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Curiosità

Dan Cates svela il Big Game in Asia: “Ho vinto pot da $3.000.000, ma c’è chi ha perso $100.000.000”

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11/08/2017 15:35

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Durante un recente podcast con Doug Polk, Dan Cates ha fornito la testimonianza più dettagliata e accurata che sia mai stata resa pubblica sul cash game high stakes in Asia.

Da sempre c’è grandissimo riserbo su queste folli partite (quasi sempre private) dove top player come Phil Ivey e Tom Dwan sfidano businessman asiatici con patrimoni da centinaia di milioni di dollari.

Rispetto ad altre occasioni, nelle quali si era dimostrato molto restio a parlare,  questa volta “Jungleman12” ha deciso di raccontare ciò che succede a Macao e Manila, i luoghi dove si svolgono quotidianamente le partite di poker più alte al mondo.

Jungleman12 svela l’Asia high stakes

Cates ha esordito nel podcast dicendo che ormai vive quasi stabilmente in Asia. Ovviamente per motivi lavorativi.

“Ho giocato tanto in Asia, soprattutto nelle partite high stakes private“, ha confessato il professionista americano. “Questi home games non si tengono più in Macao, ma a Manila. Ho giocato contro Phil Ivey, Tom Dwan, Paul Phua… è una partita tra reg che va avanti da un po’. Parallelamente ho anche grindato online su alcune poker room cinesi“.

Dan Cates e Paul Phua

Il Phil Ivey della Cina

Cates ha citato Ivey e Dwan come i suoi avversari nelle partite high stakes, ma chi completa il tavolo? Si tratta di giocatori cinesi a noi sconosciuti, ma è sbagliato pensare solo ed esclusivamente ai businessman: tra gli asiatici che partecipano al Big Game di Manila ci sono anche dei pro.

Uno di questi ha vinto i massimi negli ultimi mesi.

“C’è un tizio nelle partite di Manila che è considerato il Phil Ivey cinese“, rivela Dan. “Ha vinto qualcosa come 300 milioni di Hong Kong Dollars negli ultimi sei mesi (38 milioni di dollari americani, ndr). È un tizio un po’ strano, che parla solo cinese. E quando perde ti insulta in cinese”.

The Chairman, il padrone del Big Game

Dan rivela che l’uomo non è solo il top winner degli ultimi mesi (circa 32 milioni di euro vinti!) ma anche un giocatore senza paura.

Nelle partite private in Asia devi infatti fare attenzione a portare il massimo rispetto verso il “padrone di casa”; lui, invece, non si fa problemi a prendere in giro anche il temuto “Chairman” (“Presidente”), un misterioso businessman cinese il cui nickname era già venuto fuori in altre occasioni quando si parlava di partite high stakes in Asia.

“In una mano ha floppato poker contro il “Chairman” e ha iniziato a sghignazzare. A quel punto c’erano già 2 milioni di HKD nel pot e ha puntato pochissimo. Ha ricevuto il call e ha continuato a ridere. Il Chairman è il grande capo di questi giochi, è uno con cui è meglio non scherzare. Io sono preoccupato quando gli vinco un piatto“.

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“Sul turn ha puntato di nuovo poco, il chairman ha miniraisato e lui si è messo a ridere come un idiota in faccia al boss. È un personaggio incredibile”.

Dan ammette che le recenti vincite di questo giocatore sono arrivate dopo aver venduto una parte della sua action, ma parliamo comunque di decine di milioni di dollari incassati.

Sì, ha vinto 35-40 milioni di dollari americani negli ultimi mesi. E anche se ha venduto quote, credo che avesse una percentuale piuttosto alta della sua action. Sono partite facilissime da quello che ho capito. Li ha battuti continuamente, per mesi”.

Le varie partite high stakes di Manila

Dan spiega che le partite nosebleed sono tutte private e segrete. Si giocano principalmente “a Manila e ad Hong Kong, e recentemente in Montenegro”. Spesso si è sentito dire che siano facilissime, ma su questo punto, “Jungleman12” vuole fare chiarezza.

In realtà molte volte sono semplicemente i pro che si danno battaglia, o meglio, i reg“.

Ci sono infatti più partite che vanno avanti per gran parte dell’anno. Quella in cui gioca Dan Cates vede diversi forti professionisti presenti, che giocano tra di loro per mantenere il tavolo aperto in attesa che si presenti la whale di turno.

Dan Cates festeggia la vittoria dell’high roller a Manila (photo courtesy Somuchpoker.com)

La partita più alta del mondo, con pot da $50.000.000

Al contrario, ci sono alcune partite altissime (le più alte al mondo) dove giocano quasi esclusivamente i “VIP“, ovvero i ricchi player amatoriali. Spesso, questi businessman non vogliono avere i professionisti intorno. Riescono a sedersi a questi tavoli solo quei pro che sanno mascherare bene il fatto di essere lì per spennarli.

Cates non è ancora riuscito a farsi invitare a questi home games, ma sa per certo che girano cifre spaventose.

“Posso dire con certezza che sono stati giocati dei piatti da 50 milioni di dollari americani, ma in partite diverse dalla mia, dove ci sono quasi esclusivamente VIP. So che una persona ha perso 100 milioni di dollari americani in quella partita“.

“Ho vinto un pot da 3 milioni di dollari”

Anche se non può partecipare alla partita più alta del mondo, Dan gioca comunque a limiti irreali. Lo dimostra il fatto che recentemente ha vinto il piatto più grande della sua vita.

“Una o due settimane fa ho avuto una giornata pazzesca ai tavoli, ho vinto un piatto da circa 3 milioni di dollari americani. Quel giorno ho vinto tantissimo“.

E se tre milioni di dollari americani sembrano tanti, Dan assicura che nella sua partita se ne vengono a creare anche di più grandi.

Il piatto più grande che ho visto nella mia vita? Sicuramente ne ho visto uno da 5 milioni di dollari americani, forse anche uno da 10 milioni ma non ricordo. Quando sei al tavolo non pensi a queste cose. Più volte ho assistito a piatti da 5 milioni di dollari e, come ho detto, ne ho anche vinto uno da 3 milioni”.

Non è la partita più alta, ma c’è chi ha perso $10.000.000

Dan sottolinea che ci sono partite ben più alte di quella in cui gioca lui (“so per certo che ci sono piatti ancora più grossi in alcune partite a cui non sono invitato”), eppure anche al suo tavolo c’è chi vince e perde milioni di dollari.

“Nella partita in cui gioco io, c’è chi ha perso 10 milioni di dollari americani. Ricordo un episodio curioso: qualche settimana fa un pro ha perso 10 milioni di HKD (1.27 milioni di dollari americani, ndr). È andato a dormire e quando si è ripresentato il giorno dopo ha vinto 30 milioni di HKD (3.83 milioni di dollari americani, ndr)”.

Una storia folle, che a un regular come Dan Cates non sembra particolarmente interessante. D’altronde, quando ogni giorno swingi cifre che la stragrande maggioranza delle persone non guadagna in una vita, è facile perdere il contatto con la realtà.

Ed è proprio questo il modo giusto di considerare la scena high stakes tra Macao e Manila: un mondo a parte, lontano dal nostro e irraggiungibile per noi comuni mortali, dove noti pro e milionari sconosciuti si scambiano fortune giocando a poker.

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