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Macao: il mercato è in mano agli junkets, veri maestri dello staking

Come funziona il mercato a Macao? Stiamo parlando della capitale mondiale del gambling: nel 2013 i casinò hanno registrato revenues per 45 milioni di dollari. Ben 2/3 del fatturato è generato però da una figura atipica: lo junket.

Si tratta degli agenti-intermediari che procacciano per conto dei casinò, gamblers high stakes di baccarat (coprono il 93% delle revenues totali). La loro figura però è atipica, diversa rispetto agli host di Las Vegas o ai semplici porteur dei casinò europei.

In poche parole, gli junkets finanziano i clienti dei casinò con un meccanismo particolare (che ricorda a grandi linee quello delle banche).

Partiamo dal presupposto che le sale da gioco di Macao non fanno giocare a credito i propri clienti (tranne rare eccezioni).  A questo aspetto ci pensano proprio questi agenti che – in primis  – raccolgono denaro grazie all’apporto digrossi investitori (pagando in media una commissione dell’1%, 1,5%).

Una volta che dispongono dei capitali necessari, aprono linee di credito ai giocatori ma, è bene sottolinearlo, senza far pagare alcun interesse.

C’è infatti il problema di aggirare i limiti di esportazione di valuta per i residenti cinesi che, grazie agli junket, riescono a disporre dei capitali necessari da scommettere ai tavoli a Macao. Nel caso contrario sarebbe un guaio e l’action a Macao stenterebbe a decollare.

Gli agenti concedono credito ed i gamblers si impegnano a restituire i capitali entro 30 giorni (come detto senza pagare interessi). Ma come guadagnano?

In estrema sintesi, gli junkets dispongono di quote del players, è come se fossero degli azionisti. Guadagnano il 60% sulle perdite dei loro giocatori. Il casinò paga tale commissione ai migliori. Se però si verifica il caso (raro) che il gambler vince, allora lo stesso agente dovrà coprire il 60% delle perdite subite dal casinò.

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In questo modo le sale da gioco hanno la garanzia che lo junket non porterà mai “squali” ai tavoli, semmai “balene” con il vizio del gambling.

Lo junket seleziona bene i propri clienti ed ha la capacità di calcolare le probabilità di vittoria del giocatore. Per molti Vip, questa figura è essenziale per vivere al massimo Macao: l’intermediario, oltre a concedere linee di credito, garantisce al giocatore high roller molti servizi (simili a Las Vegas), gli riserva le migliori suite della città, i posti nei ristoranti più esclusivi (Joël Robuchon, per fare un nome) e i tavoli d’elite all’interno delle sale da gioco.

A Macao, gli junket più in vista sono Paul Phua e Richard Yong, ma i recenti guai giudiziari, mettono a rischio la licenza delle loro società. Bisognerà vedere come Steve Wynn e Sheldon Adelson riusciranno a fare a meno dei servizi dei migliori agenti sulla piazza.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.