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Casinò Italia: a Saint Vincent scatta il sequestro per 21 consiglieri, a Campione si va verso il reset. A rischio il poker live…

La crisi delle nostre quattro sale da gioco che rischia di compromettere anche l'attività del poker live nel nostro paese.

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08/03/2018 17:56

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Casinò, o meglio, casino Italia. Le nostre sale da gioco si sono messe alle spalle un 2017 da incubo e con la chiusura dell’anno si sperava in un minimo di luce e di speranza per la ripresa nel 2018. Nulla di tutto questo. I debiti complessivi dei casinò  hanno però toccato livelli di guardia allarmanti. Se a Venezia le trattative ancora sono in corso tra la giunta comunale ed i sindacati (e l’amministrazione teme di chiudere a causa di una vertenza milionaria), a preoccupare sono soprattutto le recenti vicende che riguardano Saint Vincent e Campione. Sul poker live potrebbero essere pesantissime.

Il casinò di Saint Vincent

Blitz e sequestri per 21 politici: casinò di Saint Vincent nel mirino

Iniziamo dal casinò vallese, dove è stato approvato il bilancio del 2016 con una perdita d’esercizio record che supera i 46 milioni. Un buco enorme se consideriamo le dimensioni della sala da gioco. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, considerando che con fondi pubblici si era provato a rilanciare la sala, ma il piano – per la procura – è risultato del tutto vano. Perché?

Su disposizione della Procura della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, gli agenti di polizia e della guardia di finanza hanno disposto un sequestro conservativo nei confronti di 21 consiglieri (ed ex) regionali valdostani, a seguito di un’ampia indagine (con tanto di intercettazioni telefoniche che hanno evidenziato comportamenti a dir poco discutibili).

Il danno e la beffa per la Corte dei Conti

La Corte dei Conti contesta un danno erariale di 140 milioni di euro relativi ad un finanziamento pubblico della Regione per il rilancio del Casinò di Saint Vincent. Oltre all’inchiesta contabile, in parallelo, si sta sviluppando un’inchiesta penale condotta dalla Procura che sta procedendo nei confronti degli amministratori e dei membri del collegio sindacale.

La sala appartiene al 99,955% alla regione Valle d’Aosta e allo 0,045% al Comune di Saint Vincent.

Proprio in Valle d’Aosta, la scorsa settimana, è stato annunciato l’accordo per rilanciare il poker live nel casinò vallese. La speranza è che la sala da gioco riprenda nel migliore dei modi la sua regolare attività.

Il Dragon risanerà il Casinò di Campione?

A Campione il rischio è il reset totale con un taglio del 30% dei dipendenti

Stesso discorso e stesse speranze per il Casinò di Campione: da quanto emerso dalle cronache locali sarebbero a rischio circa il 30% dei posti di lavoro. Ed a pesare su una situazione finanziaria preoccupante anche prospettive non del tutto rosee nella gestione. Nel 2017 i giocatori sono stati 672mila contro i 711mila del 2016.

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Secondo l’ultima edizione del “Giorno”, sono a rischio 156 dei 492 dipendenti. Sono state accumulate perdite per 110 milioni in 6 anni. Rumors parlano di un reset totale per quanto riguarda vari livelli e tutti i giochi.

Nel frattempo rischiano fattorini, porteur, mentre il ristorante interno sarà dato in gestione. Inoltre aprirà una sala ad hoc solo ed esclusivamente per i clienti cinesi. Il “Dragon” potrebbe da una parte incrementare i ricavi, dall’altra però il rischio è di affondare la sala tradizionale e c’è una presa di posizione importante della Procura su questo progetto (ne parleremo diffusamente in un prossimo articolo).

Che futuro per il poker live?

Vedremo, la speranza è che non si disperdano anche le forze positive, perché negli ultimi anni Campione è stato l’unico casinò capace di lavorare con un certo criterio (e con numeri importanti) nell’organizzazione dei tornei di texas hold’em attirando nella sala migliaia di players ed appassionati. Alcuni tornei sono il fiore all’occhiello del live italiano, come l’Italian Poker Open.

Molto probabilmente, in riva al Lago la partita è ancora aperta su vari fronti ma il risanamento (nei conti) pare necessario. C’è poi l‘inchiesta della Procura di Como che ha chiesto il fallimento per i debiti accumulati nei confronti del Comune.

A Venezia invece si è chiuso il 2017 in leggero utile ma il trend non è proprio positivo. Rispetto al 2016 (anno importante per i ricavi sotto la direzione dell’ex Eros Ganzina) si sono persi circa €6 milioni di incassi. Il bilancio si è chiuso, in tutti i casi , con un leggero margine anche per la modifica unilaterale del Caal (il contratto dei lavoratori) che ha permesso un abbattimento dei costi. E ci sono nubi all’orizzonte: secondo il Sindaco Brugnaro vi è il rischio concreto di chiudere per la vertenza sindacale da 17 milioni di euro che pende sulla testa del casinò. Le politiche della sala sono tutte in mano all’assessorato al Bilancio. Servirebbe un evento di livello internazionale per incrementare i ricavi.

Migliorano i conti al Casinò di Sanremo dove il poker potrebbe essere motivo di rilancio della gestione. Si partirà con il PokerStars Megastack.

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