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E’ possibile diventare un poker pro sponsorizzato nel 2021? 4 consigli

Nel 2021 ha ancora senso parlare di sponsorizzazioni nel mondo del texas hold'em? All'estero c'è ancora un mercato vivo. I consigli dell'esperto poker pro Dara O'Kearney.

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31/03/2021 07:30

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Nel poker le false convinzioni si sprecano ma pensare che le sponsorizzazioni siano finite, non corrisponde al vero. Certo, abbiamo ancora negli occhi il mercato degli anni d’oro (2008-2013) dei poker pro sponsorizzati, l’enfasi che c’era intorno ad una patch, i team pro, il seguito che avevano i giocatori, l’entusiasmo e l’energia positiva che li circondava. Ah… bei tempi!

Nel 2021 nulla di tutto questo, ma la richiesta (all’estero) di testimonial d’eccezione è sempre buona: è un mercato ancora dinamico. Il numero di richieste per ambasciatori (o pseudo tali) è diminuito, ma vi sono ancora delle posizioni aperte interessanti.

Patrick Leonard è sponsorizzato da partypoker (photo courtesy of Katerina Lukina – Pokernews)

In Italia siamo al Medioevo con lo stop della condivisa e il Decreto Dignità

Purtroppo in Italia, con lo stop imposto da alcuni operatori alla liquidità condivisa, i sogni e le ambizioni degli appassionati sono evaporati al sole e, la maggior parte delle poker rooms hanno limitato al minimo gli investimenti marketing. Il decreto dignità ha fatto il resto, favorendo – in modo sfacciato – le poker rooms dot com e le app cinesi illegali. Un paradosso solo nostro, visto che le sponsorizzazioni (ad ogni livello) sono vietate.

Alcuni bookmakers se ne fregano e, nonostante un divieto esplicito contenuto nel “Dignità”, ingaggiano influencer come testimonial con la stessa facilità di bere un bicchier d’acqua. Siamo in Italia, le regole sono fatte per non essere rispettate, purtroppo.

Nel poker tricolore invece calma piatta. Lo stop alla condivisa ed il Decreto Dignità (lo chiamiamo così per comodità ma è oramai stato convertito in legge) hanno reso l’Italia l’unico paese al mondo (con l’India che però ha un miliardo di abitanti) ad avere ancora un mercato chiuso e con investimenti molto bassi.

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Siamo tornati al Medioevo solo per esigenze protezionistiche, per tutelare gli interessi di pochi a discapito di molti, in particolare dei giocatori.

Proprio in queste ore l’amministratore delegato di Snaitech, Fabio Schiavolin, è intervenuto in modo molto duro sul Decreto Dignità: “L’introduzione del divieto assoluto di promozione del gioco lecito si è rivelata un fallimento che ha favorito il mercato illegale. Il Decreto Dignità è arrivato in tackle sul settore delle scommesse”. Immaginatevi sul mondo del texas hold’em…

Il punto però è un altro: questi fatti ci hanno portato ad avere una visione molto limitata dell’industria del poker nel 2021. Ed abbiamo una percezione sbagliata delle sponsorizzazioni nel poker. Forse l’avevamo sbagliata anche dieci anni fa, ma oggi è del tutto distorta. Il mercato non è finito all’estero.

Le nuove richieste ai poker pro stranieri

La richiesta, rispetto al passato, è ben differente, ai giocatori viene chiesto qualcosa di diverso, ma all’estero l’offerta esiste sempre. Gli investimenti sono più mirati.

Prima era troppo facile: avevi la tua patch, due foto, due interviste ed il buy-in dei tornei era pagato.

Oggi ai players viene richiesto molto di più. La domanda non è orientata verso i più forti ma coloro che interpretano il ruolo come un vero e proprio lavoro.

Chi investe ancora nei team pro

L’offerta c’è ed è dinamica. Pensiamo a partypoker che ha un team pro interessante (ed anche numeroso) in fatto di personalità. Party ha un team molto variegato: ci sono i campioni del live, quelli dell’online, i produttori di contenuti ed in particolare gli streamers. 888Poker è un altro brand che ha deciso di investire su volti giovani, con diverse donne protagoniste. Ci sono poi rooms asiatiche e quelle che gravitano nel mercato offshore statunitense.

Le sponsorizzazioni ed i modi di collaborare sono cambiati ma la richiesta, all’estero, è sempre tangibile: ora le poker rooms investono soprattutto su chi ha la capacità di produrre contenuti ed è brava a comunicare con una fascia ben precisa di persone (con un target ben definito).

Ha iniziato PokerStars con gli streamers ed ha proseguito questo interessante percorso partypoker. Anche le scuole di poker stanno investendo in questa direzione.

I consigli di Dara O’Kearney

A confermarlo è la leggenda del poker online irlandese Dara O’Kearney, giocatore sponsorizzato da Unibet, una room che sul com è cresciuta molto nell’ultimo anno.

Dara ha dispensato consigli nel suo blog personale su come poter trovare uno sponsor nel 2021.

Dara O'Kearney

Dara O’Kearney (photo courtesy of Unibet Poker Open and Pokernews)

Come diventare un poker pro

Il collega Will Shillibier di Pokernews ha sentito O’Kearney sull’argomento ed ha sintetizzato i consigli dell’irlandese in quattro punti.

Dara spiega come non sia più determinante fare un tavolo finale televisivo ma essere capaci di ben altro. Le rooms richiedono figure con mansioni più da esperti marketing che da giocatori.

1 – Creare contenuti di qualità

“Sono richiesti i creatori di contenuti, sia blogger che podcaster, youtuber e streamer su Twitch.

Un autore/creatore che raggiunge un pubblico tramite Twitch, un blog, un vlog, un podcast, i social media o un gruppo Facebook offre molto più valore a uno sponsor rispetto ad un professionista”. Essere amici dei media ed essere presenti nei blog di settore è un aspetto molto apprezzato dai marketing manager.

2 – Conoscere bene il proprio pubblico di nicchia

“Chi raggiunge (e sa comunicare, ndr) con il suo pubblico di nicchia (ma fedele), è più utile ad un sito – dal punto di vista del marketing –  rispetto a personaggi che conoscono tutti ma che non provocano molto interesse. I giocatori sono – in genere – ingaggiati per comunicare con una fascia demografica ben specifica”.

3 – Bisogna essere ben attivi sui social media

“Se vuoi essere sponsorizzato, devi essere ben attivo sui social media. Non solo lo fai, ma lo fai con tutto il tuo cuore: interagisci sinceramente con le persone. C’è solo una piccola manciata di grandi giocatori molto famosi che sono così popolari che non devono parlare con le persone che non conoscono, ma il resto di noi non può godere di questo lusso e deve metterci tutta la buona volontà possibile” .

4 – Bisogna pensare alla room che si rappresenta

” Questa non è una questione puramente etica. Se rappresenti un marchio che è impopolare, o fa cose impopolari che fanno arrabbiare i giocatori, te lo diranno. Ti assoceranno alle azioni del tuo sponsor. Quindi, prima di concludere un accordo è consigliato fare domande diverse da “Quanto?” e “Dove devo firmare? ”