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Poker players e ritenuta del 20%: l’autocertificazione

Cresce l'apprensione dei players italiani riguardo la ritenuta d'acconto del 20% applicata sui flussi finanziari (bonifici in primis) dall'estero dall’1 febbraio 2014. Sui forum e sui social network se ne discute sempre con maggiore interesse, considerando che molti giocatori grindano su rooms che hanno sede fuori dai confini nazionali, pur operando con concessione italiana

Ricordiamo che la ritenuta si applica alle persone fisiche e sono obbligate a rispettarla tutti gli intermediari finanziari nazionali. Come sottolineato in precedenza, è bene focalizzare l'attenzione su due aspetti: 

1) la ratio del nuovo provvedimento

2) la presentazione dell'autocertificazione

Entrambe sono collegate. Iniziamo dalla ratio legis: la ritenuta del 20% è stata istituita per tassare le rendite finanziarie estere. Pertanto deve essere applicata sui flussi finanziari esteri che derivano da redditi di capitale o redditi diversi (vedi articolo 67 co. 1, lett. b),c),f), e) e h) del TUIR). 

  • Per redditi diversi cosa si intende?  

"Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da societa' in  nome collettivo e in accomandita semplice, ne' in relazione alla qualita' di lavoratore dipendente". Ad esempio le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o  costruiti da non più di cinque anni o i redditi di beni immobili situati all'estero. 

  • Vincite dot com

In base ad una precedente circolare dell'Agenzia delle Entrate, fanno parte dei redditi diversi anche le vincite  maturate sui siti di gioco sprovvisti di concessione (le rooms e i bookmakers dot com). Di conseguenza, chi gioca su queste piattaforme è soggetto - secondo la legge italiana - alla ritenuta del 20% al momento del cash out. 

  • Ritenute automatiche

Ai fini dell'autocertificazione, è importante provare che i flussi provenienti dall'estero, non derivino da rendite di capitale o da redditi diversi. Come detto in precedenza, le ritenute sono automatiche (gli intermediari finanziari come le banche sono tenuti ad applicarla) e l'onere della prova spetta al contribuente. 

  • Autocertificazione: quando?

Pertanto è fondamentale, onde evitare la trattenuta del 20%, presentare l'autocertificazione al proprio istituto di credito prima di ricevere bonifici (o accrediti a vario titolo) a proprio favore dall'estero. 

  • Modello

Al momento, l'Agenzia delle Entrate non ha ancora comunicato un modello per l'autocertificazione, però è possibile effettuarla anche in forma libera, se le banche o le poste non hanno ancora predisposto nulla.

  • Cosa deve contenere l'autocertificazione?

Il beneficiario del bonifico è tenuto ad attestare che il flusso finanziario estero incassato non costituisca un reddito di capitale (art. 44 co. 1, lett a), c), d), h) del TUIR) o un reddito diverso di cui all'art. 67 TUIR.

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  • Allegati

E' consigliabile allegare all'autocertificazione anche una documentazione integrativa come il quadro RW del Modello Unico o dichiarare in modo esplicito la mancata compilazione dello stesso. Alcuni esperti consigliano di allegare anche il Modello Unico.

  • Quadro RW

Il quadro RW è un particolare modulo relativo alla dichiarazione dei redditi (Modello Unico). In tale modulo vanno indicati gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria detenute dal contribuente alla data del 31 dicembre dell’anno di riferimento della dichiarazione. 

Va inoltre indicato l’ammontare dei trasferimenti effettuati nel corso dell’anno (prima del 2013 vi era un tetto a 10.000€, ora vale per qualsiasi cifra).

  • Poker players

In base all'interpretazione maggioritaria le vincite maturate su tutte le rooms con regolare concessione italiana non sono soggette a tassazione (che viene già applicata alla fonte dalle case da gioco). Discorso diverso per chi grinda su piattaforme non autorizzate: in questo caso, per l'Agenzia delle Entrate, sono redditi diversi che devono essere dichiarati (e che rientrano nell'applicazione della ritenuta). 

Pertanto, in base ad una logica giuridica, se i players provano che quei soldi derivano da vincite su rooms concessionarie, la ritenuta non deve applicarsi. Il consiglio, essendo però la materia molto delicata, è quella di agire con la massima prudenza e di avvalersi di consulenti competenti, soprattutto quando si fa riferimento a cash out rilevanti.

Vi è - in tutti i casi - una doppia strada per farsi rimborsare somme trattenute in maniera non corretta dall’intermediario finanziario nazionale.  Di questo ne parleremo nei prossimi giorni.

Speciale Ritenuta  - prima parte

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Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo