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Dota 2, videogioco d’oro: a Seattle la finale da 6.500.000 dollari

Se il Main Event delle World Series Of Poker vedrà il suo epilogo soltanto a novembre, stanotte a Seattle c’è un altro evento internazionale con milioni di dollari in ballo che vedrà la sua conclusione, l’International Dota 2 Championship, con un pazzesco montepremi complessivo di 10.931.000 $.

Giunto alla sua quarta edizione, il campionato ha visto partecipare per buona parte del mese di luglio 16 fra le migliori squadre al mondo, con i NewBee che si giocheranno la finale contro i Vici Gaming, per un derby tutto cinese che assegnerà alla squadra vincitrice la bellezza di 5.028.000 $, mentre arrivare secondi significa mettere le mani su 1.476.000 $.

Con questi numeri, non stupisce che si tratti dell’evento più ricco che si sia mai tenuto nel mondo del gaming, per la terza volta consecutiva ospitato nella cittadina statunitense.

 

Il payout è molto sbilanciato: il 46% del montepremi andrà ai vincitori

Come sappiamo, molti giocatori di poker professionisti di successo provengono dal mondo dei videogiochi: basti pensare a campioni come Bertrand Grospellier, Randy Lew, ma anche Daniel Cates e Griffing “Flush_Entity” Benger, ed anche fra i professionisti italiani è possibile rintracciare una tendenza simile.

Nel caso specifico di Dota 2 – che conta milioni di appassionati in tutto il mondo, compresi giocatori di poker come ad esempio magorko – stiamo parlando di un videogioco di strategia online dove due diverse squadre si fronteggiano in tempo reale, in funzione di una serie di obiettivi che cambiano a seconda della modalità specifica.

La componente strategica e di abilità coinvolta è particolarmente elevata, tanto che è possibile scommettere sulle partite sui principali bookmaker internazionali: fino a qualche anno fa, pensare che un evento di e-sport potesse vantare un montepremi di queste dimensioni più che un’ipotesi sarebbe apparso come un racconto di fantascienza, eppure scomodare la parola “evento” in questo caso appare tutt’altro che inappropriato.

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Ospitato alla Key Arena – un palazzetto che può ospitare fino a 17.000 spettatori – e con le telecamere della ESPN2 a riprendere l’azione, questa edizione dell’International mostra chiaramente come in questo settore i tempi in cui i montepremi erano clamorosamente bassi potrebbero diventare in futuro un ricordo, almeno per alcune competizioni di maggiore spessore.

Proprio i guadagni infinitamente più alti che si potevano fare grazie al poker online – se paragonato a quanto messo in palio negli eventi internazionali di gaming – hanno spinto alcuni giocatori in passato ad approcciarsi al Texas Hold’em, con risultati a volte clamorosi. Al contrario di quanto avviene nel poker qui è l’Asia a farla da padrone, nonostante ci siano squadre europee – come gli svedesi del team Alliance, campioni uscenti all’International – decisamente competitive.

Possibile che fra alcuni di questi professionisti ci sia chi, in futuro, voglia avvicinarsi al poker online? Tutto può essere, ma almeno per stanotte un pugno di loro ha decisamente altro a cui pensare…