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Casinò News: Adelson dona 2 milioni di mascherine. Quando riaprirà Las Vegas? Fioccano i licenziamenti

Nella nostra rubrica Casinò News: Sheldon Adelson ha donato 2 milioni di mascherine agli ospedali nella lotta al coronavirus. Il governatore del Nevada: “Riapriremo quando i medici ci daranno il via libera”. Ma intanto a Las Vegas la situazione sta precipitando.

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01/04/2020 10:30

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Il messaggio apparso lunedì sera al Venetian

 

 

Sheldon Adelson cuore d’oro

Il proprietario della Las Vegas Sands Corporation, il noto magnate dei casinò Sheldon Adelson, ha procurato circa 2 milioni di mascherine per aiutare i dipendenti del settore sanitario, costantemente in prima linea nella lotta al coronavirus.

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Secondo quanto riporta Jewish Insider, Adelson avrebbe pagato la produzione delle mascherine in Cina, in arrivo per gli ospedali del Nevada e di New York. Qui, il COVID-19 ha colpito duramente, con oltre 75.800 casi confermati e 1.550 decessi (dato aggiornato a ieri pomeriggio), quasi il 45% del totale negli USA.

Inoltre, Adelson ha promesso ai dipendenti del Venetian (che lunedì sera per un’ora si presentava come nella foto sopra) e del Palazzo di continuare a pagare appieno i dipendenti durante la chiusura dei casinò.

Il governatore del Nevada si affida agli esperti

Inizia la terza settimana di quarantena nel Nevada, dove a lunedì i casi confermati erano 1.113 (di cui 23 decessi nella sola contea di Clark). 11.800 i cittadini del Silver State sottoposti a tampone, di cui 10.681 hanno dato esito negativo.

Lunedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva esteso le linee guida generali del governo sul distanziamento sociale fino al 30 aprile, invitando i cittadini a stare a casa e a non riunirsi in gruppi superiori alle 10 unità.

Il governatore del Nevada, Steve Sisolak, ha così commentato: “Nessuno può stimare quando raggiungeremo il picco e quando la curva inizierà a stabilizzarsi, per non dire a scendere. Molte persone prenderanno il virus e guariranno da sole, secondo quanto mi è stato detto circa i sintomi”.

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Rispondendo alla sindaca di Las Vegas, che aveva paventato la morte dell’industria dei casinò se la chiusura si fosse protratta troppo a lungo, il governatore ha sentenziato: “Conosco il sindaco da tempo, non ho bisogno di politici che indichino le date. Ho bisogno dei consigli di dottori e medici. Stiamo lavorando duramente per garantire le coperture economiche.

Casinò, licenziamenti in massa a Las Vegas

Nonostante le rassicurazioni di Sisolak, molti casinò di Las Vegas stanno già operando pesanti tagli. È il caso ad esempio del Golden Nugget, che ha annunciato il licenziamento temporaneo di circa 40.000 lavoratori delle sue sale da gioco, ma anche dei ristoranti Del Frisco’s e Bubba Gump Shrimp.

Tilman Fertitta, il miliardario texano proprietario del Golden Nugget, ha dichiarato al Dallas News: “Penso che il lockdown sia giusto, ma nel giro di qualche settimana la gente dovrà ricominciare a uscire. Altrimenti cadremo in una crisi economica dalla quale ci vorranno anni per uscire”.

Anche il Penn National è in difficoltà, e recentemente ha deciso di vendere il Tropicana Las Vegas, mandando in congedo non pagato circa 26.000 dipendenti.

Il Greektown Casino-Hotel apre le porte ai soccorritori

A Detroit, nel Michigan, il Greektown Casino-Hotel ha deciso di offrire camere di hotel gratuite ai primi soccorritori che hanno timore di portare il coronavirus a casa, infettando i propri familiari e mettendone a rischio la salute.

Sembra che siano 40 le stanze a disposizione per medici, infermieri, polizia di Detroit e pompieri. Naturalmente, l’hotel casinò sta prendendo tutte le precauzioni del caso per garantire la massima sicurezza.

Chiunque metta piede al Greektown Casino-Hotel viene controllato da un equipe medica: gli viene misurata la temperatura corporea e gli vengono fatte domande per capire le potenzialità di contagio. Attualmente, l’hotel è chiuso al pubblico, non rientrando nei servizi essenziali.

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