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Business · WSOP 2018

WSOP tasse: che mazzata per il francese Labat costretto a pagare il 44% al fisco, Cynn perderà $3,8 milioni!

Gli esperti fiscalisti dello studio "Clayton Financial and Tax" di Las Vegas, come vuole tradizione, hanno pubblicato anche quest'anno l'analisi sugli oneri fiscali che dovranno rispettare i finalisti del Main Event WSOP. E' stata una delle edizioni con più giocatori al via, ben 7.874 concorrenti ed il montepremi del final table è stato da paura ed ha rappresentato un bel business per le agenzie fiscali.

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16/07/2018 11:44

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WSOP tasse: arriva il conto salato!

Su 28 milioni di dollari distribuiti al tavolo finale, quasi 11 milioni sono finiti nelle casse delle agenzie fiscali.

Il giocatore professionista francese Antoine Labat lascia il 56% della vincita al fisco francese (photo courtesy of Poker Central)

Partiamo dal vincitore: complimenti a John Cynn di Evanston, Illinois, per aver vinto il Main Event delle WSOP del 2018 e un fantastico primo premio da $ 8.800.000. Ne dovrà però lasciare per la strada (accordi di staking a parte) la bellezza di $ 3.860.183, considerando le tasse sul reddito federali, la tassa di lavoro autonomo (tutti e 9 i finalisti sono professionisti) e l’imposta sul reddito statale dell’Illinois. Il 43,87% della sua vincita va in fumo. Grazie a Trump, con la nuova riforma fiscale, risparmia circa $ 234.493 rispetto al 2017.

Va un pò meglio al runner-up Tony Miles. Residente a Jacksonville, in Florida, Mister Miles per fortuna sua, non paga tasse statali sul reddito in Florida. Dovrà pagare invece l’imposta federale sul reddito e la tassa sul lavoro autonomo (come player pro) per un totale di meno di 2 milioni di dollari (pari al 38,79% delle sue vincite).

 

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Stesso discorso per il texano Michael Dyer che evita la tassa statale. Pagherà alla fine qualcosa meno di 1,5 milioni di dollari (il 38,65%). Dei sei statunitensi presenti al tavolo ha il carico fiscale più basso.

Joe Cada: il 40,59% della vincita va allo Stato

L’ex campione del Mondo Joe Cada, il player più famoso al tavolo, è arrivato quinto vincendo $ 2.150.000. Il player del Michigan dovrà lasciare al fisco il 40,59% delle sue vincite (quasi 900.000 bigliettoni). Qualcosa di meno rispetto al 42% che pagò nel 2009.

Dall’Australia alla Francia è un bel bagno di sangue

Ma è interessante capire cosa succederà agli stranieri. L’australiano Alex Lynskey di Melbourne ha chiuso al settimo posto. Vi è un accordo bilaterale fiscale tra Australia e Stati Uniti ma non si applica al gambling. Di conseguenza il 30% della vincita di Lynskey viene trattenuta dall’IRS (l’agenzia fiscale americana). Il sistema fiscale australiano prevede la tassazione solo per i professionisti e non per i giocatori amatori e la tassazione media è del 45% rispetto al 37% degli USA. Ad Alex Lynskey gli viene comunque riconosciuto un credito d’imposta.

Vi è poi l’ucraino Artem Metalidi residente a Kiev, L’Ucraina ha una sorta di flat tax del 18% più una tassa dell’1,5% necessaria per le spese militari. Di fatto pagherà circa $243.750. Nessun dollaro sarà versato all’IRS considerando che vi è un trattato fiscale bilaterali tra i due paesi sulle vincite sul gioco d’azzardo.

Infine il povero francese Antoine Labat, giunto nono, dovrà pagare $ 567.426 oltre il 43% della vincita percepita, ovvero $ 432.574 (€ 369.721) delle sue vincite su $ 1 milione (€ 854.701).

Questa la tabella di sintesi:

 

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