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Lo stato di salute del poker online: PartyPoker, il rilancio in 4 mosse e le revenues crescono del 10%

Prosegue la nostra analisi delle principali società di gambling online che operano da protagoniste nel mercato mondiale del poker. A seguito della pubblicazione dei bilanci riguardo il 2016, è possibile fare un'analisi globale sullo stato di salute dell'industria del poker online. Dopo aver analizzato i conti di Amaya (PokerStars) è ora la volta di un altro colosso: CVC-PartyPoker.

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13/04/2017 15:30

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CVC: PartyPoker, crescita del 10% nel 2016

Quando CVC ha comprato bwin.party, in molti ritenevano molto probabile la cessione di PartyPoker e Paradise da parte del gruppo britannico che ha sempre fatto delle scommesse il proprio core business (soprattutto con il brand SportingBet). Invece gli inglesi hanno rilanciato il brand e lo testimoniano i numeri del 2016 che vedono le entrate nette derivanti dal poker online in crescita del 10%.

CVC ha dichiarato che “abbiamo ereditato la divisione poker in un declino terminale” a seguito della acquisizione di bwin.party. “Il poker ora si è rimesso ora in pieni in maniera decisa”. E il gruppo di Londra lo ha fatto senza il supporto del WPT che era già stato venduto prima della loro acquisizione.

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Divisione extra Sport

Da un punto di vista contabile, la divisione extra-sport (tutti i giochi diversi dal betting) che include PartyPoker, FoxBingo ed altri giochi, ha mostrato numeri negativi: le gaming revenues sono calate in un anno da €211,8 milioni a €203,5 milioni. Nei primi due mesi del 2017 però la divisione fa un passo in avanti con un +6%.

PartyPoker: in crescita dopo 6 anni

Per CVC, su una base di valuta costante e senza fluttuazioni, le revenues di PartyPoker però sarebbero cresciute addirittura del 14%, dopo 6 anni di perdite. Quindi era dal 2010 che il poker non dava segnali di vita.

Divisione Sport Betting

Il core business del gruppo, come detto sono le scommesse con i brand Bwin e SportingBet. I ricavi netti sono stati pari a 653,9 milioni di euro e sono aumentati del 14% nel 2016 rispetto al 2015, a testimonianza dell’ottimo trend gestionale.

Strategia: come ti ho rilanciato il poker in 4 mosse!

Dopo 6 anni di vacche magre, come è stato possibile rilanciare PartyPoker (in Italia le skin del gruppo attive sul network del gruppo sono Bwin e GiocoDigitale) in un contesto di mercato europeo così difficile?

In base alla relazione agli azionisti, si comprende come il rilancio del settore poker sia avvenuto grazie a 4 passaggi: è stato sostituito il management team, c’è stato un re-focus sui mercati (Party ha riaperto negli offshore o mercati grigi), si è puntato a migliorare prodotto e servizi per i clienti, tutto accompagnato da maggiori investimenti.

Per il futuro, la creazione della sezione PartyPoker Live e del format Millions per i tornei live, non possono che portare benefici in particolare per la valorizzazione e crescita del brand.

Gli investimenti, dopo l’acquisizione, sono stati “immediati ed ingenti” come commenta Nick Jones, esperto analista di PokerIndustryPro.

Party ha sviluppato nuovi giochi, limitato l’uso di software di terze parti, ha ingaggiato una dozzina di ambasciatori di primo piano (Trickett, Lodden etc) ed ha ospitato diversi Festival di primo piano online, stimolando i giocatori anche con promozioni mirate. Da non sottovalutare anche l’apertura di nuovi mercati live come quello russo (Sochi).

Il traffico nel cash game continua a vivere un declino che sembra inesorabile (ma le revenues aumentano), seppur Party sia riuscito nel ranking internazionale a superare diversi concorrenti. Ma è chiaro che molti players si stanno spostano nei tournaments anche grazie ai nuovi Sit and Go Hero, lanciati nel 2016.

Speciale – Lo stato di salute del poker online – Prima puntata – Amaya PokerStars

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