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James Packer: colpo da €429,3 milioni per l’ex di Mariah Carey e figlio del gambler più ricco della storia

James Packer (figlio del ricco gambler australiano Kerry Packer) ha incassato la scorsa settimana 600 milioni di dollari australiani, l’equivalente di 429,3 milioni di euro da Crown Resorts, società fondata dal padre, a titolo di dividendi ed altri premi, come azionista di maggioranza e general manager.

Gli utili record sono maturati a seguito della vendita della maggior parte delle azioni di Melco Resorts, la società proprietaria di diverse sale a Macao e nelle Filippine. Packer dimostra ancora una volta di essere uno squalo ed esce da un mercato che presenta oggi molte incognite.

Strategia di uscita da Macao

L’operazione di uscita è stata pianificata più di due anni fa, quando il Governo di Pechino aveva deciso di imporre nuove regole per limitare la corruzione (e il riciclaggio) dilagante nell’ex colonia portoghese: logico che con queste leggi, il volume d’affari dei casinò sia diminuito in maniera verticale, visto che gli junkets hanno meno margini di azione, così come il gambling a credito.

Regole più stringenti anche per frenare l’esportazione di denaro dalla Cina verso l’estero (ed in particolare verso le multinazionali americane ed australiane).

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La decisione

Il magnate, a seguito della nuova politica del partito comunista di Pechino, ha deciso di disinvestire nel mercato asiatico. Packer ha così incassato questa settimana la bellezza di 600 milioni di dollari australiani, pari a 429,3 milioni di euro a seguito dell’incasso di dividendi (con un premio legato all’operazione di cessione) ed altri bonus, in qualità di direttore dell’operatore Crown Resorts. In minima parte (circa 100 milioni di dollari australiani) derivano anche da una vendita di azioni dalla stessa società australiana.

Joint venture

Crown Resorts ha reso ufficiale solo l’anno scorso la nuova politica di riduzione delle partecipazioni nella joint venture con la società di Hong Kong Melco International Development, per concentrarsi sul mercato australiano. Per questo motivo, Packer ha ridotto la sua partecipazione in maniera drastica a circa l’11,2% in Melco Crown, ora ri-brandizzata Melco Resorts.

Gli arresti

La politica di rigore voluta dal Governo cinese ha portato lo scorso autunno, all’arresto anche dei membri dello staff del Crown Resorts in Cina, perché promuovevano gioco d’azzardo a favore delle sale australiane.

Con ogni probabilità, decisa l’uscita da Macao, la società di Packer ha provato a dirottare i gamblers con gli occhi a mandorla nei propri casinò australiani, ma l’operazione è fallita miseramente, visto che le entrate dei giocatori high rollers sono calate sensibilmente e l’utile semestrale è diminuito addirittura del 10%.

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Proprietà

Il magnate continua a gestire le proprietà del Crown Casino di Melbourne e di Perth mentre per Sindey l’appuntamento è per il 2021. Inoltre detiene quote di maggioranza della nota catena Aspers in Gran Bretagna.

Packer ha invece deciso di non dare seguito agli investimenti a Las Vegas: in Nevada aveva già acquistato il terreno per la costruzione di una nuova lussuosa struttura ma poi ha fatto retromarcia.

Dal padre al figlio

Crown Resorts è stata fondata dal padre Kerry Packer, ricchissimo uomo d’affari a capo di un impero televisivo (era considerato l’uomo più ricco d’Australia) ma con il vizio per il gambling: è stato senza dubbio il re delle balene ed esposto a perdite milionarie ogni volta che entrava nei casinò di tutto il mondo.

Le ingenti perdite lo avevano indotto a passare dall’altra parte del banco, fondando il Crown Casino di Melbourne. James sembra sia più attento alle spese, a tal punto dalla lasciare un anno fa l’ex fidanzata Mariah Carey, a causa della vita high stakes sconsiderata della cantante.

Il figlio James ha poi implementato il business, investendo in Macao. Una mossa si è rivelata molto felice e che ha reso ancor più ricca la famiglia Packer. Alla fine anche il gambling, da vizio si è rivelato un affare per loro.

Leggi qui la storia incredibile di Kerry Packer

*il gioco è vietato ai minori e può creare dipendenza

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.