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Ufficiale: il poker americano esulta, il quinto Stato legalizza il gioco online e PokerStars sigla il deal

Gli appassionati di poker negli States possono tirare un sospiro di sollievo dopo l'interpretazione del Wire Act (che stronca la condivisa USA): il West Virginia legalizza l'online ed è il quinto stato a farlo. Siamo ad una svolta politica? Gli stati sembrano voler garantire la loro indipendenza in materia rispetto all'influenza del Governo federale.

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01/04/2019 14:03

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Una bella notizia per il poker americano online dopo mesi difficili: il West Virginia legalizza il gioco da remoto, è ufficiale. Nonostante le ingerenze di Sheldon Adelson e la sua potente lobby (che arriva fino alla stanza ovale della Casa Bianca), è stato approvato con una maggioranza schiacciante nel Senato statale il West Virginia Lottery Interactive Wagering Act.

Il piccolo stato del West Virginia con 1,8 milioni di abitanti

Mancava solo l’ultimo passaggio: il documento doveva passare dalla scrivania del Governatore Jim Justice (ricchissimo uomo d’affari nel campo agricolo) che non ha firmato la legge ma non ha posto neanche il diritto di veto (cosa che è successa in Michigan a fine 2018). Con una mossa pilatesca, Justice (nomen omen) ha rispettato la volontà dei rappresentanti del popolo.

Per la costituzione del West Virginia, se il Governatore non esercita il suo diritto di veto, entro 15 giorni, il disegno legge diventa efficace.

In questo caso, passate due settimane, il West Virginia Lottery Interactive Wagering Act è entrato in vigore. Ed il poker americano può festeggiare, considerando che il quinto stato ha rotto le barriere lobbistiche e si è allineato a Nevada, New Jersey, Delaware e Pennsylvania. Quest’ultima deve ancora lanciare le proprie piattaforme (data prevista: fine 2019 o inizio 2020) ma dal punto di vista legale è già stato predisposto ogni minimo dettaglio.

Il West Virginia è una piccolissima realtà (meno di 2 milioni di abitanti) ma la valenza “politica” di questa nuova adesione può lasciare il segno ed influenzare altri stati.

Lo Governo ha riservato le licenze solo ai casinò terrestri che potranno acquisire una “concessione” della durata di 5 anni per il costo di $250.000. Ogni licenza può essere rinnovata per altri 5 anni al costo di $100.000.

La tassazione è prevista nell’aliquota del 15% sul rake lordo, mentre i players dovranno avere almeno 21 anni di età per poter giocare.

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Si prospettano nei prossimi mesi i primi accordi tra operatori dell’online e casinò terrestri. Lo scorso novembre PokerStars ha siglato un deal esclusivo con “Eldorado Resorts” per fornire gioco e servizi su internet ad uno dei 5 casinò locali.

Eldorado Resort è proprietario di “Mountaineer Casino, Racetrack & Resort” con sede a Cumberland. In questo modo la poker room numero uno al mondo entra nel West Virginia sia nell’online che nel terrestre.

Gli altri 4 casinò statali sono “The Casino Club” a Greenbrier, “Hollywood Casino” a Charles Town Races, “Mardi Gras Casino & Resort” e “Wheeling Island” che sigleranno altri accordi commerciali con operatori di gioco.

Difficilmente però il West Virginia aderirà alla liquidità condivisa statunitense per via dell’ultimo atto interpretativo del Wire Act da parte del Dipartimento di Giustizia che dovrebbe stroncare ogni forma di business interstatale legato al gambling online. Atto quest’ultimo molto discusso e fonte di polemiche per la presunta e probabile ingerenza di Sheldon Adelson nei confronti del Ministero della Giustizia del Governo federale ed in particolare con l’ex ministro, l’ultra conservatore, Jeff Session.

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