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Il Lupo di Wall Street “gioca” con le pensioni del Trump Taj Mahal

Il miliardario Carl Icahn, uno dei più noti finanzieri e corporate rader di Wall Street, è famoso per le sue strategie non sempre eticamente corrette, in particolar modo quando si mette in testa di voler rilevare un’azienda in difficoltà.

Vi abbiamo spiegato, in un articolo precedente, che Icahn ha forti interessi in Atlantic City e nel mondo del gambling (è proprietario del Tropicana sia a Las Vegas che in New Jersey) ed è anche il principale creditore del Trump Taj Mahal (per 285 milioni di dollari), casinò che rischia seriamente il fallimento, il 13 novembre.

Icahn ha pronto un piano di salvataggio per il rilancio della struttura, fondata da Donald Trump (che detiene oramai solo un 10%) negli anni ’90.

Il suo primo tentativo di scalata è però fallito miseramente. Icahn, per salvare il casinò dalla bancarotta, ha imposto condizioni molto pesanti, in particolare vuole interrompere la contribuzione ai fondi pensionistici dei dipendenti della sala da gioco. Una mossa che comporterebbe un risparmio annuale di 3,9 milioni di dollari. Ma il tribunale fallimentare ha già respinto questa sua richiesta, dichiarandosi incompetente.

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In questo modo il Trump Taj Mahal chiuderà i battenti il 13 novembre. Icahn ha una seconda possibilità, nell’udienza del 14 ottobre, quando il giudice Gross (competente per la bancarotta) dovrà decidere se annullare l’intero contratto collettivo di lavoro in vigore in questo momento.

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Tra le altre pretese del finanziere, al limite dell’impossibile, la richiesta di sgravi fiscali allo stato per 30 milioni di dollari più altri 25 milioni a vario titolo.

Icahn ha promesso in cambio, un rifinanziamento per 100 milioni. Condizioni che suonano come un vero ricatto, ma il primo a scommettere sulla sua pelle è proprio il corporate raider newyorkese che potrebbe perdere – in caso di fallimento – i 285 milioni che vanta a titolo di credito.

La partita a scacchi è appena iniziata e il tempo stringe: se non si arriverà ad un accordo il 13 novembre, il Trump Taj Mahal sarà il quinto casinò a chiudere ad Atlantic City nel 2014.

 

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo