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Ufficiale, firmato il Decreto “Salva Sport”: confermata la tassa dello 0,50%, quale futuro per le scommesse e il Betting Exchange? La partita degli emendamenti

Firmato il decreto attuativo del "Salva Sport": rimane invariata la super tassa dello 0,50% calcolata sulla raccolta. Le conseguenze negative nel mercato delle scommesse e dell'exchange ma la partita non sembra definitivamente chiusa. Decisivi saranno diversi emendamenti (presentati anche dal Governo). Verranno esaminati il 29 giugno in Commissione Bilancio.

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21/06/2020 11:36

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Il Decreto attuativo e costitutivo del “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” (detto anche Fondo Salva Sport) è stato firmato dai ministri competenti e conferma quanto stabilito dal Decreto “Rilancio”: la super tassa dello 0,50% sulla raccolta nelle scommesse non cambierà di una virgola ed i concessionari continueranno a pagarla. L’indiscrezione che aveva destato più curiosità riguardava un emendamento che prevedeva una tassa extra applicata sui profitti e non sui volumi (avrebbe salvato il betting exchange italiano da un prelievo folle e senza logica).

Nulla di tutto questo, si va avanti spediti con l’idea originaria. Il decreto è stato approvato senza modificare il testo del decreto rilancio.

C’è la partita degli emendamenti però che saranno presentati in commissione bilancio, in particolare un emendamento che prevede un prelievo allo 0,10% della raccolta (notizia che ci è stata confermata pochi minuti fa).

La nuova tassa (0,50%)  la stanno – di fatto- già  contabilizzando i concessionari dal 20 maggio circa (anche per l’exchange).

Delle ripercussioni nel mondo del betting ne abbiamo già parlato con la fuga di alcuni grossi operatori come Pinnacle (primo bookmaker mondiale) e 1XBet che avevano già acquisito la concessione e che hanno deciso di rinunciarvi (il decreto Dignità aveva già raffreddato l’interesse per l’Italia). Pinnacle oltretutto entrerà per la prima volta in un mercato regolamentato nazionale (Svezia), visto che opera con licenza a Curacao e Malta ma ha deciso di ritirarsi dal nostro mercato, nonostante gli investimenti già fatti.

Si tratta di mancati incassi pesanti per l’erario italiano considerando che molti bookmakers .com hanno database importanti di clienti italiani. Poteva essere l’occasione per farli rientrare nel Bel Paese ma questa nuova tassazione sulla raccolta, pone l’Italia lontano dai nuovi equilibri ed interessi del mercato delle scommesse mondiali.

Per molti operatori di scommesse è difficile poter gestire il banco convivendo con una tassazione sia sui profitti lordi che sul turnover.

Il vero paradosso della Super Tassa introdotta dal Governo Conte bis è però nel Betting Exchange: come vi abbiamo anticipato, con il prelievo extra applicato ai volumi, in media la pressione fiscale passa dal 24% al 111% dei profitti lordi. Il Sole 24 Ore lo ha definito come un “cappotto fiscale”. Le tasse superano i guadagni.

Una tassazione sproporzionata che è senza dubbio non aderente ai dettami della Costituzione ed ai principi democratici di equità fiscale. Ed alcuni operatori potrebbero anche far ricorso in sede europea (la discriminazione sembra evidente).

Per questa ragione si attendeva nelle scorse settimana ad una modifica della Super Tassa almeno per quanto riguarda il Betting Exchange.

Al momento non c’è nessuna novità ufficiale al riguardo. Nel decreto attuativo non c’è traccia di nulla, ma si spera nel buonsenso della pubblica amministrazione in sede applicativa e saranno decisivi gli emendamenti presentati in Commissione Bilancio per una modifica del testo che riporti la tassazione su canoni più congrui.

Basterebbe un’interpretazione autentica del Ministero dell’Economia e Finanze che riconosca l’errore o un intervento chiarificatore da parte dell’Agenzia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che rimedi ad un incongruenza palese e che lede i diritti degli operatori concessionari.

La spesa annuale nel mercato del betting exchange nel 2019 è stata pari a 8,9 milioni di euro, con questa tassa le piattaforme rischiano di pagarne 10 milioni circa.

Il leader di mercato è Betfair, l’altro concessionario attivo è Betflag mentre l’exchange maltese Smarkets si era assicurato una concessione nel precedente bando di gara ma dubitiamo che – in tali condizioni – possa operare come terzo concorrente.

Fin quando non vi sarà un intervento ufficiale, c’è una grossa incognita sul futuro del Betting Exchange tricolore, ma la speranza è che la ragione ed il buonsenso prevalgano sulla demagogia.

 

UPDATE. PACCHETTO EMENDAMENTI DEL GOVERNO SI DISCUTERANNO IL 29 GIUGNO: TASSA ALLO 0,10%?

Un nuovo pacchetto di emendamenti presentati dai relatori e dal Governo è stato presentato in commissione bilancio e dovrebbe essere discusso il 29 giugno alla presenza anche del Ministro Gualtieri.

Nel pacchetto dovrebbe esserci anche un emendamento che prevede la modifica della tassa originaria allo 0,10% della raccolta e non dello 0,50%. E questo particolare potrebbe essere decisivo anche per la sostenibilità dell’Exchange. L’emendamento non è stato ancora esaminato, si spera che il 29 giugno la commissione lo prenda seriamente in esame.

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