Gioco legale e responsabile

Business

Pazzesco: in Spagna l’uso dei bot non è vietato! L’allarme dell’ex direttore dei giochi: “il problema del poker online…”

La denuncia dell'ex direttore del DGOJ che spiega i rischi che pendono sulla testa del poker online con l'evoluzione dei bot e dell'eccessiva presenza di professionisti.

Scritto da
08/03/2017 14:03

4.753


Quest’estate vi avevamo parlato del problema sempre più diffuso dei bot nel poker online. Vi avevamo anticipato che i software di ultima generazione risultano sempre più difficili da affrontare anche per i regular. Le prime conferme sulla pericolosa evoluzione si sono avute in questi giorni, con le vittorie di Libratus sul team Human.

poker-bot

L’ultimo campanello d’allarme arriva dal bot di nuova generazione: DeepStack, sviluppato dall’Università dell’Alberta.

Le notizie non sono rassicuranti e gli enti regolatori europei dovranno lavorare intensamente, se intendono rendere il gioco online più sicuro, in particolare in ottica di liquidità condivisa.

Spagna: non è contrario alla legge l’uso dei bot nel gioco online

Ma dalla Spagna suona un campanello d’allarme da non sottovalutare: il regolamento di gioco permette l’uso dei bot per giocare a poker. Può sembrare incredibile ma è proprio così.

L’ex direttore del DGOJ (l’ente regolatore iberico come i Monopoli in Italia), Carlos Hernandez, socio dello studio legale Rousaud Costas Duran, spiega: “l’uso di bot in ambienti di gioco online è consentito fin quando il player è correttamente informato che sta giocando contro il bot”.

La posizione delle poker rooms

Spetta agli operatori scegliere se ammettere i bot: la maggior parte delle poker rooms naturalmente li proibisce.

PokerStars.es non ammette l’uso di robot, stessa cosa per la seconda piattaforma 888Poker che conferma: “è proibito qualsiasi software che, a nostro avviso, è dotato di intelligenza artificiale”.

Sergio Ruperez, product manager del bookmaker Luckia, rivela: “in passato sono stati sanzionati dei giocatori che usavano dei bot per automatizzare alcune fasi di gioco”.

Lo stesso Ruperez ammette che se nel poker non sono ammessi software, nel betting e nelle slot sì.

Non è una novità. Betfair, ad esempio, per il Betting Exchange, pubblicizza sulla sua piattaforma diversi software forniti da terze parti.

Vecchio problema: lo scandalo bot del 2010

Ma nel poker l’uso dei bot è un problema antico. Nel 2010 ci fu il primo grosso scandalo, furono scoperti su PokerStars parecchi robot e furono bannati i seguenti account: 7emenov, bakabar, craizer, mvra, nakseon, kozzin, demidou, koldan, Daergy e feidmanis.

Italia: regolamento garantista, troppo…

Il problema in Italia è diverso: le piattaforme bannano gli account ma non possono confiscare i bankroll, per via di una normativa troppo garantista. In questo modo le organizzazioni possono ritirare i fondi  ed aprire nuovi account senza alcun rischio economico. Con la nuova legge anti riciclaggio però la musica potrebbe cambiare. La Guardia di Finanza avrà il potere di indagine sui conti segnalati e con movimentazioni sospette.

“Bot facilmente identificabili”

Secondo Carlos Hernandez gli operatori in Spagna rischiano comunque: “se il giocatore non è correttamente informato, la room può essere denunciata”.

Per l’ex direttore dei Monopoli spagnoli, un bot è facilmente identificabile: basta che la room analizzi bene i dati per capirlo subito. Ci sono casi di account che sono sempre vincenti, perché le rooms mondiali non intervengono?

Hernandez va in pressing sugli operatori:se per un mese, alcune settimane o un giorno intero, un account non ha mai perso, il modello è perfettamente identificabile e l’operatore può logicamente supporre di essere di fronte all’utilizzo continuo di un bot“.

Molte cose dovranno cambiare nei nuovi regolamenti di gioco in tutti i paesi europei. Hernandez è stato il primo sponsor della liquidità condivisa nel gioco online ma la sua testa è saltata nel novembre scorso, sembra proprio per questa voglia di internazionalizzare l’online: in Europa “si disciplina il web come se fosse un business territoriale, fisico”. Per lui è un errore grave.

“Il professionismo impedirà evoluzione del poker come gioco”

Hernandez dà un messaggio positivo:sono convinto che nei prossimi anni gli enti regolatori prenderanno dei provvedimenti e Libratus non potrà mai giocare in una room online. Non so se sarà una normativa più English style o secondo i principi italo-francesi” ma confida che ci sarà una regolamentazione ad hoc sul tema.

Per l’ex direttore dei giochi, il pericolo per l’online è un altro: il poker sta andando verso il professionismo, ovvero negli ultimi anni sono i pro a dominare la scena, a discapito dei giocatori occasionali. “Questo è il grande problema e l’elemento che impedirà un’evoluzione del poker come gioco” Non sarà più un hobby per i giocatori occasionali, secondo l’avvocato spagnolo.

© riproduzione riservata

“gli articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati nelle riviste o giornali, possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali anche radiofonici, se la riproduzione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data e il numero di detta rivista o giornale e il nome dell’autore, se l’articolo è firmato” (art. 65 legge n. 633/1941)

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento