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A Las Vegas svenduto il Lucky Dragon, investimento flop per 165 milioni: riaprirà.... ma senza casinò

Un sogno svanito

Non sempre tutto quello che è oro luccica. Lo sanno bene quelli del Lucky Dragon. Un gioiello, almeno nelle speranze, per un costo totale di 165 milioni di dollari, con l'obiettivo di attirare i giocatori asiatici, sopratutto quelli dal portafoglio pesante. Ma dopo neanche due anni è stata alzata bandiera bianca.

Perdite continue, numeri in calo e problemi sempre più frequenti. Tanti i motivi che spiegano uno dei più grandi flop nella storia di Las Vegas. Primo su tutti la posizione dell'edificio: fuori dalla "Strip" di almeno un isolato, resta scomodo per quei giocatori che invece prediligono il cuore pulsante della città.

In secondo luogo, le dimensioni della struttura. Il Lucky Dragon ha 200 stanze per l'Hotel che a Las Vegas risultano davvero poche per attrarre turisti e giocatori. La parte dedicata al casinò poi, si estende su una superficie di 2.550 metri quadri. Misure fin  troppo piccole, rispetto all'offerta delle altre sale della città. Nel business plan iniziale, era previsto che i giochi portassero addirittura l'85% degli introiti generali. Dopo due anni non superano invece nemmeno il 30%. Infine un prestito di 90 milioni di dollari, ottenuto in fase di realizzazione di progetto, che grava e non poco sui guadagni complessivi a causa degli oneri finanziari.

La svendita

Tutti questi problemi, sommati ad altri imprevisti hanno portato alla chiusura del Lucky Dragon dopo nemmeno due anni dalla sua apertura. Ma una chiusura che non sarà definitiva, visto che l'attività è stata acquistata da Don Ahern, CEO di Ahern Rentals. E lo ha fatto veramente ad un prezzo irrisorio, rispetto a quello che era costato il complesso edilizio a suo tempo. Infatti con 36 milioni di dollari si è aggiudicato la proprietà del Lucky Dragon e punta a rilanciare quanto meno la parte ricettiva.

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Il nuovo proprietario ha comunicato che verrà chiusa la zona casinò, sostituita a sua volta da una sala conferenze. Cambiano gli obiettivi e le strategie, cercando di rimanere al passo con i tempi. Certo suona strano non avere il Casinò per un Hotel a Las Vegas. Ma di fronte ai numeri impietosi ottenuti dalla vecchia gestione, sembra la soluzione più logica. Il Lucky Dragon cambia pelle.

Sport e Poker Editor
Nel mondo del giornalismo sportivo da quando avevo 16 anni, ho all'attivo quasi 800 radiocronache di eventi sportivi e quasi 10 mila articoli sportivi. Da 15 anni nel mondo del poker, del betting e del gaming. Cavallo di battaglia: "Amici Miei". Borgo San Lorenzo è dove vivo e sono nato il 12 marzo 1983: qui nel cuore del Mugello, ad un tiro di schioppo dal circuito e da Firenze, gravita tutta la mia vita. Debutto a 16 anni nel mondo del giornalismo; radiocronache del calcio dilettantistico e dal quel momento ho capito che la mia strada era questa. Malato di calcio a tal punto da dormire con il pallone da bambino ho scritto una vagonata di articoli per calcio e sport: ma la vera svolta arriva nel 2010, quando Assopoker mi concede la possibilità di scrivere di poker, scommesse, casinò e tutto quello che gira attorno al mondo del gioco. Ebbene sì, faccio il lavoro che volevo a tutti i costi e quando sono stanco, con mia moglie ci imbarchiamo per qualche viaggio esotico, oppure per un weekend rilassante alle terme. Mangiatore da competizione spendereste meno a regalarmi un vestito firmato che una cena.
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