Gioco legale e responsabile

Curiosità

Un comunicato del Borgata svela il motivo della lunga assenza di Phil Ivey dalle scene

La lunga assenza di Phil Ivey dai tornei live sarebbe dovuta alla sua volontà di non offrire un assist al Borgata nella causa legale che va avanti dal 2013. Infatti, non appena Ivey è tornato a giocare alle WSOP, il Borgata è tornato all'attacco

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18/08/2018 09:49

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Dal 2014 in avanti, Phil Ivey ha sostanzialmente smesso di giocare i tornei live e comparire negli show televisivi sul poker. Il professionista californiano ci aveva abituati a un intenso grinding dal vivo e a tante apparizioni davanti alle telecamere, specialmente durante le World Series Of Poker. Ogni estate, ai campionati del mondo di poker, aveva sempre in ballo prop bet milionarie e soprattutto era motivato dal desiderio di ridurre il gap dal rivale Phil Hellmuth (attualmente Poker Brat è a 15 braccialetti mentre Ivey è fermo a 10).

Eppure, dopo aver giocato alle WSOP del 2014, Phil Ivey ha saltato le successive tre edizioni. Parallelamente, dopo aver vinto per la seconda volta consecutiva il Super High Roller dell’Aussie Millions, il campione americano era completamente sparito dalle scene pubbliche, non solo dalle WSOP. Un’assenza pesante che ha generato numerose voci incontrollate, una su tutte quella secondo cui Ivey sarebbe andato broke giocando a limiti troppo alti a Macao.

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Quali sono i motivi dietro alla lunga assenza di Ivey?

In realtà questa ipotesi era apparsa fin dall’inizio improbabile a chi segue da vicino la scena high stakes asiatica. Le partite a cui prende parte Ivey sono infatti molto facili e dal punto di vista economico sia lui sia Tom Dwan possono contare sullo staking del miliardario Paul Phua. È molto difficile che un gambler esperto e intelligente come “No Home Jerome” possa perdere il suo bankroll da svariati milioni di dollari in un contesto così soft.

Secondo molti, quindi, Ivey aveva smesso di giocare i tornei live per una semplice questione di convenienza. Lo avevamo ipotizzato anche noi: se da un lato hai partite altissime con businessman che conoscono a malapena le regole e dall’altra parte hai gli high roller con giocatori fortissimi che giocano al 15%, perché mai dovresti preferire il secondo scenario al secondo?

Sicuramente questo fattore ha influito sulla decisione di Ivey di non giocare più i tornei live, ma non può essere considerato come l’unica motivazione. Può essere vero per Tom Dwan che è un cashgamer puro da sempre totalmente disinteressato alla fama, ma non a Phil, che invece ha sempre lottato per essere riconosciuto anche a livello mediatico come il più forte al mondo. Per lui saltare le WSOP non è cosa da poco e la sua assenza doveva quindi celare un’altra motivazione oltre alla convenienza di restare tutto l’anno in Asia.

 

La vera motivazione: tenere un profilo basso in vista della causa legale con il Borgata

Phil Ivey ha smesso di giocare i tornei per una motivazione ben precisa: ridurre al minimo la sua esposizione mediatica. Una scelta dovuta alla causa legale in corso con il Borgata, che pretende di ricevere i 10.1 milioni di dollari che il giocatore di poker vinse a Baccarat utilizzando la tecnica dell’edge sorting. Una tecnica che il casinò ritiene illecita.

Era noto che Ivey fosse molto preoccupato da questa causa legale. Per evitare di peggiorare la sua situazione in tribunale, Phil avrebbe quindi accettato il consiglio dei suoi avvocati: non giocare tornei, perché se continui a incassare milioni di dollari il Borgata avrà più possibilità di ottenere i soldi indietro. E chissà, forse persino chiedere un ulteriore risarcimento.

Questa era una delle tante teorie intorno alla sparizione del giocatore americano, ma ora è diventata la più probabile. Perché il Borgata ha rilasciato una comunicazione ufficiale che lascia pochi dubbi in merito.

La cauzione da 10.1 milioni di dollari in attesa della sentenza

Tutto nasce da una questione legale: a fine 2016 il casinò chiese al giudice di obbligare Phil Ivey a depositare i 10.1 milioni di dollari contesi come una sorta di cauzione. Se Ivey dovesse vincere la causa potrebbe riprenderli, ma in caso contrario il Borgata non dovrebbe aspettare ma potrebbe invece incassare immediatamente la cifra.

Gli avvocati di Ivey si opposero con fermezza, dicendo che un deposito di tale entità avrebbe costituito un danno irreparabile alle finanze del loro assistito. Aggiunsero anche che Ivey è un giocatore professionista di poker e ha bisogno di quel denaro per sedersi al tavolo; costringerlo a privarsi di una tale somma di denaro senza nemmeno una sentenza gli avrebbe impedito di lavorare. Il giudice diede ragione ad Ivey. Ora, però, il Borgata è tornato all’attacco, dimostrando che il basso profilo tenuto da Ivey era dovuto proprio a questa causa legale.

Il Borgata

Il Borgata: “La carriera di Phil Ivey non è in pericolo, può pagare”

Non c’è alcuna evidenza che Phil Ivey sia impossibilitato a perseguire la sua carriera di poker pro nel caso in cui paghi la cauzione“, si legge nel comunicato del Borgata. “I successi e le abilità di Phil Ivey nel poker sono ben documentati. È tra i dieci giocatori più vincenti nella storia del poker (riferimento alla All-Time Money List, ndr) e non vi è alcuna evidenza che non possa continuare la sua carriera“.

Il Borgata scende poi nei dettagli, andando proprio ad utilizzare il ritorno di Ivey alle WSOP per convincere il giudice ad imporre il versamento dei 10.1 milioni di dollari.

“I costi di entrata dei tornei di poker sono spesso ben inferiori ai $10.000 (chiaro riferimento alle ultime WSOP, dove Ivey ha giocato il Colossus da $565 di buy-in, ndr) ed è possibile giocare a poker online partendo anche da un deposito inferiore ai $100. Phil Ivey non è in pericolo: non c’è niente che gli impedisca di continuare a giocare“.

Phil Ivey

La comunicazione del Borgata si conclude con parole molto forti:

“Questo caso riguarda i soldi, niente di più, niente di meno. Ivey è in possesso di 10 milioni di dollari che appartengono al Borgata e se dovesse versare questa cifra potrebbe comunque continuare a svolgere la sua professione. Ivey non può dimostrare che versare questa cifra gli causi un danno irreparabile”.

Phil Ivey sparirà nuovamente?

Questo comunicato dimostra che Phil Ivey aveva smesso di giocare i tornei live proprio per timore che la sua presenza in partite e tornei high stakes fosse utilizzata dal Borgata per migliorare la propria posizione nella causa legale. Per lo stesso motivo, questo comunicato fa tremare i fan di “King Phil“: è molto probabile che dopo le varie apparizioni di questa estate non lo rivedremo più sulle scene pubbliche

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