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Liquidità condivisa nel poker online: yes, we can!

Se in Europa Italia, Spagna e Francia continuano a perdere tempo sulla liquidità condivisa nel poker online, la Gran Bretagna sta rivoluzionando gli equilibri dell’action continentale, per non parlare degli aspetti politici del settore dell’e-gaming.

Nel Regno Unito hanno deciso di dare una nuova svolta e da ottobre cambieranno molte cose (con le nuove licenze e leggi più restrittive). A Londra non vogliono più perdere tempo e risorse: il nuovo trend sta mettendo alle strette i siti ed i network offshore, però ai giocatori è rimasta la possibilità di giocare sui tavoli di tutto il mondo. E questo aspetto rende l’offerta britannica impareggiabile, con gli scommettitori di Sua Maestà che non saranno tentati a cedere ad offerte non autorizzate.

Negli USA, arriva un altro esempio positivo, con la liquidità condivisa tra stati che è stata messa in atto nel giro di pochi mesi, sbarazzandosi della burocrazia. New Jersey, Nevada e Delaware sono molto attivi su questo fronte e i responsabili hanno capito che senza liquidità condivisa il poker americano è destinato a morire ancor prima di partire.

D’altronde, la liquidità nel poker è un valore aggiunto. Brian Mattingley, CEO di 888, ha confermato che presto verrà lanciata una nuova piattaforma in Nevada: All American Poker Network (AAPN), con la presenza in rete di tre skin: 888Poker, WSOP.com e Treasure Island.

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I tre siti inoltre avranno la possibilità di poter condividere i propri tavoli con il Delaware. I due stati hanno già firmato un accordo formale e il service provider (888 Holdings) sta lavorando in quella direzione. Il prossimo step sarà l’annessione anche del New Jersey ed in questo modo AAPN diventerà la prima piattaforma in quello stato, superando il network di PartyPoker (che può contare anche sul traffico del Borgata). D’altronde incombe la concorrenza di PokerStars NJ.

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Nevada e New Jersey, la scorsa settimana, hanno messo in atto un nuovo programma per collegare le slot progressive in entrambi gli stati. In questo modo i jackpot saranno più attrattivi e ne beneficeranno giocatori, case da gioco e soprattutto l’erario.

 

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.