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Alec Torelli: “Tanto cash game e qualche torneo: così il mio bankroll divenne milionario”

Alec Torelli ripercorre il periodo in cui il suo bankroll passo da poche decine di migliaia di dollari a più di un milione. Il suo segreto? Equilibrio tra cash game ed MTT

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26/01/2017 15:30

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Tanti aspiranti professionisti si chiedono se sia più profittevole giocare i tornei oppure il cash game. Non esiste una risposta definitiva, perché vanno prese in considerazione tante circostanze personali e tecniche. Ognuno si deve limitare a ragionare in base alla propria situazione, proprio come ha fatto Alec Torelli in un video dello scorso anno per dare una risposta a uno dei quesiti che riceve più spesso: quale è il modo migliore per far crescere il bankroll?

Il professionista italo-americano ha spiegato come ha fatto riprendendo il discorso affrontato in un altro video, nel quale spiegava perché e come aveva scelto di provarci con il poker.

“Ho mollato l’università e avevo circa $20-30.000 a mio nome. Avevo 19 anni e mi diedi un anno per diventare pro. La prima cosa che ho fatto è stato considerarmi tale, ed è stato fondamentale perché la gente mi chiedeva cosa facessi e io iniziavo a rispondere che ero un professional poker player. Volevo che funzionasse e lo dicevo in giro perché ero sicuro di potercela fare. Avere questa confidence è un aspetto di grande importanza per riuscire a farcela“.

alec-torelli

Detto questo, Alec spiega che aveva una strategia ben precisa per scalare i livelli:

Ho costruito il mio bankroll giocando soprattutto il cash game e qualche torneo. Il cash game è più sostenibile, c’è più edge e il fattore abilità conta di più. Hai un grafico molto più stabile, se guardi la linea che va dal punto A al punto B vedi che nonostante i piccoli swing, è molto più costante, specialmente se consideriamo il livello che c’era nel 2004, quando era veramente facilissimo vincere. I winrates erano enormi, la varianza era più bassa, i giocatori dal vivo mostravano tell evidenti. Onestamente, ho distrutto tutti i livelli per un periodo di tempo piuttosto lungo”.

La fortuna di aver iniziato quando il livello medio nel poker era così basso è innegabile, ma ciò non significa che anche oggi sia possibile seguire le orme di Torelli: il suo consiglio, attualmente, è proprio di grindare il cash game e giocare qualche torneo per provare il colpaccio.

“Quando sono riuscito a garantirmi entrate stabili con il cash game, ho iniziato a giocare anche i tornei. Il motivo era che investendo $100 potevo vincere $10.000 o $20.000, e potevo quindi guadagnare ciò che incassavo in 2-3 mesi di cash game vincendo un singolo torneo. Per questo motivo ho bilanciato il mio main game – il cash game – con i tornei, che giocavo per provare a far crescere in fretta il mio bankroll”.

Come nel cash game, anche negli MTT Alec Torelli si impose subito come uno dei giocatori più preparati e competitivi. E i risultati non tardarono ad arrivare.

Ho avuto fin da subito grande successo. Giocavo un sacco di satelliti e mi qualificai per un torneo WPT ad Aruba. Avevo 19 anni all’epoca e vinsi un pacchetto da $5.000. Con un bankroll di $20.000 circa, solo il buy-in di quel torneo era enorme per me. Ero molto eccitato, giocai bene e chiusi in 9° posizione per $40.000. Quella fu un’enorme soddisfazione e una grande spinta. Per la prima volta fui intervistato e il mio nome comparve su internet. Così rendevo tutto molto più credibile”.

Alec Torelli a Macao

Alec Torelli a Macao

Oltre a quello di Aruba, un altro torneo segnò la carriera di “traheo”:

“Dopo quel piazzamento tornai a casa con una incrollabile sicurezza nei miei mezzi. Iniziai a giocare meglio e a vincere sempre di più. Ero stabilmente al $5-$10 anche se avevo le possibilità economiche di giocare più in alto. Più tardi, quell’anno, mi trasferii in Australia. Da lì giocai le FTOPS di Full Tilt e nel Main Event da $250 (che all’epoca era il più grande MTT Online di sempre) ottenni la prima posizione per $250.000. Quella vittoria mi permise di quintuplicare il mio bankroll, fu un successo incredibile”.

Il cash game per costruire il bankroll dal basso, i tornei per farlo crescere in fretta e poi nuovamente il cash game: grazie a quella vincita nel Main Event FTOPS, Alec poteva dare l’assalto ai tavoli nosebleed, live e online.

“Iniziai a giocare il cash game high stakes dal vivo in Australia e vinsi un sacco di soldi. Online giocavo il $25-$50 e anche lì vincevo molto bene. Su PartyPoker dominavo con grandissima facilità e quando mi buttai nel $200-$400 di Full Tilt scoprii che la partita era facilissima. Ci fu una settimana nella quale vinsi $500.000. Avevo vent’anni e improvvisamente mi ritrovavo milionario. Il resto, come si suol dire, è storia: dieci anni dopo sono ancora qua a giocare ai massimi livelli”.

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