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“I pro che pensano di vivere solo di tornei live non sanno cosa sia la varianza”

Il pro americano Chris Perkins è convinto che l'unica vera variante per costruirsi una carriera nel poker sia il cash game. Ecco perché

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28/11/2018 19:35

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Ci sono numerosi giocatori di poker convinti che sia impossibile pianificare un’intera carriera nei tornei live, fatta eccezione per la scena high roller che rappresenta un mondo a sé. Secondo questa corrente di pensiero, infatti, i risultati di un’intera carriera nei tornei live non sarebbero altro che frutto della varianza perché a loro dire le reali skills di un giocatore non possono venire fuori con un volume di gioco così ristretto.

Tra i pro che la pensano in questo modo c’è anche il regular dei midstakes del dot com Chris “moooooooooooooo” Perkins. Oggi gioca quasi esclusivamente il cash game online e live ma un tempo aveva provato a sfondare anche nei tornei live. Fino a quando ha deciso che fosse impossibile abbattere la varianza.

Chris Perkins, quando un pro passa dai tornei al cash game

“Quando ho iniziato il mio percorso da poker pro pensavo che avrei giocato tornei per tutta la mia carriera” , ha scritto in un interessante post su PocketFives.com. “Dopo aver viaggiato per diverso tempo per partecipare alle principali tappe dei tornei live, ho capito che non era quella la strada giusta. Poi ho iniziato a giocare il cash game live e ho capito che quella era la dimensione. Oggi gioco regolarmente al $2-$5 live e il NL 100 e NL 200 online“.

Il suo discorso, quindi, non riguarda il dualismo tra live e online bensì tra MTT e cash game: “Il problema dei tornei è che non sono più profittevoli come il cash game, ma la varianza resta altissima e potresti benissimo non realizzare il tuo expected prima che la tua carriera finisca“.

Perkins spiega qual è la conclusione a cui è arrivato oggi: “Credo in un equilibrio: gioco ancora qualche torneo live quando i field sono buoni ma gioco il cash game ogni giorno come lavoro“.

Chris Perkins (courtesy Irish Poker Open)

“Chi vuole mantenersi con i tornei live è un folle o non sa cosa sia la varianza”

Questa scelta è stata obbligata perché dal suo punto di vista i risultati nei tornei live non sono altro che varianza.

“Penso che chi vuole guadagnarsi da vivere con i tornei sia un pazzo oppure non abbia idea della varianza coinvolta. Questo discorso vale soprattutto per i torneisti live rispetto ai grinder dell’online, ma solo perché online puoi giocare circa 20-25 volte più tornei rispetto al live“.

Eppure, anche se ci sono molti esempi (anche in Italia) di torneisti che vincono con costanza da anni, Perkins è convinto che siano proprio gli MTT il problema.

“Anche se parliamo dei tornei online, questa specialità ti manda comunque fuori di testa. Anche un giocatore fenomenale può perdere per mesi e mesi. Molti ottimi torneisti non hanno la forza di reggere ai downswing e alla fine lasciano stare, dedicandosi ad altro”.

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370.000 mani e $19.000 di profitto in 4 mesi

Nel caso specifico di Chris Perkins, smettere con gli MTT e dedicarsi solo al cash game quotidianamente ha rappresentato una bella svolta.

“Dopo le WSOP, a giugno, ho deciso di prendermi una pausa dai tornei. Viaggiavo tantissimo, era ormai un anno e mezzo che non stavo nella stessa città per più di un mese. Sentivo il bisogno di costruirmi una routine, così negli ultimi mesi mi sono dedicato solo al cash game online“.

I risultati sono stati ottimi, come dimostra il suo grafico: “Dal 26 giugno di quest’anno a oggi (7 novembre 2018, ndr), ho giocato 370.345 mani e sto vincendo 5bb/100. La maggior parte delle mie mani sono state giocate tra NL 100 e NL 200 e anche se sono sotto EV di $5.000 sono molto soddisfatto dei miei risultati, considerando anche che gioco su 9-12 tavoli contemporaneamente“.

Dal grafico si può osservare come Perkins abbia vinto circa $19.000 in quattro mesi, senza calcolare la rakeback (da non sottovalutare considerando il volume di gioco). Per lui oggi i tornei live sembrano essere un lontano ricordo, così come tutto ciò che ne consegue: le spese di vitto e alloggio, l’attesa dopo aver bustato un torneo, le intere giornate passate al tavolo giocando pochissime mani, la sensazione di non essere mai a casa…

L’obiettivo, ora, è di migliorare il suo winrate e provare a diventare ogni giorno un cashgamer migliore: “Penso di poter alzare il winrate tra i 6bb/100 e i 7.5 bb/100 giocando su meno tavoli. C’è ancora tanto da fare e imparare ma sono orgoglioso di ciò che sono riuscito a conquistare. Posso ancora guadagnarmi da vivere con il poker e posso farlo da qualsiasi parte del mondo, mi basta una connessione a internet”.

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