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Doug Polk: “Perché ho la massima stima dei tedeschi che dominano gli high roller”

Al giorno d’oggi Doug Polk non è più un top player del poker high stakes. Da un paio di anni il professionista di Las Vegas ha scelto di dedicarsi al coaching e a diventare uno dei volti più noti del poker (attraverso i suoi sempre più popolari canali social). Con il livello altissimo del cash game high stakes odierno, Polk è inevitabilmente rimasto indietro.

Rispetto ad altri colleghi che negano l’evidenza, lui ha però adottato un approccio più simile a quello di Daniel Negreanu: non si fa problemi ad ammettere di non essere al livello dei top player odierni. Top player che, per quanto riguarda i tornei high roller, provengono in gran parte dalla Germania.

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La Germania alla conquista del poker high stakes

L’ultimo fenomeno tedesco che ha distrutto tutti gli avversari negli high roller è Steffen Sontheimer, dominatore assoluto e vincitore della Purple Jacket del Poker Master.

Lui appartiene alla seconda generazione di top player della scuola tedesca.

La prima era quella dei vari Philipp Gruissem, Christoph Vogelsang, Ole Schemion, Tobias Reinkemeier, Marvin Rettenmaier, Niklas Heinecker e Benny Splinder.

La seconda è quella dei giocatori che si sono formati nell’era di Fedor Holz: nuovi regular come Rainer Kempe, Christian Christner, Stefan Schillhabel e Korai Aldemir.

Poker Masters Steffen Sontheimer
Steffen Sontheimer con la Purple Jacket

Doug Polk: “Chi emerge nel poker di oggi è per forza un fenomeno”

Verso questi nuovi arrivati che stanno dominando la scena degli high roller, Doug Polk non prova altro che rispetto. Il suo discorso parte però da più lontano, per la precisione da un concetto che aveva già affrontato in un’altra occasione.

“Se vuoi emergere in questa era del poker, soprattutto nel cash game, devi essere veramente fortissimo“, ha dichiarato in un podcast di Pokernews.com. “Devi importi su un field internazionale di livello eccelso. Se non sei un fuoriclasse, sei destinato a perdere e fallire. Questo è il motivo per cui credo che molti pro della vecchia scuola non rispettino abbastanza le nuove generazioni. E non mi riferisco a me, ma a gente più giovane”.

La stima di Polk verso i top player tedeschi

Parlando dei tedeschi, Polk non è rimasto stupito di vedere Sontheimer indossare la Purple Jacket del Poker Masters.

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“Ho giocato contro Steffen per un po’ e avevamo anche parlato prima del Poker Masters. Lui è un ottimo giocatore, che si è imposto solo negli ultimi anni. Non mi stupiscono i suoi risultati: penso che chiunque riesca ad emergere nel poker super competitivo di oggi debba essere per forza un top player. Non puoi farcela altrimenti”.

La stima di Doug è però rivolta a tutti i regular tedeschi degli high roller, non solo a Sontheimer.

Ho il massimo rispetto per questi giovani tedeschi. Hanno iniziato senza avere tanti soldi, in realtà non avevano niente con cui partire. Non avevano un bankroll che gli permettesse di saltare subito agli high stakes, non avevano i soldi per un coach. Non avevano l’opportunità di giocare in partite private super facili contro ricchi giocatori amatoriali. Sono stati costretti a partire dal basso e scalare tutti i livelli più difficili al mondo per arrivare dove sono oggi“.

Secondo Doug, la Germania del poker è destinata a dominare nei tornei high roller ancora a lungo. E chiunque pensi di poter dare battaglia a questi giovani fenomeni, dovrebbe iniziare a lavorare sodo sul proprio gioco.

Non li sottovaluterei mai. Questi giocatori si sono conquistati la posizione che hanno oggi giocando nelle partite e nei tornei più difficili al mondo. Sono qui per restare”.

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