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Lo Chemin de fer passa di moda: stop a Sanremo e Saint Vincent. Quando Pupo perse 130 milioni in una notte

Cambiano i giusti dei gamblers ed anche la tipologia dei casinò. Dopo Sanremo, anche il Casinò di Saint Vincent ha deciso di chiudere i tavoli di Chemin de fer.

Motivo? Scarseggia la clientela che un tempo pronunciava – in modo “romantico” – la parola magica "banco", riversando sui tavoli, decine di milioni delle vecchie lire.  Con l'euro sono cambiate tante cose e in tempi di "Vacche Magre", anche le sale da gioco sono costrette a rimodulare la loro offerta.

Come noto, i clienti asiatici prendono d'assalto i tavoli di baccarat, dove i giocatori sfidano il banco. Il Casinò di Venezia è invaso dai gamblers dagli occhi a mandorla.

Nello Chemin de fer invece sono i players a sfidarsi e i casinò trattengono una commissione, come la rake nel poker.

Per le case da gioco è fondamentale avere dei regular che garantiscono il banco. A Sanremo prima e Saint Vincent poi, il banco però sembra essere saltato. Anche noti giocatori di poker italiani hanno un passato turbolento nello Chemin.

E' sempre stato il gioco dei vip. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, non ha mai nascosto la sua passione. Nel 1994 a Melbourne, venne insultato da un nigeriano, pochi minuti prima della partita dei mondiali tra Italia e Nigeria (risolta poi da una doppietta di Baggio con tanta sofferenza...).  L'artista italiano decise di anticipare il match, sfidando il rivale africano ad un tavolo di Chemin. Come Baggio e compagni vinse dopo aver scommesso 300.000 dollari australiani.

Lo stesso Pupo nel 1983 sfidò un noto industriale milanese e nel giro di pochi secondi perse 130 milioni di lire e fu costretto a vendere una sua proprietà immobiliare a Roma. Purtroppo, in questi casi, il gioco non si trasforma in divertimento ma in malattia e diventa un vero dramma per tutti.

Ritornando in Valle d’Aosta, la direzione dopo una lunga trattativa con le organizzazioni sindacali, ha deciso di chiudere i tavoli di Chemin e dirottare i croupier in altri tavoli da gioco. A Sanremo invece i delear sono stati destinati al "Trente et Quarante".

A Saint Vincent però potranno essere richiamati ai tavoli per occasioni importanti, come tornei o serate di gala. Insomma, lo Chemin al Casinò La Vallée non è morto del tutto.

Editor in chief
Iscritto all'ordine dei giornalisti da più di 25 anni, vivo a Malta dal 2012, laureato in giurisprudenza, specializzato nello studio dei sistemi regolatori e normativi del settore dei giochi nel Mondo e nella comunicazione responsabile nel mercato legale italiano alla luce del Decreto Balduzzi e del Decreto Dignità (convertiti in legge). Forte passione per lo sport e la geopolitica. Fin da bambino, sfogliando il mitico Guerin Sportivo, sognavo di fare il giornalista sportivo, sogno che ho realizzato prima di passare al settore del gaming online. Negli anni universitari, ho iniziato anche il lungo percorso da cronista in vari quotidiani e televisioni. Dai primi anni 2000 ho lavorato anche nel settore delle scommesse e nel 2010 sono entrato nella grande famiglia di Assopoker per assecondare la mia passione per il poker texas hold'em.
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