brand? Al mercato l’ardua risposta, ma non ci vuole molta fantasia per intuire il trend (voluto) dei prossimi anni.

 

Le tasse sui giocatori ed i payout più bassi: a rischio i players “problematici”

Punto secondo. Nessuno ci leva dalla testa che tutto ciò sembra un chiaro indirizzo politico su come voler orientare il mercato verso giochi che favoriscono i comportamenti compulsivi nella rete terrestre ed in luoghi con soggetti esposti. Non a caso proprio in quei giochi verrà applicata una tassazione ancora più invasiva, a danno dei giocatori. Un indirizzo politico che lascia pochi dubbi. A questo punto emerge un’incoerenza e scarsa credibilità su più fronti.

Altro che lotta alla ludopatia! Semmai un modo per colpire i giocatori problematici che saranno tartassati con la nuova tassa sulla fortuna, inoltre avranno aspettative di vincita molto più basse in giochi che già avevano un payout al limite. Bene, questo payout (la % di denaro giocatore restituito in vincite) sarà ulteriormente abbassato.

Ed i giocatori che hanno delle dipendenze dall’azzardo non sono come i fumatori che con i prezzi più alti comprano meno tabacco. I gamblers problematici, più perdono e più giocano.

 

Bonus poker online
Scopri tutti i bonus di benvenuto

Assicurata presenza per anni di slot in bar e tabacchi

Per la prima volta nella storia del gioco legale italiano, vengono messe all’asta diritti che permetteranno di installare in bar e tabacchi slot machines. Gli slogan contro le dipendenze rimangono solo slogan, la realtà è ben diversa. Tutto fumo negli occhi. Le macchinette rimarranno in quegli esercizi commerciali per anni, assicurati da una licenza.

Fino ad ora era possibile installare le slot nei bar ma è da anni che è aperto il dibattito su questa opportunità di smantellare la rete negli esercizi commerciali, considerando che quei luoghi sono da sempre considerati a rischio “contagio” per i soggetti più esposti, in particolare i minorenni. Il Governo Renzi aveva addirittura ridotto l’offerta dichiarando di voler levare le slot dai bar e tabacchi in modo definitivo, in realtà dopo anni è stato votato l’opposto.

Vi cito un solo dato: l’Italia è l’unico paese al mondo che consente la presenza di slot in esercizi commerciali, dove possono entrare minori ed altri soggetti a rischio. Altro che distanziometro dai luoghi sensibili. In tutte le altre nazioni, le slot sono presenti nei casinò. L’Italia fa scuola.

Non vogliamo giudicare se sia opportuno o meno installare o levare le macchinette dai bar e dai tabacchi, ma è giusto evidenziare l’incoerenza che emerge da questa storia: da una parte si dichiara di voler limitare la piaga della ludopatia, ma nella realtà si fa esattamente l’opposto. Anzi, la rete terrestre toccherà la sua massima espansione con l’attuale legge di Bilancio.

 

L’incognita: come organizzare bandi di gara senza accordi tra Stato e Regioni?

Ma c’è un problema enorme: per mettere a bando i diritti delle slot e delle VLT (la stessa problematica sussiste per le agenzie di scommesse), dovrà essere trovato un accordo credibile e stabile tra Governo e Regioni sulle misure restrittive (distanziometri, orari etc) applicate dagli enti locali. Nel caso contrario chi può permettersi il lusso di investire nel settore senza avere alcuna certezza nell’applicazione delle leggi?

Andranno all’asta centinaia di migliaia di diritti per slot e VLT. Dalla legge di Bilancio emerge che vengono messi a bando 250.000 diritti per macchinette, slot (200.000) e VLT (50.000). In questo modo la rete terrestre batterà ogni record con 37.500 punti vendita (compresi ufficialmente anche bar e tabacchi). Questa la ripartizione:

  • 35.000 diritti per bar e tabacchi
  • 2.500 diritti per sale giochi

Le concessioni per l’online nuove saranno 40 ed avranno una base d’asta (come detto) di 2,5 milioni di euro.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.