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L’ascesa irreale di Alex Foxen: “Sapevo di poter giocare ai massimi livelli, ma non avevo il bankroll”

Ripercorriamo l'ascesa del pro americano Alex Foxen: da "uno dei tanti" a regular degli high roller live grazie a un bankroll milionari e tanta fiducia nelle sue abilità

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28/08/2018 17:00

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Nell’ultimo anno Alex Foxen è riuscito in un’impresa che centinaia di professionisti sognano per tutta una vita: emergere dal “gruppone” di poker pro che si guadagnano da vivere ai mid stakes e riuscire a stabilirsi ai limiti più alti in assoluto. Foxen ci è riuscito nella sua specialità, ovvero i tornei: se fino alla prima metà del 2017 giocava quasi esclusivamente eventi con buy-in inferiore ai $10.000, oggi ha le possibilità economiche per sedersi agli high roller e competere per milioni di dollari.

La sua ascesa è stata possibile grazie a una serie di risultati che per certi versi nemmeno lui aspettava. Il pro americano ha infatti goduto di una run molto favorevole ed è stato bravo a sfruttarla nel migliore dei modi. Così, nel giro di appena un anno, è riuscito ad incassare milioni di dollari e ritrovarsi finalmente con il bankroll giusto per dare l’assalto ai tornei più ricchi ed esclusivi.

Foxen ha parlato di questo percorso straordinario ai colleghi di PocketFives.com, in un’intervista nella quale ha però messo in chiaro di aver sempre creduto di poter competere ai massimi livelli.

William Alex Foxen

La scalata agli high roller di Alex Foxen

Più o meno un anno fa, Alex Foxen era uno dei tanti torneisti professionisti americani. Giocava eventi in giro per gli States e grindava specialmente i tornei delle WSOP e del WSOP Circuit. Poi, proprio alle World Series Of Poker 2017, Foxen ha iniziato una scalata memorabile.

In quell’edizione ha piazzato la bellezza di 14 bandierine e ha vinto ben più di $100.000 (solo con la terza posizione in un torneo da $1.000 ha incassato $98.000). Galvanizzato da questa costanza di risultati, ha dato l’assalto a uno dei tornei più importanti per un pro live americano che gioca ai mid stakes: il Seminole Hard Rock Poker Open di Hollywood da $2.650 di buy-in. E lo ha vinto, incassando $204.600.

Vincere il SHRPO è stato il momento di svolta della mia carriera“, ha dichiarato Foxen. “Ero già andato vicino a un big shot del genere in passato, ma non ci ero ancora riuscito. Quella vittoria è stata fondamentale per il mio bankroll e per generare la giusta sicurezza nei miei mezzi“.

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La vincita più grande della sua carriera

Con $204.600 in più nel bankroll, Foxen tenta di fare il colpaccio all’EPT Barcellona, ma la trasferta europea si conclude con un solo piccolo ITM e quasi certamente in passivo. Poco male, comunque, perché al ritorno in patria arriva il piazzamento più importante e inaspettato della sua carriera: al prestigioso WPT Five Diamond World Poker Classic di Las Vegas (torneo da $10.400 di buy-in) chiude in seconda posizione per $1.134.202.

“In realtà la seconda posizione al Five Diamond è piuttosto amara per me. Volevo davvero vincere e mi è dispiaciuto non esserci riuscito. In ogni caso, un risultato del genere ha davvero cambiato profondamente la mia situazione finanziaria e mi ha permesso di acquisire una sicurezza che mi ha aiutato non solo a giocare più in alto ma anche meglio“.

Alex Foxen: “Ho sempre saputo di poter giocare ai massimi livelli”

Con un bankroll milionario, Alex Foxen può infatti tentare qualche shot ai tornei high roller. Una circostanza che non lo impaurisce, perché in realtà è sempre stato sicuro di poter competere contro i migliori al mondo.

Ho sempre avuto la certezza di poter giocare ai massimi livelli, ma solo grazie a quei due big shot mi sono ritrovato con il bankroll per farlo. Inoltre aver vinto quei due importanti tornei mi ha messo in luce e ho avuto più possibilità di vendere quote per gli high roller“, dice Foxen.

Alex Foxen, qui con la fidanzata e poker pro Kristen Bicknell

L’assalto agli high roller

Il primo high roller a cui partecipa è il $25.000 del LAPC. Il field è durissimo, ci sono molti dei migliori torneisti americani in circolazione, ma Foxen riesce a vincere per $424.625.

“Non era la prima volta che giocavo un high roller ma in precedenza avevo sempre bustato in bolla. Al tavolo finale c’erano Darren Elias, Maria Ho e Nick Petrangelo, ma non ho mai pensato di essere inferiore a loro. Ho sempre creduto di avere le abilità per competere a questi tavoli. Vincere è stato meraviglioso”.

La vittoria sensazionale a Macao

Dopo aver messo a segno uno score da quasi mezzo milione di dollari, Foxen non si è più posto limiti. Nel marzo di quest’anno è partito alla volta di Macao, per mettersi alla prova nell’APPT, il tour asiatico di Pokerstars. Il primo torneo che ha giocato è stato il Super High Roller da 400.000 dollari di Macao ($50.000). E lo ha vinto per 936.880 dollari americani, il secondo più grande score della sua carriera.

“Quella vittoria è la più grande soddisfazione della mia carriera. Il field, specialmente al final table, era durissimo e riuscire a vincere è stato surreale”.

Chi c’era a quel final table? Isaac Haxton, Brian Rast, Christoph Vogelsang, Rainer Kempe, Sam Greenwood e Patrik Antonius. Tutti costretti ad arrendersi di fronte alla furia di Alex Foxen.

Chiudere un cerchio: la seconda vittoria al SHRPO

Da quel momento Foxen ha iniziato a giocare gli high roller con sempre maggiore frequenza. Ha preso parte a due tornei da €25.000 e €10.000 a Barcellona, vincendo complessivamente €240.000. Poi è tornato in America e ha chiuso in sesta posizione l’high roller turbo bounty delle ultime WSOP per $63.042. E non si è più fermato: a giugno ha vinto il DeepStack Championship di Las Vegas per $239.000 e ad agosto ha vinto nuovamente il Seminole Hard Rock Poker Open, stavolta per $208.452.

Foxen ha quindi chiuso un cerchio: la sua ascesa era iniziata proprio con la vittoria del SHRPO, solo un anno prima. Attualmente ha $4.531.286 in vincite lorde nei tornei live, che si sommano ai 1.8 milioni di dollari incassati negli MTT Online. Un professionista preparato, con un bankroll adatto per restare ai massimi livelli e grande sicurezza nei suoi mezzi: probabilmente sentiremo ancora parlare di William Alex Foxen.

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