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David “Viffer” Peat: “Tom Dwan guadagnava $2.000.000 all’anno da Full Tilt”

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29/08/2016 13:15

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Nel corso degli anni David Peat è diventato molto popolare sui forum americani dedicati al poker grazie a una serie di storie ai confini della realtà che girano da tempo a Las Vegas sul suo conto. Si tratta delle cosiddette Viffer Stories, rese popolari e da Joe Ingram durante i suoi podcast grazie alle rivelazioni degli ospiti.

In questo articolo non tratteremo della vita spericolata di Viffer tra poker, prostitute, droghe e swing milionari, ma ci concentreremo sulle interessanti rivelazioni che il poker player 40enne ha fatto proprio durante il Poker Life Podcast sulla Durrrr Challenge. In un successivo articolo tratteremo invece la sua vita al limite.

Il punto di vista di David Peat sulla Durrrr Challenge è completamente differente rispetto a tutti quelli che abbiamo riportato finora. C’era da aspettarselo da parte di un personaggio controverso come lui, che nel corso del podcast ha svelato anche alcuni interessanti retroscena sul rapporto di sponsorship tra Tom Dwan e Full Tilt Poker.

“Durrrr dovrebbe dire pubblicamente che non completerà la sfida e spiegare che quando l’ha lanciata lo ha fatto per questioni di marketing, perché era sponsorizzato da Full Tilt Poker. Dopo il Black Friday ha perso una sponsorizzazione da 2 milioni di dollari all’anno e tutta l’economia del poker è andata a p*****e. Quando c’è stato il Black Friday, tutti credevamo che non avremmo più rivisto i nostri soldi. Se Pokerstars non avesse comprato Full Tilt non li avremmo mai ricevuti indietro. È cambiato tutto da allora”.

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Secondo David Peat, Tom Dwan non deve niente a nessuno. Viffer insiste sul fatto che l’idea della Durrrr Challenge non era esclusivamente del professionista del New Jersey, pertanto non deve essere lui il solo a pagare: “Era più che altro una promozione di Full Tilt, una trovata pubblicitaria. Dwan guadagnava 2 milioni di dollari all’anno da Full Tilt, poi è arrivato il Black Friday ed è cambiato tutto. C’erano buone possibilità che fosse Jungleman a finire broke (considerando il bankroll bloccato sulla poker room, ndr). In quel caso sarebbe stato lui impossibilitato a pagare”.

Dal suo punto di vista, le condizioni iniziali sono troppo differenti da quelle attuali, una circostanza che annullerebbe anche la validità delle prop bet. Prop bet nelle quali, ovviamente, è fortemente coinvolto.

“Io avevo le mie side bet sulla Durrrr Challenge. Ma dopo il Black Friday, considerando in che stato era il mondo del poker, ho detto chiaramente a tutti che per me erano annullate. Non avrei pagato in caso di sconfitta e non sarei stato pagato in caso di vittoria, se mai la sfida riprenderà. Sapevo già che qualcuno sarebbe andato broke e altri si sarebbero rifiutati di pagare. Quindi ho messo in chiaro che per me era tutto finito”.

Per far capire quanto sia cambiata la situazione rispetto al 2010, Viffer racconta un episodio riguardante un giovane professionista che ha perso tutto in seguito al ban del poker online negli States: “C’è questo ragazzo che aveva delle prop bet pesanti sulla Durrrr Challenge e che dopo il Black Friday ha deciso di tornare a studiare. Ora frequenta l’università per diventare avvocato, una decisione che supporto. Al giorno d’oggi non è più un giocatore vincente e non ha molti soldi da parte, ma ha ancora tutte quelle prop bet sulla Durrrr Challenge che potrebbero costargli $200.000. Un domani cosa dovrei fare, andare da lui e chiedergli $200.000 per qualcosa iniziato dieci anni fa?

Il Black Friday ancora protagonista dopo cinque anni

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Per Viffer il modo migliore per chiudere la contesa è una dichiarazione pubblica e ufficiale di Tom Dwan: “Io credo che tutti quelli che se la stanno prendendo con Durrrr siano impazziti. Lui dovrebbe dire: “Sentite, io non gioco più a poker online. Oggi è tutto diverso, mi sono trasferito in un altro paese. Non potete trattenermi dentro questa bet ora che è cambiato tutto rispetto a quanto ho lanciato la sfida“. Durrrr dovrebbe fare un’uscita pubblica per mandare tutti a quel paese”.

Si tratta di un’opinione forte, perché un patto dovrebbe essere rispettato indipendentemente dalle tempistiche. Ma di fronte a questa osservazione di Ingram, Viffer fa notare che ormai la questione è considerata chiusa quasi da tutti, anche perché molti dei personaggi coinvolti non sono più in giro: “La maggior parte di quelli che hanno accettato prop bet ora sono broke oppure sono spariti dal mondo del poker. È passato troppo tempo. Quattro giorni fa un tizio mi si è avvicinato e mi ha detto che avevamo una prop bet sulla Durrrr Challenge. Io gli ho chiesto chi diavolo fosse e lui mi ha detto che credeva di aver stretto la scommessa con me ma non ne era nemmeno sicuro. L’ho mandato al diavolo”.

Viffer non pagherà, Dwan è sparito dalla circolazione, Jungleman sembra rassegnato, Polk parla dello scam più grande nella storia del poker. La Durrrr Challenge continua a tenere banco, una circostanza molto particolare per una faccenda che tutti considerano ormai chiusa.

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