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PokerStars: clamoroso addio agli USA e Atlantic City

atlantic-cityPer la stampa ed i media del New Jersey, Rational Group (società proprietaria di PokerStars.com e Full Tilt Poker) non acquisterà più l’Atlantic Club Casinò.

Il “North Jersey” scrive che l’accordo preliminare d’acquisto (sulla base di 50 milioni di dollari) è stato annullato. In questo modo si bloccherà anche la procedura di riconoscimento della licenza da gioco che doveva terminare a luglio.

Ma c’è una conseguenza ancora più importante: PokerStars e Full Tilt Poker rimarranno fuori – almeno per il momento – dal prossimo mercato del poker online statunitense (entro la fine del 2013 si dovrebbe iniziare a giocare sulle piattaforme autorizzate dal New Jersey).

Michael Frawley, amministratore delegato dell’Atlantic Club, ha confermato: “è terminato l’accordo di acquisto con PokerStars. L’Atlantic Club Casinò rimane impegnato nella ricerca aggressiva di partner e opportunità per il mercato del gioco online”.

Nelle ultime settimane del 2012, Rational Group aveva sottoscritto un accordo preliminare con Resorts International Holdings per 50 milioni di dollari in modo tale da salvare 2.000 posti di lavoro a rischio. Il contratto si sarebbe perfezionato solo con il riconoscimento di una licenza definitiva riconosciuta dallo Stato del New Jersey.

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La forte opposizione dell’American Gaming Association (AGA) ha però incrinato qualcosa sotto il profilo politico ed i media statunitensi danno per scontato che l’accordo sia saltato. Il tutto si sarebbe dovuto completare il 26 aprile. La Gambling Commission aveva già riconosciuto una licenza provvisoria.

Poche settimane fa, a Pokerstars era stato proposto di acquistare il pacchetto WSOP più Rio Casinò di Las Vegas, per 500 milioni di dollari. Rational Group ha rifiutato l’offerta della rivale Caesars, caduta in gravi difficoltà economiche. Decaduto l’accordo in New Jersey, Stars proverà la strada del Nevada o si ritirerà definitivamente dal mercato statunitense?

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.