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Nuova legge per Sentenze Blanco Fabretti, ma i gamblers saranno tartassati sulle vincite

Il nuovo Disegno Legge sul riordino del gioco italiano presenta un aspetto positivo per i giocatori di poker, abituati a partecipare ai tornei nei casinò dell’Unione Europea: il comma 2, dell’articolo 41, prevede un’esenzione, in recepimento delle sentenze della Corte di Giustizia Europea che si è espressa in merito ai casi riguardanti Cristiano Blanco e Pier Paolo Fabretti, dando ragione ai due giocatori.

La “mazzata” per l’operazione All in ora potrebbe essere definitiva: il DDL prevede (articolo 41, comma 2),

(Esecuzione della sentenza CGUE 22 ottobre 2014 in cause riunite C-344/13 e C-367/13 e altre)

Le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate negli Stati membri dell’Unione europea o nella Spazio economico europeo non concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta”.

Meglio tardi che mai, la giurisprudenza europea dovrebbe quindi essere recepita dall’apparato normativo italiano, seppur (è bene essere chiari) il Disegno Legge deve ancora seguire un iter parlamentare lungo. Nel migliore dei casi, le sentenze saranno accolte con un anno di ritardo.

Di fatto, è ancora tutto sulla carta, ma il messaggio politico è chiaro e forte per le agenzie fiscali. I players italiani potranno giocare “spensierati” i tornei nei casinò all’interno dell’Unione Europea, discorso diverso per i paesi extra UE, come ad esempio gli Stati Uniti. E’ necessario attendere l’approvazione del testo di legge.

Per il poker live potrebbe essere finalmente arrivato il momento della svolta, dopo anni di battaglie legali nelle commissioni tributarie, con un grave dispendio di risorse (anche per lo Stato), quando nella maggior parte dei casi si trattava di cause “temerarie” (visto che il divieto di doppia imposizione è uno dei principi cardine dell’UE).

Ma se i pokeristi esultano, per i gamblers italiani premiati dalla fortuna potrebbe arrivare un inconsapevole conto salato da pagare (anche se in parte già pagano sugli incassi percepiti). Si continua ad abusare della “tassa sulla fortuna“.

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Le vincite maturate nei giochi di “pura fortuna” continuano ad essere nel mirino dell’Erario Italiano. I fortunati vincitori di Lotto, SuperEnalotto e Vlt vedranno applicare alle loro vincite una bella aliquota e il payout finale di questi giochi si ridurrà ancor di più.

Si tratta quindi di una doppia tassa sul Lotto, SuperEnalotto e Vlt, oltre a quella già applicata alla fonte.

Il DDL prevede all’articolo 40, comma 1:

(Imposta sulle vincite)

Sull’importo delle vincite fino a euro 500 conseguite dai giochi di cui all’articolo 7, comma 1, lettera f) (giochi numerici a quota fissa, ndr), è dovuta una imposta sostitutiva di qualsiasi altro prelievo, anche tributario, nella misura del sei per cento. Sull’importo eccedente euro 500 delle vincite di valore superiore a tale somma conseguite dai giochi di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b), f), g), nonché i) (Vlt, lotto, SuperEnalotto e lotterie istantanee) diversi dalle lotterie ad estrazione differita, l’imposta è dovuta nella misura dell’otto per cento. L’imposta è prelevata all’atto del pagamento della vincita ed è versata all’Agenzia dal concessionario del gioco all’atto del primo versamento utile, successivo al prelievo, della quota di entrata tributaria da gioco ovvero della raccolta del gioco dovuta all’erario.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.