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Liquidità condivisa poker online: la Francia vuole bruciare le tappe ed apre le procedure per le licenze

In Francia apparecchiano la tavola per gli operatori interessati ad aderire alla liquidità condivisa nel poker online: i requisiti per le licenze.

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24/07/2017 18:45

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A meno di un mese dalla firma dell’accordo sulla liquidità condivisa internazionale (sottoscritto il 6 luglio  a Roma), l’Arjel (ente regolatore francese per il gioco online) dà il via alla procedura per il rilascio delle licenze nei confronti delle poker rooms che vogliono offrire action a players residenti in paesi diversi.

Sono state pubblicate sul sito dell’ente regolatore le linee guida e le prime indicazioni del governo francese.

Prima di tutto, tra i requisiti essenziali, vi deve essere il possesso di una licenza di gioco in uno dei paesi che hanno aderito all’accordo: Italia, Francia, Spagna o Portogallo.

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Le richieste delle rooms saranno esaminate da una commissione e dal Presidente dell’Arjel Charles Coppolani. Il collegio si dovrà esprimere entro due mesi.

Gli operatori dovranno:

  • applicare misure anti-riciclaggio
  • fornire assicurazioni sulla protezione dei giocatori
  • capacità di trasferimento, protezione e custodia dei dati dei clienti
  • adozione di misure contro il gioco problematico
  • fornire garanzie di integrità
  • segnalare potenziali attività criminali e fraudolente

I funzionari francesi hanno dato un segnale forte: è evidente che la Francia stia tentando di bruciare le tappe. Gli operatori vorrebbero partire tra novembre e dicembre. Gli enti regolatori ed anche ADM ha dichiarato che faranno di tutto per rispettare quella scadenza.

Ma c’è anche chi è pessimista, soprattutto in Italia, e prevede tempi burocratici più dilatati che potrebbero richiedere anche un anno di tempo (giugno 2018?).

Al momento è impossibile fare previsioni, ma una cosa è certa: l’Arjel non starà a guardare ed ha tutti gli interessi a partire il prima possibile, magari in compagnia della Spagna. In Italia si prevede invece un iter burocratico più lungo con l’aggiornamento dei protocolli di tutti gli operatori.

Da nostre stime, nel primo anno, il mercato condiviso dovrebbe presentarsi con una spesa di circa 450 milioni di euro per i players.