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Daniel Cates: “i miei milioni ancora bloccati su Full Tilt”

jungleman-catesDaniel “jungleman12” Cates ha vinto nel 2010 la bellezza di 5,5 milioni di dollari negli High Stakes di Full Tilt Poker ed in soli 12 mesi è entrato nella storia del cash game online mondiale ma la sua stella non ha avuto modo di consacrarsi a causa del black-friday. 

Il crack della red room e del poker made in USA, gli ha creato danni incalcolabili: “purtroppo  – ha ammesso – ho ancora milioni bloccati su Tilt. Oltre a questa situazione complicata per mesi non ho potuto giocare e guadagnare online. Ci sono problemi anche nel riprendere il durrrr challenge…”. La sfida con Tom Dwan lo vede nettamente in vantaggio e jungleman12 avrebbe tutto l’interesse a proseguire il confronto: “Purtroppo non vedo Tom determinato nel voler portare avanti la sfida…”.

Per la prima volta Daniel ha parlato della sua personale situazione creditoria nei confronti di Full Tilt Poker. Ad agosto si era diffusa la voce (mai confermata) della vendita del suo bankroll (da 6 milioni) ad un misterioso giocatore. Jungleman12 però ha smentito al sito NutBlocker. “Penso – afferma ottimista – che ci siano discrete possibilità di recuperare il denaro ma si tratta di un processo molto lungo. Ho anche pensato in questi mesi di intraprendere opportune azioni legali ma i costi sono a dir poco proibitivi. Al momento è più conveniente aspettare”.

Il Canada gli ha negato il permesso di soggiorno così si è trasferito a Londra. Per alcuni mesi ha vissuto a Las Vegas ed ha avuto modo di partecipare all’esclusiva action degli High Stakes live: “ho giocato soprattutto ai limiti 500$/1.000$ NLHE e PLO al Bellagio e all’Aria. Sto cercando inoltre di migliorare nei mixed games, giocando però a livelli più soft”

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Daniel afferma di essersi ambientato a Londra: “in Europa c’è maggiore libertà, l’ambiente è affascinante ma a Vancouver avrei avuto maggiori vantaggi. Mi mancano molto i miei amici”.  “Jungleman12” ha anche un’idea ben precisa sui suoi avversari: Isildur1 è senza dubbio uno dei più duri da affrontare. Nel SuperStars Showdown ho fatto qualche errore e lui è veramente aggressivo in heads-up e mi ha punito. Voglio confrontarmi sempre con i migliori perché il mio desiderio è quello di diventare il numero uno”

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.